Quindici

Anno XVI numero 19

Periodico telematico “Quindici”. Newsletter a carattere informativo. Registrato al tribunale civile di Roma sezione per la stampa e l’informazione il 5 agosto 2002 al n. 496. Edito da Federutility servizi srl piazza Cola di Rienzo 80/A - 00192 Roma

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ARCHIVIO

STAMPA

INFORMAGENDA

26 maggio
Convegno

Le alluvioni del 1966 - Le alluvioni di oggi

2016 Progetto Firenze

26 maggio
Forum

Dissesto idrogeologico: le infrastrutture come telaio diagnostico per monitorare il territorio

CESI in collaborazione con #italiasicura

09 giugno
Workshop

SINFI: aspetti tecnici e regolamentari sullo sviluppo dei provvedimenti

Utilitalia - Regione Lombardia

09 giugno
Convegno

Il nuovo codice degli appalti pubblici e delle concessioni

UTILITALIA - Confservizi Cispel Lombardia in collaborazione con Acsm Agam e COMODEPUR SpA

LA NOTIZIA

DECRETO PARTECIPATE (LEGGE MADIA): AUDIZIONE CONFSERVIZI E MEMORIA UTILITALIA

Nell’ambito dell’esame parlamentare sullo schema di decreto legislativo relativo al Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica, le Commissioni Bilancio della Camera e Affari costituzionali del Senato hanno congiuntamente ascoltato in audizione Confservizi (Asstra e Utilitalia). Nella memoria depositata, Utilitalia ha illustrato alcune criticità nel Testo Unico, relative ad un disallineamento con alcuni obiettivi prefissati dal Parlamento e alcuni contrasti con la normativa Comunitaria
Punto centrale del documento, resta il tema delle aggregazioni, seguito dalle complesse questioni relative alle politiche del personale.
Per le aggregazioni, la federazione rimarca l’eccessivo ricorso alle gestioni in economia da parte degli enti locali ed una conseguente disomogeneità della qualità dei servizi ai cittadini che queste sono in grado di fornire. Situazione particolarmente grave nel Mezzogiorno. Tutto il settore resta caratterizzato da una “endemica sottocapitalizzazione”, che incide sulla limitata capacità di accesso alle risorse finanziarie per gli investimenti.
In merito agli strumenti in grado di rimuovere ostacoli all’efficienza gestionale e snellire i processi di aggregazione, Utilitalia propone ad esempio di spostare dai Consigli Comunali alle Giunte, la competenza del riassetto delle partecipazioni comunali. In questo modo - con la natura di atto delegato - la Giunta potrebbe agire più velocemente, sulla base delle indicazioni espressi dal suo Consiglio.
Per quanto riguarda le politiche del personale - altro tema centrale affrontato nei documenti della federazione - Utilitalia suggerisce “l’applicazione della disciplina lavoristica del trasferimento d’azienda in tutti i casi di cessazione dell’affidamento a seguito di procedura competitiva”, al fine di impedire il sorgere di probabili contenziosi sull’applicazione delle relative tutele. Propone l’eliminazione dell’obbligo di assumere nuovo personale a tempo indeterminato attingendo dal bacino dei lavoratori “in eccedenza presso altre partecipate”, per non imporre vincoli immeritati alle aziende virtuose e attente nel non creare esuberi di personale.
Nell’allegato al documento - nel quale Utilitalia ha riassunto i dati statistici ed economici dei settori idrico, energetico e ambientale - spicca ancora una volta la differenza significativa tra le società di servizi pubblici locali e le cosiddette “strumentali”. Se è vero, infatti, che entrambe le categorie sono partecipate dall’ente locale, è altrettanto vero che su oltre 7000 imprese, sono solo 1168 quelle dedicate ai servizi pubblici verso i cittadini, che nel 2014 hanno creato ricavi per 40,5 miliardi di euro e utili per 1,4 miliardi. Performance molto distanti dal mondo delle società strumentali.

