Quindici

Anno XVI numero 42

Periodico telematico “Quindici”. Newsletter a carattere informativo. Registrato al tribunale civile di Roma sezione per la stampa e l’informazione il 5 agosto 2002 al n. 496. Edito da UTILITALIA Servizi Srl piazza Cola di Rienzo 80/A - 00192 Roma

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LA NOTIZIA

FIDUCIA AL GOVERNO, PRIMI DECRETI. MOBILITA ELETTRICA E GAS

Il governo Gentiloni ha ottenuto la fiducia del Parlamento. Il voto alla Camera dei deputati, dopo le dichiarazioni programmatiche del neo-premier Paolo Gentiloni, si è concluso con 368 sì e 105 no; assenti dall’Aula i deputati di M5S, Lega e Ala. Il governo ha poi incassato anche la fiducia del Senato, con 169 voti favorevoli e 99 contrari; Ala e Lega non hanno partecipato al voto, mentre il M5S in questo caso ha votato contro.
Lo stesso giorno del voto al Senato, il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo, su proposta del presidente Paolo Gentiloni e del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi nel settore dei trasporti, in attuazione della legge n. 114/2015.
Il provvedimento disciplina le misure necessarie a garantire la costruzione e l’esercizio di un’infrastruttura per i combustibili alternativi e per l’attuazione delle specifiche tecniche comuni per tale infrastruttura. Il decreto fissa come obbligatori gli obiettivi per elettricità e gas naturale (gnl e gnc), mentre sono facoltativi gli obiettivi per idrogeno (per il quale sono previste misure solo in via sperimentale) e gpl. Su proposta del premier e del ministro dell’Ambiente, inoltre, è stato approvato in esame preliminare il decreto legislativo che attua le direttive Ue 2015/652 e 2015/1513 sulla qualità della benzina e del combustibile diesel e la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. Il provvedimento prevede disposizioni che integrano e modificano due precedenti direttive comunitarie già recepite, la 98/70/CE e la 2009/28/CE. Tra le novità più importanti: la possibilità di conteggiare i biocarburanti ad uso aviazione, finora esclusi dal campo di applicazione della normativa di settore, ai fini del raggiungimento dell’obbligo di riduzione delle emissioni di gas serra prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti e dell’elettricità fornita; l’introduzione di un tetto massimo al contributo dei biocarburanti prodotti a partire da materie prime in competizione con il mondo alimentare, per ridurre i consumi da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti; l’introduzione di un sotto obiettivo per i biocarburanti avanzati, definiti come quelli provenienti da materie prime riportate in un elenco specifico; una revisione delle premialità previste per i biocarburanti, rendendo più rigoroso l’attuale sistema di tracciabilità.

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DL TERREMOTO, VIA LIBERA A CONVERSIONE IN LEGGE

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la conversione del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189 recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Il testo ha ottenuto 441 voti favorevoli e nessuno contrario. Il provvedimento contiene misure urgenti per venire in aiuto delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 (estese, dopo quelli del 24 agosto, a tutti i territori dell’Italia centrale interessati da scosse di terremoto nel mese di ottobre), stanziando complessivamente 550 milioni di euro.
Tra gli interventi previsti, anche la predisposizione e approvazione di un programma delle infrastrutture ambientali da ripristinare e realizzare nelle aree oggetto degli eventi sismici, con particolare attenzione agli impianti di depurazione, di collettamento fognario e - con un'aggiunta voluta dal Senato - agli acquedotti. Ne avrà cura il commissario straordinario per la ricostruzione, entro un anno dall’entrata in vigore del decreto. Per la progettazione e realizzazione degli interventi previsti dal programma delle infrastrutture ambientali, il commissario straordinario potrà avvalersi, sulla base di apposite convenzioni, di società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, dotate di specifica competenza tecnica, individuate d'intesa con il ministero dell’Ambiente. I pareri, i visti, i nulla-osta necessari per la realizzazione degli interventi dovranno essere resi dalle amministrazioni competenti entro 7 giorni dalla richiesta, o entro un termine non superiore a 15 giorni in caso di richiesta motivata di proroga; in assenza di riscontro entro il termine previsto, questo s'intenderà acquisito con esito positivo. Per realizzare tali previsioni sono a disposizione, nel 2016, 3 milioni di euro.

CDP: ANDREA SIRONI ENTRA NEL CDA

Il consiglio di amministrazione di Cassa depositi e prestiti (Cdp) ha cooptato Andrea Sironi quale nuovo amministratore di Cdp. Sironi, informa un comunicato di Cdp, sostituisce Giuseppe Sala che aveva rassegnato le dimissioni dopo l’elezione a sindaco di Milano. Economista e professore ordinario di Economia degli intermediari finanziari, Andrea Sironi è stato rettore dell’Università Bocconi per il quadriennio 2012-2016. Da gennaio 2016 è presidente di Borsa Italiana SpA e, dall'ottobre dello stesso anno, consigliere non esecutivo del London Stock Exchange Group.

IRETI: D’ASCENZI PRESIDENTE, GIUSEPPINI AD

L’assemblea dei soci di Ireti - società del gruppo Iren che si occupa di distribuzione di energia elettrica, gas e acqua - ha nominato i nuovi componenti degli organi di amministrazione e controllo della società per il triennio 2016-2018 (sino all’approvazione del bilancio di esercizio 2018). Il nuovo Cda è composto da Mauro D’Ascenzi (presidente), Fabio Giuseppini (amministratore delegato), Isabella Tagliavini e Marco Mezzalama (consiglieri). Del collegio sindacale fanno parte Nicola Filippo Fontanesi (presidente), Michele Rutigliano (sindaco effettivo), Gabriella Nardelli (sindaco effettivo), Luigi Capitani e Paolo Alberini (sindaci supplenti).

SEI TOSCANA, NUOVO CDA: PAOLINI CONFERMATO PRESIDENTE

L’assemblea dei soci di Sei Toscana ha nominato i nuovi membri del consiglio di amministrazione della società, composto da Alberto Busi, Paolo Cenderelli, Stefano D’Incà, Alessandro Frosali, Rossana Landini, Marco Mairaghi, Roberto Paolini, Riccardo Panichi (questi ultimi gli unici due membri confermati del precedente Cda, nominato lo scorso 16 maggio) e Gianfranco Saetti. Il nuovo Cda è stato nominato dopo le dimissioni dei membri del precedente organo di amministrazione, a seguito delle indagini della Procura di Firenze sulla gara per la gestione dei rifiuti nell’Ato Toscana Sud (Province di Siena, Arezzo e Grosseto). Roberto Paolini è stato confermato presidente, suoi vice sono Riccardo Panichi e Alessandro Frosali. Paolini, senese, 60 anni, commercialista, vanta un’esperienza come dirigente d’azienda e amministratore in diverse realtà di rilievo sul territorio e prosegue il percorso intrapreso lo scorso 16 maggio quando fu nominato presidente di Sei Toscana. “Voglio innanzitutto esprimere il mio ringraziamento ai soci e a tutto il nuovo Cda - ha commentato - per la conferma della fiducia che mi è stata accordata confermandomi alla presidenza. E voglio ringraziare tutti i consiglieri uscenti per il passo indietro che hanno fatto pochi giorni fa e che ha consentito ai soci di nominare un nuovo Cda. Rinunciando al loro mandato, un atto non dovuto vista la loro completa estraneità all’inchiesta attualmente in corso, hanno dimostrato attaccamento all’azienda e senso di responsabilità”. Dicendosi convinto che Sei Toscana abbia tutti i requisiti per assolvere fino in fondo, con efficienza e professionalità, al delicato compito della corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti per tutti i 106 comuni dell’Ato Toscana Sud, Paolini ha evidenziato la necessità per l’azienda di avere un rapporto pienamente collaborativo con i 106 Comuni serviti, nel rispetto dei ruoli dell’Ato, degli stessi Comuni e del contratto di servizio, sempre con la massima trasparenza e orientandosi alla qualità del servizio.

AMA, AL VIA SELEZIONE PER PROSSIMO DG. MONTANARI NEO ASSESSORE ALL’AMBIENTE

L’Ama ha pubblicato l’avviso di selezione pubblica per il prossimo direttore generale dell’azienda, che dovrà sostituire l’attuale dg Stefano Bina per il prossimo triennio. Bina, su cui in questi giorni erano circolate voci di imminenti dimissioni, cesserà le sue funzioni il 31 dicembre, come da contratto. A confermarlo il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e fonti della maggioranza in Campidoglio.
Cambia invece l’assessore comunale all’Ambiente del Campidoglio. Al posto della dimissionaria Paola Muraro, a seguito dell’inchiesta della procura di Roma, entra Giuseppina Montanari. Di formazione umanistica (laura in filosofia), è da anni impegnata sui temi dell’ambiente e dell’informazione. Ha partecipato alla Conferenza sull'ambiente di Rio de Janeiro nel 1992, a Rio+10 nella città di Johannesburg nel 2002, alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Parigi del 2015. È presidente dell'Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova ed è coordinatrice del Forum per la democrazia ecologica dell'Icef (International court of the environment foundation, presieduta dal magistrato di Cassazione, Amedeo Postiglione). È stata poi componente dell'Osservatorio nazionale rifiuti, nominata dal Governo Prodi, dal 2004 al 2009 assessora all'Ambiente e Città sostenibile della città di Reggio Emilia, dal 2009 al 2012 assessora ai Parchi storici e Decrescita del Comune di Genova.
Attualmente lavora presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dov'è responsabile del Progetto sostenibilità ambientale, svolge attività di docenza nell'ambito del Corso di Information Literacy "Le fonti di informazione ambientale", coordina i corsi e-learning nell'ambito del progetto europeo Weeenmodels.
È componente del Comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer Stiftung. Ha inoltre collaborato con Alex Langer, quando era presidente della Commissione Albania, Romania e Bulgaria del Parlamento Europeo.

INCENDIO AL CONTACT CENTER DI ABBANOA: SERVIZIO RIPRISTINATO DOPO APPENA 48 ORE

“Siamo stati colpiti in uno dei punti più avanzati del servizio al cittadino. Stiamo lavorando perché il servizio riprenda il primo possibile. Affrontiamo questa emergenza rilanciando il ruolo dell’azienda, che è quello di un’azienda moderna ed efficiente. Cercheremo una sede adeguata che concentrerà tutte le attività che oggi abbiamo sparse, una sede prestigiosa. Faremo ancora meglio. Siamo una grande azienda”. Così l’Amministratore Unico Alessandro Ramazzotti, all’indomani dell’incendio che nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 ha distrutto i locali di una delle sedi cagliaritane. Locali che ospitavano appunto il contact center (servizio telefonico, segnalazione guasti e servizio mail). Abbanoa ha ancora qualche problema di agibilità dei locali ma il servizio è stato ripristinato dopo appena 48 ore, con uno sforzo enorme. Pur con qualche ritardo nei tempi di risposta, il servizio è tornato infatti a dare assistenza ai clienti della Sardegna.
Ogni mese il call center Abbanoa risponde a circa 15mila chiamate con tempi di attesa medi sotto i 4 minuti, in linea con le disposizioni dell’Aeegsi. Soprattutto, attraverso quello che si è confermato fiore all’occhiello del servizio al cliente, l’azienda è riuscita ad abbattere dell’8% la presenza fisica agli sportelli, una vera rivoluzione portata avanti con passione e spirito di servizio.
“I risultati rilevanti che la società sta raggiungendo nella lotta ai reati ambientali, agli scarichi e allacci abusivi, alla verifica dei risultati di appalti, hanno portato alla fine del far west che esisteva da prima di Abbano - ha detto il Direttore Generale Sandro Murtas - Dopo dieci incendi e sette danneggiamenti che hanno riguardato archivi di ingegneria, uffici, mezzi pesanti, autovetture, anche la “statistica” si rifiuta di credere ai cortocircuiti e alle autocombustioni. Non si tratta - continua Murtas - di bollette non pagate, per le quali si trova sempre, anche con i servizi dei Comuni, una giusta formula di pagamento. Si attacca il sistema di regole e trasparenza e, come fatto il 13 notte, il servizio ai Clienti che funziona e il servizio di telecontrollo e pronto intervento h24. In tutto questo - conclude il Dg - la preoccupazione del personale di Abbanoa è quella di ripristinare al più previsto i servizi, senza se e senza ma, svolgendoli anche meglio di prima”.
E così è stato: il call center è stato ripristinato a tempo di record, dopo appena 48 ore. Al disagio logistico e alle difficoltà derivanti dal rogo Abbanoa ha risposto con una reazione immediata allestendo nuovi spazi: è stata dapprima ripristina la rete e si è poi proceduto con la sostituzione di tutti i 40 computer, che sono stati nuovamente configurati, e con il "recupero" delle postazioni in altra sede. Un risultato importantissimo, frutto di un enorme sforzo aziendale che ha consentito la riattivazione del servizio a tempo di record.
L’Amministratore unico Ramazzotti dal proprio account Twitter ha fatto sapere che “dopo l'incendio abbiamo ancora qualche problema di agibilità dei locali, il servizio non è ancora tonato alla normalità ma è attivo”.

VERITAS: NUOVE REGOLE DI CONCILIAZIONE CON I CLIENTI

È stato approvato dal Consiglio di Bacino Laguna di Venezia il nuovo regolamento di conciliazione paritetica per la risoluzione extra-giudiziale delle controversie riferite al servizio idrico integrato.
Veritas, Adiconsum e Federconsumatori - le associazioni di consumatori che hanno sottoscritto il documento - risolveranno senza ricorrere al tribunale o al giudice di pace alcune controversie in via bonaria, ad esempio l’erogazione di servizi inferiore agli standard minimi previsti dai contratti, errori di fatturazione e possibili disservizi. Il tutto con tempi molto più rapidi rispetto all’iter giudiziario.
La procedura di conciliazione potrà essere avviata dai singoli cittadini ma non dalle imprese, piccole società e associazioni, che potranno ricorrervi solo in alcuni casi.
Per inoltrare l’istanza, che sarà gratuita, i cittadini devono compilare un modello che può essere scaricato dal sito internet dell'azienda e da quelli di Adiconsum e Federconsumatori, oppure ritirato agli sportelli di Veritas.
Sulle controversie deciderà la Commissione di conciliazione paritetica, composta da due persone scelte dai firmatari del regolamento.

A2A, PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ TERRITORIALE DI BERGAMO

Ricchezza distribuita per 95 milioni di euro e investimenti per 8 milioni nel 2015, 59 milioni di euro spesi in forniture e servizi a imprese locali, 425 occupati con 34 assunzioni nel 2015, 97% dei punti luce pubblici sostituiti con i led nel novembre 2016, crescita della rete di teleriscaldamento del 15% negli ultimi 3 anni e 100% dei rifiuti raccolti recuperati come materia o energia: Questi le principali evidenze della prima edizione del bilancio di sostenibilità territoriale di Bergamo pubblicata da A2A e presentata nei giorni scorsi. Il documento, elaborato in base alle stesse linee guida internazionali adottate nella redazione del bilancio di sostenibilità di gruppo, riassume gli impegni e i risultati ottenuti da A2A nel 2015 nel territorio bergamasco in campo ambientale, economico e sociale. Il documento è stato sviluppato a partire dalle domande e dai temi emersi durante il Forum Ascolto dello scorso luglio e inserito nel programma “Apertura e Ascolto” avviato da A2A nel giugno 2015, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza delle aspettative degli interlocutori locali. Al Forum Ascolto hanno partecipato 44 rappresentanti di istituzioni locali, enti, associazioni, imprese pubbliche e private, organizzazioni no profit, operatori del mondo della cultura e della formazione, media. Tra gli altri dati salienti del bilancio, i 2 milioni di dividendi ricevuti da azionisti del territorio, l’11% di donne tra i dipendenti, il dimezzamento dei giorni di lavoro persi per infortunio negli ultimi 2 anni e l’aumentato del 7%, rispetto al 2014, del numero di ore di formazione pro capite, pari a 15,7. Il gruppo ha sostenuto alcuni iniziative sociali, ambientali e culturali sul territorio, erogando liberalità e contributi ad associazioni per 46.000 euro. Sono stati 473 gli studenti che, accompagnati dai tecnici di A2A, hanno visitato gli impianti bergamaschi del gruppo e 3 le iniziative proposte alle scuole del territorio per l’anno scolastico 2014-2015. A2A Smart City, la nuova società creata da A2A per sviluppare tecnologie digitali innovative, IoT (internet delle cose), da applicare alla gestione dei servizi territoriali, ha provveduto su richiesta del Comune al potenziamento e alla gestione della rete pubblica Bergamo WIFI, che conta 75 punti di accesso alla rete e 110.000 utenti registrati. Il 100% dei rifiuti urbani raccolti nella Provincia bregamasca sono stati recuperati come materia (66%) o energia (34%) e, con il completamento dell’estensione del sistema di raccolta “porta a porta” alla città Alta, Bergamo ha raggiunto quota 66% di raccolta differenzia. Si sono ridotte del 19% nell’ultimo biennio le emissioni complessive di CO2 (119.000 t) dagli impianti di A2A, mentre sono 20.700 le tonnellate di CO2 abbattute grazie ai termovalorizzatori, per effetto del minor ricorso alle fonti fossili e alla riduzione dei conferimenti di rifiuti in discarica. Negli ultimi due anni si è registrata anche una netta riduzione (-52%) delle emissioni di polveri (PM10) derivate dagli impianti del gruppo.

IREN E RSE, ACCORDO PER L’INNOVAZIONE

Iren e Ricerca sul sistema energetico (Rse) hanno stipulato un accordo di collaborazione per studiare, analizzare e sperimentare processi e tecnologie efficienti nel campo dei sistemi energetici. L’accordo prevede anche collaborazioni per lo scouting di bandi di finanziamento di terzi e per lo svolgimento di specifici progetti di sviluppo, ricerca e innovazione. Molti gli ambiti di collaborazione che sono stati individuati nella quali le due società porteranno le proprie esperienze e competenze. Nel settore della distribuzione elettrica le attività saranno prevalentemente indirizzate a: effettuare benchmark in ambito smart grid con valutazione di un possibile piano di azione per sperimentare soluzioni innovative; sperimentare soluzioni innovative per la gestione dell’energia elettrica da fonte rinnovabile; analizzare un innovativo sistema di protezione per le reti di distribuzione allo scopo di rendere più efficace la gestione della rete in presenza di guasto. Per quel che riguarda il tema dell’efficientamento delle reti idriche, verranno effettuate analisi di best practices, individuati nuovi metodi per la riduzione dei consumi energetici, a parità di qualità del servizio idrico e si definiranno linee guida applicative, di interesse per l’intero sistema idrico italiano, per l’ottimizzazione energetica nella gestione delle reti. Sul fronte del teleriscaldamento, verranno studiati sistemi di accumulo termico innovativi, quali sistemi che sfruttano materiali a cambiamento di fase e accumuli termochimici, in grado di aumentare la densità energetica dei sistemi di accumulo e di incrementare la flessibilità e l’efficienza nella gestione della produzione di energia termica/elettrica. Iren e Rse metteranno inoltre a disposizione il proprio know-how per analizzare congiuntamente le tecnologie per la raffinazione del biogas ottenuto dalla fermentazione di sottoprodotti e rifiuti, allo scopo di produrre biometano per autotrazione ed immissione in rete in modo economicamente vantaggioso.

ASTEA, VIA LIBERA A VENDITA 95% DI ASTEA ENERGIA

Con il voto favorevole dei soci pubblici (i Comuni di Osimo e Recanati i principali) e quello contrario del socio privato Gpo, l’assemblea degli azionisti di Astea ha deciso di vendere la maggioranza che detiene in Astea Energia, la società di vendita di energia e gas. Lo rende noto il Corriere Adriatico. Si tratta di un pacchetto del 95% di Astea Energia (il restante 5% è di Iren) che il Cda di Astea ha ora mandato di vendere. Sinora aveva mostrato interesse a una partnership con Astea Energia la Sgr Rimini, con un’offerta di 27 milioni di euro. Ora si procederà alle trattative e, una volta ceduta la quota, si potrà liquidare il socio privato di Astea - che gestisce servizi idrici e ambientali - Gpo (che ha chiesto 15 milioni di euro).

ACEA, MOODY’S CONFERMA RATING BAA2 CON OUTLOOK STABILE

Ieri Moody’s ha confermato per Acea il rating pari a Baa2 con outlook stabile. Lo rende noto la multiutility romana con un breve comunicato, specificando che la conferma dell’outlook per la società è dovuta principalmente al positivo business mix prevalentemente focalizzato su attività regolamentate. Il rating Baa2, evidenzia anche l’Acea, riflette - tra l’altro - il quadro regolamentare stabile e trasparente del settore idrico, la solida struttura finanziaria e il miglioramento delle metriche di credito.