MONDOUTILITIES

DDL AGENZIE AMBIENTALI, APPROVAZIONE DEL SENATO

“Grande successo per l’ambiente”. Così il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti alla notizia dell’approvazione da parte del Senato del ddl di riforma del sistema delle agenzie ambientali. Il testo ora tornerà all’esame della Camera dei deputati.
Per Galletti “questo intervento è assolutamente necessario per dare al nostro paese un sistema unitario e coordinato di valutazione dei parametri ambientali attraverso la definizione dei Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali”. Secondo il Ministro “fino ad oggi può accadere che il medesimo evento sia valutato in maniera differente in diverse Regioni perché i sistemi di rilevamento e controllo non sono coordinati. Con la riforma delle Agenzie, che confido possa avere una sollecita approvazione definitiva alla Camera, si danno maggiori certezze e maggiori sicurezze all’Italia e agli italiani”.
Per Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente "l'istituzione di un Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, articolato in un'ottica federale e federalista (si tratta di uno dei pochi esempi in Italia) renderà possibile l'omogeneizzazione dei metodi e dei sistemi di controllo e protezione dell'ambiente su tutto il territorio nazionale, mettendo in rete i diversi livelli di gestione di questi temi già presenti nel Paese e consentendo di colmare le lacune e forse le ancora più gravi differenze registrate sino ad oggi tra le varie Regioni".

CONTRATTO GAS-ACQUA, RIAPERTO IL CONFRONTO

Si è riaperto nei giorni scorsi, presso la sede di Confindustria a Roma, il negoziato per il rinnovo del Ccnl gas e acqua che interessa gli oltre 40.000 addetti del settore. Nel corso dell’incontro le parti hanno affrontato la questione salariale, l’unificazione del sistema di welfare e complementarietà e la revisione del sistema classificatorio, oltre alla generale questione dei costi contrattuali. Le parti si sono dichiarate favorevoli ad un prosieguo del dialogo con la prossima individuazione di una data per un ulteriore incontro a livello di segreterie.

FONSERVIZI, UTILITALIA PROMUOVE LA FORMAZIONE CONTINUA TRA LE ASSOCIATE

Con una lettera indirizzata direttamente alle aziende associate, Utilitalia e il suo presidente Giovanni Valotti hanno voluto richiamare le imprese dei comparti idrico, energetico e ambientale alle opportunità formative rappresentate da Fonservizi, il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nei Servizi Pubblici Industriali. Costituito nel 2010 da Confservizi (Asstra e Utilitalia) e dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, il Fondo conta oggi oltre 2.000 imprese iscritte, offrendo piani formativi specifici per i comparti dei servizi pubblici.
Il Fondo offre il riconoscimento dell’80% delle risorse accantonate per il finanziamento delle attività formative. In caso di passaggio tra Fondi, Fonservizi offre il riconoscimento del 100% delle somme residue. Inoltre, è previsto un ampio limite di tempo (tre anni) per la programmazione delle attività formative, per le quali Fonservizi mette a disposizione un supporto specifico. Il sistema di procedure semplificate permettono al Fondo di garantire tempi di approvazione dei piani e di pagamento dei contributi mai superiori ai 10 giorni.
Per ulteriori informazioni, è possibile accedere alla pagina dedicata sul sito di Utilitalia.

INFRASTRUTTURE, UE: CHIARIMENTI SU AIUTI DI STATO

I contributi pubblici destinati alla costruzione o alla modernizzazione di infrastrutture non costituiscono aiuti di Stato se i progetti finanziati non sono in concorrenza diretta con altre infrastrutture dello stesso tipo: è questo uno dei principi chiariti dalla Commissione europea, che ha pubblicato una comunicazione per aiutare le autorità pubbliche e le imprese a determinare in quali casi possono essere concesse misure di sostegno pubblico senza ottenere l’autorizzazione preventiva della Commissione Ue. La comunicazione dell’esecutivo europeo precisa che i progetti in questione possono essere realizzati senza controllo antitrust dell’Ue; in linea generale si tratta di infrastrutture ferroviarie, viarie, fluviali, di reti idriche e per le acque reflue. Le infrastrutture per energia, banda larga, aeroporti e porti sono invece spesso in concorrenza con progetti concorrenti simili; in tali settori, se un progetto è finanziato con fondi pubblici quando progetti concorrenti devono funzionare senza sostegno statale, si può configurare “un vantaggio economico selettivo” indebito e, pertanto, occorre il vaglio di Bruxelles. Anche quando le infrastrutture sono costruite grazie a un aiuto di Stato, precisa la Commissione, se chi le gestisce e chi le usa paga un prezzo di mercato non beneficia di aiuto ai sensi delle regole europee. Il controllo degli aiuti pubblici esercitato da Bruxelles è relativo principalmente agli investimenti statali che hanno effetti transfrontalieri: i finanziamenti concessi a infrastrutture o servizi locali, che hanno scarsa probabilità di attirare investitori di altri Stati membri della Ue, e che hanno un effetto marginale sugli investimenti cross-border, non rientrano nel campo di applicazione delle regole europee sugli aiuti di Stato. Infine, se le autorità pubbliche acquistano beni o servizi attraverso gare che rispettano le regole Ue sui mercati pubblici, in linea di principio ciò è sufficiente perché l’operazione sia considerata legittima e non costituisca aiuto di Stato.