RAPPORTO ECO-MEDIA: L'AMBIENTE FA NOTIZIA MA LA STAMPA ITALIANA È ANCORA POCO GREEN

Si è svolto a Roma nei giorni scorsi il 3° Forum nazionale “Ambiente tra informazione, economia e politica”, nel corso del quale è stato presentato il Rapporto 2016 “L'informazione ambientale in Italia”, promosso da Pentapolis Onlus. La ricerca è stata realizzata attraverso l'analisi delle notizie dedicate ai temi ambientali pubblicate, per la carta stampata, sui 5 principali quotidiani nazionali (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Messaggero, Il Sole 24 Ore) tra aprile e settembre 2016, con le rispettive "sottotestate" locali e tematiche, mentre, per la tv, nell’edizione Prime Time dei 7 principali Tg italiani (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7) nei primi 9 mesi dell'anno.
Sui quotidiani italiani le notizie analizzate sono state 1.760: in testa La Repubblica con 481 articoli (27,3%) seguita da Il Sole 24 Ore con 383 (21,8%), Corriere della Sera con 382 (21,7%), La Stampa con 292 (16,6%) e Il Messaggero con 222 (12,6%). L’indagine evidenzia un maggior interesse per l'ambiente nelle testate locali (43%), con un forte coinvolgimento delle istituzioni locali (20% rispetto al 9% del 2014) e della società civile. Il dibattito etico e politico è ad oggi la principale tipologia di fatto-notizia (27%), seguita da articoli su eventi, convegni e pubblicazioni specializzate (26%). Le notizie di stampo economico sui temi ambientali sono aumentate considerevolmente (18% rispetto al 9% del 2014), così come quelle su temi tecnologici e di sviluppo (16% rispetto al 14% del 2014). Ancora scarso l’interesse per scoperte e innovazioni nel settore delle energie sostenibili (5% rispetto al 7% del 2014).
Nei tg nazionali, invece, sono state monitorate 35.278 notizie, di cui 2.702 dedicate a temi ambientali (7% contro il 3% nel 2015). L’andamento dell’attenzione ai temi ambientali presenta il primo picco ad aprile, con il Referendum sulle concessioni per le trivellazioni, e il secondo ad agosto, con il terremoto nelle regioni del Centro Italia. Il 48% delle notizie è incentrato sui temi Incidenti/Calamità, mentre le categorie Meteo e Best Practices raggiungono insieme il 17%. Seguono Degrado/Inciviltà, pari al 13% delle notizie, e Natura, che totalizza il 5%. L’informazione, anche nel 2016, si conferma legata alla componente emotiva ed emergenziale in Italia.
Il Forum è stato anche l’occasione per premiare i giornalisti che si sono distinti per l’attenta divulgazione delle tematiche ambientali. I riconoscimenti sono andati a Silvia Morosi (Corriere della Sera); Vito De Ceglia (La Repubblica); Elena Comelli (Il Sole 24 Ore); Isabella Schiavone (TG1); Andrea Martino (TG2); Roberta Floris (TG5).
Il progetto di Pentapolis si avvale dell’adesione del Presidente della Repubblica; del partenariato con Lumsa, Angelicum e Osservatorio di Pavia; della collaborazione con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e con l’Ordine dei Giornalisti; del patrocinio di Commissione Europea, Ministero dell’Ambiente, Ispra; della partecipazione di ASviS, Cittadinanzattiva, Csr Manager Network, Fondazione Global Compact Network Italia, Fondazione UniVerde, Greenaccord; del sostegno di Terna; del contributo di Eni, Novamont e Toyota; partner tecnici Arti Grafiche Boccia, Tetra Pak e Telpress.

CASALE, ARIAM INCORPORATA DA COSMO PER RISPARMI E RAZIONALIZZAZIONE NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI

È stato approvato nei giorni scorsi dall’Assemblea Straordinaria di Cosmo S.P.A. (che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in 44 Comuni soci monferrini) il progetto di fusione per incorporazione della società in liquidazione ARIAM (Azienda Rifiuti Industriali e Assimilabili Mirabello S.P.A.) che, dai primi anni 2000, si occupa di produrre energia elettrica tramite lo sfruttamento di biogas alla discarica per R.S.U. di Roncaglia, nel territorio di Casale Monferrato (AL).
Il motivo di quest’operazione, annuncia l’Assessore al Bilancio del Comune di Casale Monferrato Marco Rossi, è legato a volontà di razionalizzazione e risparmio: «Ariam, che non ha dipendenti, da diversi anni è in perdita e per questo era stata avviata la procedura di liquidazione. Successivamente si è deciso per l’incorporazione e con la decisione dell’assemblea di Cosmo questa è divenuta ufficiale. I vantaggi sono evidenti, si tratta di concentrare l’attività in un’unica società riunendo risorse umane e patrimoniali in un solo soggetto così da massimizzare e rendere ancora più efficace la gestione. Sostanzialmente cessa di esistere una società in perdita ma continuerà ad essere svolto all’interno di Cosmo il lavoro per il quale era stata istituita».

ACQUA

ATO FROSINONE, VIA LIBERA A RISOLUZIONE CONTRATTO CON ACEA ATO 5

L’assemblea dei sindaci dell’Ato 5 Lazio Meridionale - Frosinone ha deciso di procedere sulla strada della risoluzione della convenzione di gestione del servizio idrico integrato stipulata con Acea Ato 5. La risoluzione, proposta dai sindaci di centrodestra del territorio ciociaro, è stata approvata a maggioranza, con 33 voti a favore e 16 contrari (pari alla rappresentanza di 288.260 cittadini contro 109.598). In precedenza, i sindaci avevano respinto una proposta di delibera della segreteria tecnico-operativa dell’Ato che prendeva atto dell’insussistenza dei presupposti per risolvere il contratto.
“Recepisco la volontà sovrana della Conferenza dei sindaci”, ha commentato il presidente della Provincia e dell’Ato di Frosinone, Antonio Pompeo, augurandosi “che la decisione presa sia quella giusta” e che “non si riapra una interminabile stagione di contenziosi”. Soddisfatto il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro, promotore della proposta di risoluzione del contratto e da tempo impegnato in una battaglia giudiziaria con Acea Ato 5 per evitare di consegnare al gestore d’Ambito le infrastrutture comunali del servizio idrico. “Avevamo preso in campagna elettorale l’impegno di porre in essere tutte le azioni, giudizialmente valide e tecnicamente sostenibili, per consentire la gestione pubblica del servizio idrico”, ha dichiarato, aggiungendo: “ora lavoreremo per una modalità di gestione alternativa ad Acea”.

ACQUA, AIT: CALCOLATI CONSUMI E COSTI MEDI PER CAPOLUOGHI TOSCANI

La bolletta dell’acqua per una famiglia media toscana (3 persone con consumo annuo di 150 mc) nel 2016 è pari a 454 euro a Pisa, 434 euro ad Arezzo, 418 euro a Grosseto e Siena, 412 euro a Livorno, 398 a Carrara, Firenze, Pistoia e Prato, 336 a Massa e 277 euro a Lucca: sono questi i risultati dei dati elaborati dall’Autorità idrica toscana (Ait) per offrire un quadro generale del servizio idrico integrato (acquedotto, fognature, depurazione).
L’Ait, spiega una nota, ha analizzato i consumi dei cittadini toscani città per città e, in relazione a questi, ha potuto desumere i costi medi della tariffa per l’anno in corso. Le città prese in considerazione sono i capoluoghi delle Province, facendo riferimento alla popolazione residente censita dall’Istat nel 2011. In queste città, spiega l’Ait, la percentuale dei cittadini serviti dal servizio idrico integrato, in relazione al numero di abitanti, è la seguente: 87,1% ad Arezzo, 100% a Carrara, 99,4% a Firenze, 97% a Grosseto, 98,4% a Livorno, 88% a Lucca, 100% a Massa, 99,3% a Pisa, 93,6% a Pistoia, 99,2% a Prato, 99% a Siena.
Si è poi passati a definire il consumo pro capite e quello per la famiglia standard, considerala composta da 3 persone (la famiglia media italiana e toscana è composta da 2,3 persone). Ne deriva che il consumo annuo di una famiglia di 3 persone è di 139,7 mc ad Arezzo, 146,7 mc a Carrara, 150,4 mc a Firenze, 140,2 mc a Grosseto, 125,7 mc a Livorno, 170,8 mc a Lucca, 157,2 mc a Massa, 162,4 mc a Pisa, 138,3 mc a Pistoia, 133,2 mc a Prato, 148,8 mc a Siena. La media di tali valori di consumo, dunque, è di 146,7 mc (approssimando 150 mc/anno). Da qui il calcolo delle tariffe medie per le singole città, secondo quanto deliberato dall’assemblea generale dell’Ait in ottobre.
“Questi calcoli - ha detto il direttore dell’Ait, Alessandro Mazzei - sono calcoli approssimati per eccesso e sono indicazioni di consumi e costi medi, quindi non effettivi. Tuttavia possono aiutarci a capire di più sul servizio idrico integrato. E, si badi bene, dove la tariffa è più alta significa che sono stati investiti o si stanno investendo più soldi pro capite su tubazioni, fognature e depurazione”.

ACQUA, CAMPANIA: TAR SOSPENDE TARIFFE ALL’INGROSSO

Il Tar per la Campania, sezione prima di Napoli, ha sospeso l’efficacia del decreto dirigenziale n. 4 dell’8 agosto 2016 con cui la Regione Campania ha determinato le tariffe per la fornitura di acqua all’ingrosso per il secondo periodo regolatorio 2016-2019, accogliendo le istanze cautelari presentate dai gestori del servizio idrico Gori (Ato Sarnese Vesuviano) e Abc Napoi (città di Napoli), che hanno impugnato il provvedimento. L’udienza di merito è stata fissata per il 10 maggio 2017. Secondo quanto si legge nelle ordinanze, il Tar ha ritenuto i ricorsi non destituiti di fondamento giuridico, “alla luce del disposto degli artt. 142, comma 3, e dell’art. 154, comma 4, del D.Lgs. n. 152/2006 che riservano agli enti locali, attraverso l’ente di governo dell’ambito individuato dall’art. 147 del Codice dell’Ambiente, la determinazione e modulazione delle tariffe all’utenza”. Con il decreto sono stati approvati aumenti tariffari per i servizi all’ingrosso forniti dalla Regione Campania e dalla sua concessionaria Acqua Campania, entrambe costituitesi in giudizio, dopo l’applicazione per il precedente periodo regolatorio (2012-2015) delle tariffe determinate d’ufficio dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi), oggetto peraltro di un contenzioso pendente.

AMAP, CONFERMATE CONDANNE A DUE EX DIPENDENTI

Confermate in appello le condanne a 5 anni di carcere ciascuno inflitte a Carlo Fasetti e Carmelo Di Bella, all’epoca dei fatti dirigente e impiegato della società palermitana di gestione del servizio idrico Amap, accusati di aver intascato i soldi delle bollette rilasciando quietanze con timbri falsi in modo da attestare la regolarità dei pagamenti. I reati contestati ai due erano quelli di peculato, falso e accesso abusivo a un sistema informatico.
I due imputati furono arrestati dalla Guardia di finanza nel 2014. L’inchiesta prese il via da un esposto in cui si segnalava che Fasetti e Di Bella accedevano al sistema informatico dell’azienda facendo risultare pagate bollette il cui corrispettivo era, invece, trattenuto da loro. Il raggiro avrebbe fruttato ai due imputati un guadagno di circa 910.000 euro in 5 anni. L’impianto accusatorio è stato ora confermato dalla sentenza delle Corte di appello.

SPORTELLI, AQP SI RIORGANIZZA

Acquedotto Pugliese porta da 31 a 13 il numero complessivo degli sportelli commerciali sul territorio servito, in ottemperanza a quanto disposto dall’Autorità idrica pugliese (Aip) e in coerenza con le prescrizioni della regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato varata dal regolatore nazionale, che prevede la presenza di almeno uno sportello per Provincia. Il nuovo assetto ha preso il via il 12 dicembre.
La riorganizzazione è il frutto di un confronto intrapreso da Aqp con l’Aip, l’Autorità per l’Alto Calore Irpino (dove l’azienda ha attivo lo sportello di Calitri) e le associazioni dei consumatori in vista dei nuovi obblighi scaturiti dalla regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico. Dopo approfondite analisi, le due Autorità hanno avanzato la proposta - condivisa da tutti i soggetti coinvolti - di portare il numero degli uffici a 13. Tale decisione, sottolinea Aqp, tiene conto del bacino di utenza effettivamente afferente al singolo sportello, della distanza esistente tra gli stessi, della conformazione geografica del territorio e, soprattutto, dell’utilizzo sempre minore degli sportelli, a vantaggio di altri canali di contatto, quali i servizi web ed il numero verde.
A questi 13 sportelli (di numero doppio rispetto al minimo previsto dalle disposizioni dell’Autorità nazionale) si aggiungono i 30 comunali, negli abitati sprovvisti di uffici commerciali, presso i quali, con la collaborazione delle amministrazioni comunali che ne hanno fatto richiesta, sono installate postazioni telematiche in grado di dialogare con i sistemi informativi di Aqp. I 18 sportelli da disattivare, sottolinea la società, sono da tempo solo parzialmente operativi, con giorni ed orari di apertura ridotti rispetto al passato e scarsamente utilizzati dalla popolazione. Gli attuali 13 sportelli sono aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.30. L’Aip e l’Autorità per l’Alto Calore Irpino hanno stabilito, di concerto con le associazioni dei consumatori, di non prevedere l’apertura di sabato, per contenere i costi; pertanto, è stata inviata all’Autorità nazionale un’istanza motivata di deroga a tale obbligo.

ACEGASAPSAMGA, ARRIVA L’ACQUOLOGO

Approda nel Nord-Est l’Acquologo, l’app gratuita sviluppata da AcegasApsAmga e Gruppo Hera per far conoscere il servizio idrico ai cittadini e rendere disponibili per loro nuovi servizi di facile accesso. Disponibile presso gli store online Apple, Android e Windows, l’applicazione consente di informarsi sulla qualità dell’acqua distribuita da AcegasApsAmga - sottoposte a oltre 40.000 controlli all’anno - scoprendo il valore dei principali parametri chimici, di comunicare l’autolettura del contatore, di ricevere notifiche sulle interruzioni di servizio programmate o di segnalare all’azienda eventuali perdite idriche, con tanto di fotografia geolocalizzata. L’Acquologo consente inoltre ai clienti dei Comuni serviti da AcegasApsAmga un contatto diretto con un tecnico in grado di rispondere alle domande sul servizio idrico, o di consultare le risposte alle domande più frequenti poste dagli altri utenti. Tramite l’app è possibile anche stimare il risparmio indicativo generato dal consumo di acqua di rubinetto
anziché in bottiglia.

GRUPPO CAP, A SCUOLA D’ACQUA NELLO SPAZIO CON STAR WATER

Star Water: Gocce Stellari, questo il nome del nuovo progetto di educazione ambientale promosso da gruppo CAP per l’anno 2016-2017 e rivolto alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado nei Comuni della Città metropolitana di Milano. Ideatrice dell’iniziativa è la Fondazione PIME Onlus, che si è aggiudicata la gara di gruppo CAP per l’organizzazione delle attività di educazione. E lo farà coniugando contenuti e creatività, approfondimenti e gioco riprendendo la celebre saga fantasy di George Lucas. Il progetto è interamente gratuito per le scuole dei Comuni serviti da gruppo CAP e mette a disposizione 750 ore di attività didattica da svolgersi in classe oltre a 100 ore di visite guidate sugli impianti. Un percorso di educazione ambientale che offre un servizio particolarmente apprezzato: per esempio, lo scorso anno scolastico hanno aderito 90 istituti scolastici di 46 diversi Comuni.
Per l’organizzazione degli incontri in classe, il PIME - in accordo con Gruppo CAP - si avvarrà della collaborazione di formatori specializzati che metteranno in atto piccole dinamiche educative utilizzando tre differenti linguaggi: quello multimediale per mostrare video o ascoltare canzoni, quello sperimentale-scientifico organizzando degli spazi in aula dove effettuare esperimenti con l’acqua, e quello relazionale aprendo dibattiti per favorire lo scambio di idee e contenuti.

SANREMO, A RIVIERACQUA RETI IDRICHE DI AMAIE

La rete idrica sanremese passerà da Amaie a Rivieraqua: lo ha deciso la Giunta comunale deliberando il trasferimento del ramo di azienda della società controllata al gestore dell’Ato di Imperia. A darne notizia è La Stampa, specificando che si tratta di “un patrimonio lordo di 35 milioni, netto di 20, che per Palazzo Bellevue equivale alla proprietà dell’80 per cento delle quote di Rivieracqua”. Quest’ultima sarà presto trasformata da società consortile in società per azioni.
L’amministrazione comunale conta di ottenere l’approvazione finale del Consiglio in breve tempo, entro la fine dell’anno, per poi avviare l’iter del trasferimento che si concluderà in circa 12 mesi. Amaie manterrà il ramo di azienda relativo alla rete elettrica ed entrerà a far parte di una holding che comprenderà anche Rivieracqua con l’acqua e Amaie Energia con la raccolta dei rifiuti e la gestione del mercato dei fiori.
Grazie al conferimento di Amaie, si legge ancora sul quotidiano, Rivieracqua potrà trovare le risorse per acquisire l’Amat, che opera soprattutto a Imperia, e l’Aiga, attiva a Ventimiglia, liquidando il loro socio privato Iren, che detiene il 48% per cento della prima e il 49% della seconda. Nell’area di Taggia e della Valle Argentina opera invece la partecipata Secom. Ad oggi Rivieracqua gestisce il servizio idrico in 33 Comuni della Provincia di Imperia.

NUOVE ACQUE INTRODUCE AGEVOLAZIONI TARIFFARIE PER LE FAMIGLIE NUMEROSE

Nuove Acque, il gestore del servizio idrico della provincia di Arezzo e parte di quella di Siena, ha introdotto nei giorni scorsi una serie di agevolazioni tariffarie per le famiglie numerose. Dal 2017 i nuclei familiari composti da almeno 4 figli a carico residenti in uno dei comuni della Conferenza Terrotoriale 4 Alto Valdarno potranno usufruire di una riduzione delle bollette dell’acqua. L’agevolazione sarà interamente finanziata con risorse proprie di Nuove Acque attraverso un fondo di 50mila euro per il 2017.
“Abbiamo sempre ritenuto il numero dei componenti del nucleo familiare un fattore determinante per il calcolo della tariffa” - ha dichiarato Paolo Nannini, Presidente di Nuove Acque. “Per questo già da mesi stavamo lavorando a un progetto interamente finanziato con risorse proprie per tenere conto anche del quoziente familiare nell’attuale disciplina delle agevolazioni tariffarie. Ora, in seguito alla volontà unanime del Consiglio di Amministrazione, possiamo annunciare l’imminente applicazione di questa ulteriore azione di welfare, che ci colloca tra i gestori più attenti in materia di investimenti a carattere sociale”.
Per poter usufruire del contributo, sarà sufficiente presentare la domanda dal giorno di apertura del bando specifico che sarà pubblicato entro il 31 gennaio 2017 e si chiuderà il 30 aprile successivo. Insieme alla domanda, dovrà essere allegata la certificazione ISEE (aggiornata e successiva alla data di pubblicazione del bando), su cui si baserà il calcolo dei contributi erogabili, che dimostri un valore del reddito familiare inferiore a 16.000 euro.
Il contributo sarà erogato in parti uguali, in proporzione al numero degli aventi diritto, fino al raggiungimento dell’importo stanziato da Nuove Acque per l’anno prossimo, e non potrà essere superiore a 500 euro.
“L’agevolazione per le famiglie numerose” - aggiunge l’Amministratore Delegato, Francesca Menabuoni - “è un’ulteriore misura per la tutela delle utenze deboli oltre a quelle già previste dall’Autorità Idrica Toscana per i clienti con ISEE inferiore agli 8.030 euro annui e oggetto di una nuova e più efficace regolamentazione, come stabilito approvato dalla Conferenza Territoriale proprio in questi ultimi giorni”.
Il numero dei componenti del nucleo familiare come criterio nella definizione delle tariffe si inserisce dunque in un più ampio progetto congiunto tra il gestore, i Comuni e l’Autorità Idrica Toscana per l’attuazione delle agevolazioni sociali. Anche per gli utenti con soglia ISEE inferiore a 8.030 euro, indipendentemente dal numero dei componenti il nucleo familiare, sarà aperto un bando dal 1 gennaio al 30 aprile 2017 per poter accedere alle consuete riduzioni tariffarie previste per le categorie “deboli”. Il finanziamento sarà prelevato dal FONI (Fondo Nuovi Investimenti) e ripartito in maniera proporzionale fra gli aventi diritto, secondo i criteri e i parametri previsti dal regolamento regionale che tengono conto del corrispettivo dell’anno precedente. L’importo a disposizione del bando sarà pari al 90% della quota FONI destinata all’agevolazione; il restante 10% sarà anch’esso gestito da Nuove Acque e sarà assegnabile entro il 31 ottobre 2017 su indicazione dei Comuni a quei soggetti in condizione di “povertà sopraggiunta” in un periodo successivo alla chiusura del bando.

CAP, CON IL CONSORZIO CORE PER UNA FILIERA DI ECONOMIA CIRCOLARE. 50 MLN DI INVESTIMENTI

Uno nuovo polo tecnologico Green potrebbe nascere dalla trattativa avviata nei giorni scorsi da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città Metropolitana di Milano, e Core, il Consorzio di recuperi energetici che ha sede a Sesto San Giovanni. I Sindaci dei Comuni azionisti del consorzio CORE Spa (Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Pioltello, Segrate, Cormano) e Marco Invernizzi, Presidente del comitato di indirizzo strategico in rappresentanza dei soci di CAP, hanno infatti approvato, insieme ai vertici delle due aziende, un accordo di trattativa in esclusiva.
Il documento impegna le parti nello studio di un piano industriale che prevede la creazione di un Polo di ricerca delle tecnologie ambientali. Lo studio non solo terrà conto dell’efficacia economica dell’operazione, ma misurerà in maniera analitica anche i benefici in termini di sostenibilità ambientale, a partire dall'abbattimento delle emissioni in atmosfera.
All’area verrebbe così garantito un futuro certo, mantenendo l’attuale vocazione industriale ma rigenerandosi in un centro di ricerca innovativo dedicato all’economia circolare a proprietà interamente pubblica. Un vero e proprio polo dell’innovazione green, il primo in Italia, che rappresenta il cuore della rete metropolitana di tutti i depuratori (61) gestiti da Gruppo CAP per la sperimentazione sulle acque reflue, grazie anche alla collaborazione con i partner del Progetto Smart Plant (finanziato dalla EU nell’ambito degli obiettivi di Horizon 2020), l’Università di Verona, il Politecnico di Milano, l’Università Bicocca e il CNR.
L’area ospiterà ricercatori e start up impegnati nello sviluppo di nuove soluzioni ecocompatibili come la ‘bioraffineria’ verde, che produrrà biometano, calore e nutrienti, per la produzione di compost, bioplastiche e fertilizzanti naturali.
Un’operazione che si inserisce in un progetto più complesso promosso da Gruppo CAP che, dopo aver lanciato il primo distributore di biometano da acque di fogna al depuratore di Niguarda-Bresso, ha deciso di investire oltre 50 milioni di euro nella trasformazione tecnologica di tutti gli impianti in chiave di economia circolare.
Per Alessandro Russo, Presidente di Gruppo CAP “si tratta di un progetto molto interessante di applicazione di modelli di economia circolare tra aziende interamente pubbliche, improntato alla sostenibilità, in linea con la politica di recupero e di sinergie con il ciclo della raccolta differenziata su cui siamo da tempo impegnati. Quella che si apre oggi è una fase di studio ma dalla quale auspichiamo possano emergere prospettive interessanti”.
“Siamo molto soddisfatti di questo accordo con Gruppo CAP - dichiara Marco Cipriano, amministratore unico Core S.p.a - “perché riteniamo che si inquadri perfettamente in un contesto come quello dei servizi pubblici, che potrà offrire molte opportunità di sviluppo. L'idea sempre più forte, è quella di puntare a una vera economia circolare".

AMBIENTE

ISPRA, RAPPORTO RIFIUTI URBANI. VENEZIA E MILANO AL TOP DELLA DIFFERENZIATA

L’Italia tende a produrre sempre meno rifiuti, mentre cala il ricorso alla discarica e aumenta la raccolta differenziata. Queste le (buone) notizie contenute nel Rapporto Rifiuti Urbani 2016 dell'Ispra, secondo il quale nel 2015 si registra una riduzione di rifiuti urbani dello 0,4% rispetto al 2014 (-5,9% rispetto al 2011) e a calare di più è il Centro Italia (-0,8%). Nel 2015, la percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 47,5% della produzione nazionale, facendo rilevare una crescita di +2,3 punti rispetto al 2014 (45,2%). Nel Nord il quantitativo si attesta al di sopra di 8 milioni di tonnellate, nel Centro a quasi 2,9 milioni di tonnellate e nel Sud a 3,1 milioni di tonnellate. Alla regione Veneto va la palma della raccolta differenziata nel 2015 grazie al 68,8%, seguita dal Trentino Alto Adige con il 67,4%. Entrambe le Regioni sono già dal 2014 al di sopra dell’obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012.
Sono Venezia e Milano le grandi città al top per raccolta differenziata. I maggiori livelli di raccolta differenziata si osservano per Venezia, che si attesta a una percentuale del 54,3%, seguita da Milano, con il 52,3%, Verona e Padova, rispettivamente con il 50,8 e 50,7%. Firenze si attesta al 46,4%, Bologna al 43,6% (in crescita di 5,3 punti rispetto al 2014) e Torino al 42,4%. Roma si attesta al 38,8% e Napoli al 24,2%.
Tra le frazioni di rifiuti più differenziate si conferma l’organico, che da solo rappresenta il 43,3% della raccolta differenziata in Italia, seguito da carta e il cartone (22,5% del totale). Poi vetro, plastica, legno, metallo e Raee.
I rifiuti smaltiti in discarica nel 2015 fanno registrare una riduzione di circa il 16% rispetto al 2014 (quasi 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti). La riduzione maggiore si rileva al Nord (-26%), dove circa 680mila tonnellate in meno di rifiuti sono smaltite in discarica. Al Centro (-14%) e al Sud (-12%) si registrano riduzioni dello smaltimento più contenute ma comunque significative. Sono 149 le discariche per rifiuti non pericolosi e pericolosi ad aver ricevuto rifiuti provenienti dal circuito urbano nel 2015 (23 in meno rispetto al 2014).
Rispetto alla precedente indagine, aumenta di molto la percentuale di rifiuti sottoposti a trattamento prima dello smaltimento in discarica, che passa dal 70% del 2014 a circa l’86% del 2015; tuttavia, nonostante il divieto imposto dall’art. dall’art. 7 del d.lgs. n. 36/2003, nel 2015 ancora 1,1 milioni di tonnellate di rifiuti sono state smaltite in discarica senza il preventivo ed idoneo trattamento.
Infine, i servizi di igiene urbana in Italia costano in media 168 euro l'anno pro capite. Di questi 168 euro, i costi di gestione dei rifiuti indifferenziati e delle raccolte differenziate ammontano rispettivamente a 58,98 e a 46,35 euro l'anno; lo spazzamento e lavaggio delle strade a 22,53 euro l'anno; i costi comuni a 32,09 euro l'anno e, infine, i costi di remunerazione del capitale a 8,01 euro l'anno.

EMPOLI, OK A SOCIETÀ UNICA DEI RIFIUTI

Il Consiglio comunale di Empoli ha approvato il progetto di fusione per incorporazione delle società Publiambiente, Cis e Asm in Quadrifoglio: queste sono infatti le quattro aziende del raggruppamento temporaneo d’imprese risultato aggiudicatario della gara di Ato Toscana Centro relativa alla concessione del servizio di gestione integrata dei rifiuti per i prossimi 20 anni. Al termine dell’iter di aggiudicazione, durato tre anni e mezzo, il raggruppamento ha avviato il processo di fusione tra le quatto aziende in Quadrifoglio che, contestualmente, varierà la propria denominazione sociale in Alia Servizi Ambientali. La futura azienda, Alia, gestirà il servizio di igiene urbana e ambientale nei 61 Comuni compresi nella Città metropolitana di Firenze e nelle Province di Prato e Pistoia. Sarà una delle prime aggregazioni di società pubbliche, secondo quanto previsto dalla riforma della pubblica amministrazione, che servirà oltre 1,5 milioni di abitanti, distribuiti su una superficie di quasi 4.900 kmq, collocandosi tra le prime aziende del settore in Italia per fatturato, abitanti serviti e quantità di rifiuti raccolti e trattati. Il percorso di fusione è stato intrapreso già alcuni anni fa come volontà politica di costituire un’unica azienda che svolgesse il servizio per tutti i Comuni ricadenti nell’Ato Toscana Centro, attraverso la sottoscrizione, nel febbraio 2013, di un protocollo d’intesa tra i Comuni. Il Comune di Empoli detiene una partecipazione in Publiservizi (holding di partecipazione e proprietaria dell’intero pacchetto azionario di Publiambiente) pari al 20,998%. Publiservizi diventerà titolare di una partecipazione in Alia pari al 11,08%, mentre la partecipazione degli attuali soci di Asm di Prato, di Quadrifoglio di Firenze e di Cis di Agliana ammonteranno rispettivamente al 16,08%, 71,55% e 1,28%. La fusione, oltre al peso patrimoniale delle quattro aziende, tiene in conto anche il peso territoriale delle zone servite: lo Statuto della nuova società prevede infatti meccanismi di bilanciamento in base al territorio, alla popolazione servita e ai rifiuti trattati dalle diverse società; per alcune specifiche decisioni assembleari, per esempio su strategia industriale e acquisizione di nuove società, la partecipazione degli attuali soci di Publiambiente è pari al 28%.

RICICLO, CRESCE RECUPERO IMBALLAGGI E FLUSSO MATERIE PRIME SECONDE

L’industria nazionale del riciclo dei rifiuti si rafforza, mostrando indici in forte crescita nel settore degli imballaggi: nel 2015 il 67% è stato avviato a riciclo. Si consolidano anche le filiere del recupero di apparecchiature elettriche ed elettroniche e della frazione organica. Il riciclo si conferma attività cruciale per la circular economy, trasformando annualmente oltre 15 milioni di tonnellate di rifiuti di carta, vetro, plastica, legno e organico in 10,6 milioni di tonnellate di materie prime seconde.
Sono queste le principali evidenze emerse nel corso della presentazione dello studio annuale “L’Italia del Riciclo”, il rapporto promosso e realizzato da Fise Unire (l’associazione che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, tenutasi nel corso di un convegno a Roma. Nel 2015 il riciclo degli imballaggi ha registrato una sensibile crescita complessiva (+5% in termini assoluti) che conferma la capacità del settore, sia pure nell’attuale contesto di crisi economica, di intercettare e avviare a recupero quantitativi crescenti di rifiuti: 8,2 milioni di tonnellate, contro le 7,8 del 2014 e le 7,6 del 2013. Tutte le filiere evidenziano indici in crescita, ad eccezione dell’alluminio, che vede diminuire le tonnellate avviate a riciclo (-1%) e la percentuale di riciclo sull’immesso a consumo (-4%). Si confermano le eccellenze nel tasso di riciclo di carta (80%), acciaio (73,4%), vetro (71%) e alluminio (70%), mentre registrano le percentuali di crescita più elevate i quantitativi avviati a recupero di plastica (+10%) e legno (+5%). Segnali positivi arrivano dal riciclo di pneumatici fuori uso e della frazione organica, entrambe in crescita del 5% rispetto al 2014, e dalla raccolta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che supera l’obiettivo dei 4 kg/abitante l’anno, intercettando il 41% dell’immesso al consumo, sebbene i nuovi obiettivi rimangano distanti. Questa edizione del rapporto, oltre ad approfondire le dinamiche delle diverse filiere, propone un focus sull’economia circolare e sulle quantità di rifiuti effettivamente trasformate dalle attività di recupero in materie prime seconde; dall’analisi, che si focalizza sui cosiddetti rifiuti “tipici”, ovvero carta, vetro, plastica, legno e organico (presenti sia nel flusso dei rifiuti urbani che in quello degli speciali), si evince una produzione complessiva di materiali secondari pari a 10,6 milioni di tonnellate nel 2014, in crescita del 2% rispetto all’anno precedente. Per la carta il flusso degli imballaggi per la produzione di materie prime seconde rappresenta circa il 50% dell’input totale, cui fanno seguito i rifiuti domestici e assimilabili con oltre il 40%. Per il vetro il peso degli imballaggi è anche superiore, quasi il 60% dell’entrata complessiva; una componente di poco inferiore al 35% spetta poi al raggruppamento di tutti gli altri rifiuti, diversi sia da imballaggi sia da domestici e assimilabili. Per quanto riguarda la plastica, il flusso si ripartisce in due parti pressoché equivalenti tra imballaggi e altri rifiuti tipici. Sul legno, infine, quasi il 75% dell’input totale proviene dal flusso di tutti gli altri rifiuti tipici. Per l’organico, oltre l’85% dei rifiuti in ingresso è costituito da rifiuti domestici e assimilabili.

AMBIENTE URBANO, ISPRA: CRITICA LA QUALITA’ DELL’ARIA, MIGLIORA LA BALNEAZIONE

Presentato a Roma nei giorni scorsi il Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano a cura dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. La criticità principale resta la qualità dell’aria, anche in questo 2016. Già 18 capoluoghi hanno superato il livello giornaliero di Pm10 a dicembre.
Il report di quest’anno ha aggiornato i dati relativi a 116 aree urbane e si è articolato in nove aree tematiche: oltre alla qualità dell’aria, tra i punti sensibili analizzati ci sono i trasporti, l'inquinamento acustico e magnetico, la sostenibilità, i rifiuti, le infrastrutture, il suolo e la qualità delle acque.
Considerando i valori giornalieri di particolato presenti nell’aria, già al 13 dicembre 2016 18 capoluoghi di provincia hanno superato i limiti fissati. Frosinone e Venezia e le altre città della pianura Padana sono le città che registrano la situazione peggiore. Male anche Napoli e Terni. Rispetto al 2015, la situazione non sembra migliorata in proiezione. I dati del 2016 resi noti dall'Ispra sono infatti ancora incompleti, visto che comprendono solo il primo semestre e non analizzano nel dettaglio quelli del periodo da luglio a dicembre, solitamente quello più a rischio per le emissioni. Nel primo semestre del 2016, ad esempio, a Torino per 30 giorni è stato superato il limite di Pm10, rispetto ai 93 dell'intero 2015. Nell'agglomerato urbano di Milano si è passati dai 63 giorni del 2015 ai 14 del primo semestre 2016, mentre a Vercelli da 52 a 23. Ma con i numeri del secondo semestre si prospetta una situazione in linea con quella del 2015. Già si sa, però, che i trasporti non hanno contribuito alla causa: nel 2016 è stata registrata una contrazione delle auto elettriche pari a 34 punti percentuali rispetto al primo semestre del 2015.
Le buone notizie arrivano dalla qualità delle aree di balneazione confermata dal rapporto del 2016. Ispra ha monitorato le acque di nove capoluoghi di regione (Genova, Venezia, Trieste, Ancona, Roma, Napoli, Bari, Catanzaro e Cagliari) prelevando 1090 campioni per verificarne il livello di contaminazione. Di questi, 1067 non hanno superato il valore limite. In media, quindi, il 98% dei campioni prelevati non ha superato i livelli di inquinamento previsti dalla legge. L’elemento principale di pericolo restano le alluvioni, visto che la popolazione a rischio tocca quasi i due milioni di abitanti, pari a oltre l’11% dei residenti nei 116 comuni considerati dal rapporto.

TOSCANA, LA GIUNTA VARA UN UNICO AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE REGIONALE

"È l'avvio di un percorso. Un primo passo cui dovrà seguire il necessario coinvolgimento e confronto di Comuni e territori. L'obiettivo è chiaro: costruire uno strumento unico, di grande efficacia, che assorba al meglio le funzioni del servizio e di controllo del contratto". Così l'assessora regionale toscana all'Ambiente Federica Fratoni, nella sua informativa al Consiglio regionale sulle "Disposizioni per l'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Istituzione dell'Ambito Territoriale Ottimale Toscana Rifiuti e dell'Autorità Toscana per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani". Un documento definito in più passaggi ''preliminare'' che ha tra le sue peculiarità il ''ridimensionamento del servizio a livello regionale''. Una scelta che consentirà di avere una ''unica visione impiantistica'' ma anche di ''ottimizzare le capacità'', ha rilevato l'assessora Fratoni.
Nel testo, emerge chiara la volontà di ridefinire l'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani attraverso la creazione di un unico Ambito territoriale regionale (con esclusione dei comuni di Marradi, Palazzuolo sul Senio, Firenzuola e Sestino, in quanto già ricompresi negli ambiti ottimali delle regioni Emilia Romagna e Marche); costituzione di un solo ente di livello regionale (con personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia organizzativa, amministrativa e contabile), che assumerà le funzioni attualmente svolte dalle tre Autorità Aaato Toscana Centro, Aaato Toscana Costa, Aaato Toscana Sud. Il nuovo modello organizzativo seguirà il modello già adottato per il servizio idrico, istituendo in particolare tre conferenze territoriali (coincidenti con gli attuali Ato) che assicureranno rappresentatività a tutte le realtà territoriali della Toscana e che svolgeranno funzioni di indirizzo e proposta oltre ad individuare i componenti dell'assemblea dell'Ato unico.
Nel testo sono anticipate anche ''previsioni transitorie'' per assicurare la continuità delle attuali gestioni in modo da consentire da una parte l'istituzione del nuovo soggetto senza soluzioni di continuità con le Aato esistenti, mantenendo in essere gli affidamenti al gestore sin qui operati, e dall'altra, consentire la conclusione delle procedure di affidamento in atto.
Il nuovo organismo subentrerà anche in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi delle Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani esistenti.

IREN, RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI ACQUISTO DI ECOPROGETTO TORTONA

Il Gruppo Iren - attraverso la controllata Iren Ambiente S.p.A, società attiva nella gestione integrata dei rifiuti - ha comunicato ai soci della società Ecoprogetto Tortona S.r.l. che non essendosi avverate le condizioni sospensive previste al secondo closing finalizzato all’acquisto della partecipazione residua rappresentativa del 60% del capitale della società, il contratto di compravendita delle quote della società Ecoprogetto Tortona S.r.l. sottoscritto in data 13 novembre 2015 deve intendersi risolto e privo di efficacia.
Si ricorda che Iren Ambiente S.p.A. aveva acquistato in data 18 dicembre 2015, in esecuzione di detto contratto di compravendita, una quota di partecipazione iniziale rappresentativa del 40% della società Ecoprogetto Tortona S.r.l. e che l’acquisto della partecipazione residua da parte di Iren Ambiente S.p.A. era subordinato al soddisfacimento di talune condizioni sospensive aventi ad oggetto, tra l’altro, le caratteristiche prestazionali dell’impianto di digestione anaerobica di proprietà di Ecoprogetto Tortona S.r.l..
A seguito di discussioni tra le parti, il termine per l’avveramento delle condizioni sospensive, previsto per il 15 dicembre 2016, era già stato oggetto di proroga, e l’incertezza circa la possibilità di raggiungere le performance contrattualmente previste ha impedito al Gruppo Iren di chiudere l’operazione.
Pertanto ai sensi del contratto di compravendita, il Gruppo Iren dovrà restituire la quota del 40% della società Ecoprogetto Tortona S.r.l. al Gruppo Ladurner, secondo i termini del contratto, al prezzo originariamente versato di Euro 2,2 milioni di euro.
La società Ecoprogetto Tortona S.r.l. è stata costituita nel 2014 ed è titolare di una concessione per la costruzione e gestione di un impianto di digestione anaerobica situato nel Comune di Tortona (AL) con una capacità autorizzata attuale di 42.000 ton/anno.
“Rimane ferma l’intenzione del Gruppo Iren di crescere nell’intera filiera del ciclo dei rifiuti, con particolare attenzione alle fasi del recupero e del riciclo, ed al pari rimangono immutati i nostri target economico-finanziari presentati di recente nel Piano Industriale, in un contesto operativo di sviluppo del Gruppo nel settore ambientale e di crescente aumento della raccolta differenziata anche per la frazione umida.” - hanno commentato congiuntamente Paolo Peveraro e Massimiliano Bianco, rispettivamente Presidente e Ad del Gruppo, i quali hanno poi aggiunto - “proseguirà quindi la ricerca di opportunità di investimento nel settore del recupero della frazione umida anche attraverso lo sviluppo di siti presso le società ambientali di recente acquisizione”.

ENERGIA

ENERGIA, UE: VIA LIBERA A VALUTAZIONE ACCORDI GOVERNATIVI

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio su una proposta di decisione che istituisce un meccanismo per lo scambio di informazioni riguardo ad accordi intergovernativi e strumenti non vincolanti fra Stati membri e paesi terzi nel settore dell’energia, come proposto dalla Commissione Ue nell’ambito del pacchetto invernale per l’energia. La decisione, informa un comunicato, mira a ovviare alle carenze dell’attuale meccanismo per lo scambio di informazioni sui contratti di fornitura dell’energia, migliorando così la trasparenza e la coerenza delle relazioni esterne dell’Ue in materia di energia e rafforzando la sua posizione negoziale nei confronti dei paesi terzi.
A seguito di tre triloghi è stato trovato un compromesso sulle questioni fondamentali, concernenti: la portata della valutazione ex ante degli accordi intergovernativi da parte della Commissione, che coprirà gas e petrolio con una clausola di revisione standard; la definizione di accordo intergovernativo, con l’aggiunta delle “organizzazioni internazionali” e del “transito”; la previsione che gli Stati membri debbano dare spiegazioni scritte alla Commissione quando si discostano dal parere di questa nella loro valutazione ex ante.
L’accordo, una volta approvato dal Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) e sancito definitivamente dal Parlamento in seduta plenaria e poi dai Consiglio, dovrebbe entrare in vigore entro la metà del 2017.

CLIMA, PARLAMENTO UE APPROVA MODIFICHE A MERCATO QUOTE CARBONIO (ETS)

La commissione ambiente del Parlamento europeo, riunita in sessione straordinaria, ha approvato gli emendamenti dell'Eurocamera alla proposta legislativa di revisione del sistema per lo scambio di quote di emissioni nell'UE (Ets) presentata nel luglio 2015 dalla Commissione europea. Il testo adottato, che sarà votato dalla plenaria a febbraio 2017, prevede diverse modifiche alla bozza dell'Esecutivo Ue. Tra queste, la cancellazione di 800 milioni di quote nel 2021, il rafforzamento temporaneo della Riserva stabilizzatrice del mercato Ets e il numero di quote di emissione disponibili, che diminuirà del 2,4% ogni anno invece del 2,2%, proposto dalla Commissione.
Secondo gli eurodeputati, il rafforzamento della riserva stabilizzatrice (che serve a evitare surplus e conseguente crollo dei prezzi dei crediti) assorbirà fino al 24% l'eccesso di quote carbonio ogni anno per i primi quattro anni, vale a dire il doppio della capacità attuale.
Nel testo approvato in Commissione Ambiente, si prevede anche di contabilizzare le emissioni di CO2 nei porti dell'Unione e la creazione di un fondo per compensare le emissioni del trasporto marittimo. Infine gli europarlamentari vogliono che i ricavi della vendita all'asta delle quote del settore del trasporto aereo siano impiegati per finanziare azioni per il clima nell'Ue e nei paesi terzi.

EMISSIONI INQUINANTI, UE: VIA LIBERA A NUOVI LIMITI

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato la nuova direttiva sui limiti nazionali di emissione sulla base di una proposta della Commissione che fissa in Europa limiti più rigorosi per i cinque principali inquinanti (anidride solforosa - SO2, ammoniaca - NH3, composti organici volatili non metanici - NMVOC, ossidi di azoto - NOx, particolato fine - PM 2.5). La direttiva, che entrerà in vigore il 31 dicembre 2016, permetterà - una volta pienamente attuata - di ridurre di circa il 50% gli effetti negativi sulla salute (malattie respiratorie, decessi prematuri) dovuti all’inquinamento atmosferico entro il 2030. Sostanziali ricadute positive, secondo Bruxelles, si avranno anche sulla qualità dell’acqua potabile, del suolo e degli ecosistemi e le norme adottate contribuiranno a contrastare gli effetti delle particelle dannose che provocano i cambiamenti climatici, quali il particolato carbonioso. La direttiva costituisce l’elemento cardine di un programma organico della Commissione dal titolo “Aria pulita per l’Europa”. Gli Stati membri dovranno recepire la direttiva nel diritto nazionale entro il 30 giugno 2018 ed entro il 2019 sono tenuti a presentare un programma di controllo dell’inquinamento atmosferico nazionale con misure finalizzate a garantire che le emissioni dei cinque principali inquinanti siano ridotte delle percentuali concordate entro il 2020 e 2030. Essi dovranno inoltre garantire il coordinamento con i piani adottati in ambiti quali i trasporti, l’agricoltura, l’energia e il clima. La Commissione coopererà con gli Stati membri per assicurare una corretta applicazione della direttiva, ad esempio grazie all’istituzione di un nuovo forum “Aria pulita” entro il 2017, nel cui ambito i portatori di interessi potranno scambiarsi esperienze e buone pratiche. La Commissione faciliterà inoltre l’accesso agli strumenti di finanziamento dell’Ue.

BIOMETANO E BIOCARBURANTI, AL VIA CONSULTAZIONE PUBBLICA

Il ministero dello Sviluppo economico ha posto in consultazione, fino al 13 gennaio 2017, la bozza di decreto interministeriale per l’utilizzo del biometano e dei biocarburanti compresi quelli avanzati. Tale decreto, che ha avuto una prima condivisione tra tutti i soggetti coinvolti nei lavori del “Comitato tecnico consultivo biocarburanti” (con rappresentanti dei ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, delle Politiche agricole, dell’Economia, dell’Agenzia delle dogane e del Gse), vuole essere uno stimolo per un nuovo sviluppo dell’uso del biogas per il suo impiego, come biometano, nel settore dei trasporti.
Nell’elaborare i commenti e/o le proposte integrative e alternative si chiede di tener conto anche dei seguenti vincoli e principi a base del testo oggetto della consultazione pubblica: favorire e incentivare lo sviluppo dei biocarburanti avanzati (secondo la loro recente definizione nella direttiva UE 2015/1513, c.d. direttiva “ILUC”); priorità al biometano usato nei trasporti, per contribuire al raggiungimento del target al 2020 del 10% di fonti rinnovabili nel settore dei trasporti (primo obiettivo intermedio è arrivare ad un consumo di circa 1,1 miliardi di mc; poi, con aggiornamenti successivi del decreto, ampliarne gli usi oltre ai trasporti, con consumi previsti fino a 6-8 miliardi di mc); favorire lo sviluppo di una economia circolare del mondo agricolo; favorire lo sviluppo del ciclo virtuoso dei rifiuti e, in particolare, della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu); nessun incremento, per le imprese e per i cittadini, delle bollette del gas e dell’energia elettrica, ma anzi produrne una qualche diminuzione; compatibilità delle misure da introdurre con la disciplina Ue sugli aiuti di stato per le rinnovabili e quindi, in particolare, evitando qualsiasi sovra compensazione degli incentivi da erogare. Soddisfatti il Consorzio italiano biogas (Cib) e le altre associazioni aderenti alla Piattaforma tecnologica nazionale sul (Bio)metano, tra cui Utilitalia, che hanno visto accolte nel decreto molte delle proposte da loro avanzate. Tra le novità più attese, l’allungamento della vigenza del decreto fino al 2022 e strumenti di supporto che favoriscano la bancabilità dei progetti e la valorizzazione dei livelli di sostenibilità ambientale implementabili con il biometano.

ENERGIA, AEEGSI: PROCEDIMENTI SANZIONATORI PER ENI ED ENEL

L’Autorità per l’energia ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti di Eni per violazione degli obblighi informativi in caso di interruzione della fornitura dei clienti gas disalimentabili, con una possibile sanzione fino a circa 920.000 euro, e irrogato una sanzione di circa 800.000 euro nei confronti di Enel Servizio Elettrico per violazioni in materia di qualità commerciale del servizio di vendita di energia elettrica. Il procedimento nei confronti di Eni, spiega l’Autorità in una nota, nasce da un reclamo pervenuto allo Sportello per il consumatore di energia dal quale, durante la fase istruttoria, è poi emerso come la società nel corso del 2015 non avesse informato correttamente circa 7.300 clienti morosi dell’imminente intervento di interruzione della fornitura gas, come previsto dalla regolazione, non consentendo loro di scegliere se evitare l’intervento con il pagamento di quanto dovuto o subire l’interruzione con i conseguenti costi di ripristino. Inoltre, a partire da marzo 2016 Eni ha introdotto una lettera standard di preavviso di interruzione non conforme a quanto previsto dalla regolazione, cioè priva dell’informativa sulle modalità di ripristino della fornitura. Considerando le aggravanti per aver commesso precedentemente altre violazioni di natura diversa e le attenuanti per aver eliminato alcune delle conseguenze dell’attuale violazione, è stato avviato il procedimento sanzionatorio con una sanzione finale prevista di 919.500 euro e possibilità di chiusura con procedura semplificata, mediante il pagamento di un terzo della sanzione, previa dimostrazione della cessazione della condotta contestata. Per quanto riguarda Enel Servizio Elettrico, a seguito di diverse ispezioni sono state accertate numerose infrazioni riguardanti la qualità commerciale del servizio di vendita. Tra queste: l’errata classificazione dei reclami scritti e delle richieste di rettifica di fatturazione dei clienti finali come semplici richieste di informazioni; l’omessa o ritardata erogazione di indennizzi automatici a favore dei clienti finali nei casi di mancato rispetto degli standard previsti dalla regolazione; l’assenza di motivazioni adeguate nelle risposte ai reclami e alle richieste di rettifica di fatturazione. La sanzione finale irrogata è di 802.000 euro.

ELETTRODOTTO UDINE-REDIPUGLIA, DA FVG PARERE FAVOREVOLE A INTESA

I lavori per il completamento dell’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia, avviati ma interrotti a causa di alcuni ricorsi, potrebbero presto ripartire. Il tema è oggetto di una delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e all’Energia Sara Vito. Con essa, l’esecutivo ha espresso parere favorevole al raggiungimento di un’intesa con lo Stato ai fini del rilascio, a favore di Terna, dell’autorizzazione unica ministeriale alla costruzione e all’esercizio di un elettrodotto a 380 kV tra Udine Ovest e Redipuglia.
La decisione assunta rappresenta quindi un ulteriore passo avanti verso la conclusione del procedimento autorizzativo alla realizzazione dell’infrastruttura che, come ha precisato l’assessore, è di competenza statale: è il ministero dello Sviluppo economico, in accordo con il ministero dell’Ambiente, a rilasciare l’autorizzazione unica.
Nella delibera si ribadisce che l’intesa con l’amministrazione statale sul progetto possa essere favorevolmente raggiunta, in ragione del carattere strategico dello stesso e dell’interesse regionale complessivo alla realizzazione dell’opera, considerato che questa riveste particolare importanza per il sistema elettrico regionale e nazionale e per l’approvvigionamento in sicurezza di energia elettrica da parte di ampie fasce di popolazione e di importanti attività produttive del territorio regionale, così come indicato nel Piano energetico regionale (Per). Si stabilisce poi che il decreto autorizzativo finale ministeriale debba contenere una serie di prescrizioni e raccomandazioni, puntualmente elencate, tra cui per esempio la demolizione di linee elettriche esistenti. Inoltre, per assicurare la sostenibilità socio-economica, territoriale e ambientale del progetto, dovrà essere stipulato uno specifico accordo tra la Regione e Terna che preveda adeguate misure di compensazione e di riequilibrio ambientale e territoriale a favore dei Comuni direttamente interessati.

IDRO, ACCORDO ALPERIA-ALPINE ENERGY: 10,9 MLN PER CONCESSIONI

Potrebbe costare 10,9 milioni di euro un accordo stragiudiziale tra la società energetica della Provincia autonoma di Bolzano Alperia e Alpine Energy, che aveva presentato ricorso sull’assegnazione delle concessioni idroelettriche. Della questione ha parlato il quotidiano Dolomiten, affermando che si sarebbe giunti ad un accordo tra le due società energetiche, sulla base del quale verrebbero definitivamente chiusi i contenziosi apertisi con la vicenda che aveva visto l’assessore Michl Laimer, nella passata legislatura provinciale, protagonista di un’intricata serie di assegnazioni poi sanzionate anche a livello giudiziario.

RAVENNA, DOCUMENTO PER METANIZZAZIONE IN NUOVE ZONE

Il Consiglio comunale di Ravenna ha approvato il documento guida degli interventi di estensione, manutenzione e potenziamento della rete gas in alcune zone del Comune rientranti all’interno dell’Ambito territoriale minimo (Atem). La delibera è stata presentata dall’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, che ha illustrato il piano di potenziamento della rete, sottolineando che si tratta di un intervento molto importante e atteso, con la previsione dell’allacciamento alla rete di distribuzione del metano relativo ad 11 interventi, che andranno a coprire i fabbisogni energetici di 126 famiglie.
Erano 23 gli interventi proposti, ma di questi ne sono stati ammessi 11 (ne restano quindi esclusi 12) soprattutto per non creare squilibri economici tra i 15 Comuni facenti parte dell’Atem (14 Comuni in Provincia di Ravenna e Marradi, in Provincia di Firenze). Tuttavia - è stato spiegato e auspicato - potrebbero verificarsi delle estensioni da parte dell’aggiudicatario della gara, il quale ne ha facoltà nel caso si rivelassero sostenibili ulteriori investimenti.

AUTO ELETTRICHE, A FIRENZE IL MIGLIOR RAPPORTO COLONNINE/VEICOLI

Costituiscono ancora solo lo 0,02% del parco circolante ma l’aumento delle colonnine di ricarica, del loro impiego nel car sharing e delle e-bike dimostrano che i veicoli al 100% elettrici hanno un buon potenziale per il futuro. A fotografarli per la prima volta, un’indagine dell’associazione Euromobility realizzata in occasione del 10° rapporto sulla mobilità sostenibile in 50 città italiane. Sostanzialmente concentrati in 7 città (Trento, Bolzano, Firenze, Reggio Emilia, Roma, Milano e Bologna), i veicoli al 100% elettrici vedono aumentare le colonnine a loro disposizione.
Sono infatti 30 le città ad avere sul proprio territorio almeno una colonnina aperta al pubblico destinata alla ricarica dei veicoli elettrici (923 è il totale delle colonnine). Firenze è la città con una maggiore disponibilità in rapporto al parco auto circolante (91,2 colonnine ogni 100.000 veicoli), seguita da Milano (57,2) e Perugia (30). Il 100% della flotta di car sharing è elettrica a Bari e Napoli, mentre almeno un’automobile su cinque è elettrica nelle flotte dei servizi di car sharing di Firenze, Verona, Milano, Padova e Palermo. Meno frequente è invece la presenza di biciclette a pedalata assistita nelle flotte di bike sharing delle 25 città in cui è presente il servizio. In due città, Salerno e Perugia, le biciclette sono tutte a pedalata assistita. Solamente in 13 città la consegna delle merci è effettuata anche con mezzi elettrici.
È Milano la capitale della mobilità sostenibile, grazie alla sharing mobility, alle politiche favorevoli dei parcheggi, di scambio e a pagamento, a una elevata offerta di trasporto pubblico, un contenuto indice di motorizzazione e una elevata percentuale di veicoli a basso impatto. Sul podio anche Parma e Torino, rispettivamente al secondo e terzo posto; poco sotto Venezia al quarto posto e Padova al quinto. Nella “top ten” si confermano anche Brescia al sesto posto e Bologna al settimo, Reggio Emilia è ottava, seguita da Ferrara e Novara al nono e al decimo, mentre Roma è soltanto al quindicesimo posto. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile L’Aquila, Siracusa e Catanzaro.

IMPIANTI GAS, ESTRA RINNOVA LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE INCIDENTI

Oltre 250 incidenti, 256 per la precisione, sono quelli legati al gas (Fonte Cig, Comitato Italiano Gas) avvenuti in Italia lo scorso anno, tutti prevedibili e spesso causati dalla poca attenzione degli utenti, da errori, o, peggio ancora, da cattive abitudini: per questo motivo Estra rinnova la campagna Gas Amico con l’opuscolo multilingua che contiene pochi e semplici consigli in italiano, inglese, francese, arabo, cinese, albanese e rumeno.
Allo slogan “Essere sicuri con il gas dipende anche da te!”, il vademecum (scaricabile dal sito di Estra) e la campagna riportano alcuni fondamentali accorgimenti per prevenire incidenti in casa. Come segnalano ogni anno i dati del Cig le principali cause di incidenti legati al gas sono ancora oggi attribuibili all’inefficienza delle canne fumarie, dei camini e dei canali da fumo, alla non idonea (o mancante) ventilazione dei locali d’installazione, al carente stato di manutenzione degli apparecchi. Ma anche dal lasciare incustoditi i cibi durante la loro preparazione. Quando si parla di gas ci sono precisi obblighi da rispettare in termini legislativi ma ci sono anche buone abitudini che possono contribuire alla salvaguardia della sicurezza degli impianti e con essi delle persone.
“Estra lavora da sempre per promuovere la sicurezza - dichiara il presidente Francesco Macrì - e i dati ci dimostrano che tanto abbiamo fatto ma ancora dobbiamo tenere alta l’attenzione perché il ‘fai da te’ continua ad essere la prima causa degli incidenti. Per un’azienda che opera nei servizi pubblici sensibilizzare su temi come la sicurezza e il risparmio energetico, è un dovere oltre che una priorità. E noi continuiamo a farlo in modo capillare, arrivando in tutti i territori e rivolgendoci a cittadini italiani - conclude Macrì - ma anche agli stranieri che vivono nel nostro Paese”.

ENERGIA, FVG: 2,1 MLN EURO A PMI PER RISPARMIO ENERGETICO

La Regione Friuli-Venezia Giulia ha stanziato 2,1 milioni di euro da destinare alle piccole e medie imprese del territorio regionale, nel prossimo triennio 2017-2019, per consentire la realizzazione degli interventi necessari a favorire il risparmio energetico. Lo ha stabilito la Giunta regionale approvando il relativo schema di convenzione proposto dall’assessore all’Energia Sara Vito. Gli audit energetici che, come precisa Vito, erano stati finanziati dalla Regione, sono infatti i test finalizzati alla valutazione del consumo di energia nelle aziende e alla stima del risparmio energetico conseguibile con l’introduzione di misure adeguate.
La convenzione fissa anche il limite massimo del rimborso delle spese per l’attività di gestione dei contributi, nonché le modalità di effettuazione del rimborso e le spese ammissibili. L’esecutivo regionale ha infine stabilito di delegare l’assessore all’Energia alla stipula della convenzione con Unioncamere FVG e con le tre Camere di Commercio provinciali alle quali è assegnata la gestione del coordinamento dei contributi.

GAS, ARDEA (RM): COMUNE ADERISCE AD ATEM

Il Consiglio comunale di Ardea ha deciso di aderire all’Ambito territoriale minimo (Atem) Roma 4 per la gestione del gas metano. In questo modo Ardea demanda al Comune capofila (Albano Laziale) la gestione della gara per l’affidamento del servizio di distribuzione. Ad aderire all’Atem, oltre ad Ardea e Albano, anche Anzio, Ariccia, Artena, Castel Gandolfo, Colonna, Genzano di Roma, Lanuvio, Lariano, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Nettuno, Pomezia, Rocca Priora, Velletri. “L’efficienza dei servizi pubblici viene sempre più valorizzata se vengono realizzati ambiti territoriali omogenei e se viene fatta ‘squadra’ tra pubbliche amministrazioni”, ha dichiarato il sindaco di Ardea Luca Di Fiori. “In questo modo andremo sicuramente ad ampliare la nostra rete di gas metano. Ardea - ha sottolineato Di Fiori - è stata in questi anni particolarmente innovativa grazie a un accordo che è riuscita a firmare con la 2iReteGas per un piano straordinario della metanizzazione. Abbiamo colmato, e stiamo continuando a colmare, un gap che ormai da tempo si trascinava. Il metano non è più qui una realtà per pochi ma è una opportunità per le famiglie soprattutto per risparmiare e per rispettare l’ambiente”.

GAS, TANAP: ULTIMATO 55% GASDOTTO

La realizzazione del gasdotto Trans Anatolian Pipeline (Tanap), destinato a portare gas in Europa attraverso la Turchia, procede più rapidamente del previsto e addirittura con spese inferiori alle stime. A rivelarlo Saltuk Duzyol, direttore generale del progetto, che ha confermato che il 55% del gasdotto è già stato ultimato e che si profila un risparmio di 3,2 miliardi di dollari rispetto al costo inizialmente previsto, grazie al crollo del prezzo del petrolio. L’infrastruttura, della lunghezza di 1.200 km, porterà prima in Turchia e poi in Europa il gas di Shah Deniz-2 e altri giacimenti minori del Mar Caspio. Il Tanap dovrebbe essere messo in collegamento con l’Europa attraverso il progetto del gasdotto Trans Adriatico (Tap), destinato a mettere in comunicazione Istanbul con Lecce.
A partire dal 2018 la Turchia riceverà i primi 2 miliardi di mc di gas di una fornitura di 6 miliardi di mc, su cui Ankara e Baku hanno già firmato un accordo; altri 10 miliardi di mc dovranno poi raggiungere Balcani ed Europa. La capacità del Tanap è destinata a salire a 23 miliardi di mc a partire dal 2023, per poi crescere fino a 31 miliardi di mc a partire dal 2026. Il progetto, in base a quanto dichiarato da Duzyol, è attualmente al 60% della terza di quattro fasi previste per la realizzazione. Il 58% del progetto Tanap è in mano al colosso petrolifero azero Socar, il 30% alla turca Botas e il 12% alla British Petroleum.

TERNA: CDA APPROVA FUSIONE CONTROLLATE TERNA RETE ITALIA E TERNA STORAGE

Il consiglio di amministrazione di Terna ha deliberato nei giorni scorsi la fusione per incorporazione delle società interamente controllate Terna Rete Italia e Terna Storage. Lo riferisce una nota.
La societa' prevede che la stipula dell'atto di fusione avvenga entro il prossimo esercizio una volta decorsi i termini di legge. Lo statuto di Terna non subira' modifiche in dipendenza della fusione.