CASSAZIONE, NIENTE DANNO ERARIALE FUORI DALL’IN HOUSE

Per la Cassazione la giurisdizione della Corte dei Conti nell’individuazione del danno erariale è possibile solo in caso di società in house. Lo affermano le Sezioni Unite (ordinanza 7293/2016) che si sono pronunciate nei giorni scorsi sul ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione in relazione al giudizio in cui è stato contestato il danno erariale a un dirigente di una Spa che la Corte dei conti ha qualificato quale «organismo di diritto pubblico».
Al contrario, per la Suprema Corte il danno erariale non sussiste in quanto non è configurabile né un rapporto di servizio tra l'agente e l'ente pubblico titolare della partecipazione, né un danno direttamente arrecato all'ente pubblico, idonei a radicare la giurisdizione della Corte dei conti. Quest'ultima ha invece giurisdizione quando l'azione di responsabilità trova fondamento nel comportamento del rappresentante dell'ente partecipante che abbia colpevolmente trascurato di esercitare i propri diritti di socio, pregiudicando in tal modo il valore della partecipazione; oppure in comportamenti degli amministratori o dei sindaci tali da compromettere la ragione stessa della partecipazione sociale dell'ente pubblico, strumentale al perseguimento di finalità pubbliche e implicante l'impiego di risorse pubbliche, o da arrecare direttamente pregiudizio al suo patrimonio.
Particolare è il caso della società in house providing, nel quale diventa dirimente comprendere i requisiti che devono sussistere tutti contemporaneamente: capitale sociale integralmente detenuto da uno o più enti pubblici; attività prevalente svolta in favore degli enti partecipanti; gestione assoggettata a forme di controllo analoghe a quelle esercitate dagli enti pubblici sui propri uffici.

MISE: GIOVANNI ORSINI È IL NUOVO CAPO DI GABINETTO

Giovanni Orsini è stato nominato dal Ministro Carlo Calenda, Capo di Gabinetto del Ministero dello sviluppo economico. Orsini, vice segretario generale del Senato, responsabile del Cerimoniale e degli Affari internazionali, prende il posto di Vito Cozzoli, già Capo di Gabinetto con la Ministra Federica Guidi.
Tra gli altri incarichi in Senato, Orsini è stato funzionario della Commissione Industria di Palazzo Madama.

AEEGSI, NUOVA CONSULTAZIONE SU RECLAMI E CONTROVERSIE

Con il documento di consultazione 225/2016/E/com, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha reso pubblici i propri orientamenti finali in merito alla riforma del sistema di tutele dei clienti finali per il trattamento dei reclami e la risoluzione extragiudiziale delle controversie nei settori regolati, con particolare riferimento ai mercati dell’energia elettrica e del gas. Il documento segue quello sottoposto a una prima consultazione pochi mesi addietro, tenendo conto dei relativi esiti. Il quadro di riferimento delle tutele delineato, informa l’Aeegsi si applica a tutti i settori di competenza dell’Autorità, mentre le misure attuative specificamente individuate si riferiscono, per il momento, esclusivamente ai mercati dell’energia elettrica e del gas: per gli altri settori, infatti, si prevede un successivo documento di consultazione, anche alla luce di quanto già previsto nel Testo integrato conciliazione. Il termine per l’invio di osservazioni è fissato al 13 giugno 2016.

MM, OK AL BILANCIO CON UTILE NETTO DI 17,3 MLN

L’Assemblea degli Azionisti di MM SpA, multiservizi milanese che gestisce anche ils ervizio idrico integrato, ha approvato il bilancio 2015. L’esercizio 2015 si chiude con un utile netto pari a 17,3 milioni di euro, in crescita di circa 9 milioni, più che raddoppiato rispetto all’anno precedente.
“Siamo di fronte a risultati davvero lusinghieri” hanno dichiarato Davide Corritore e Stefano Cetti, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di MM SpA” per una azienda multiservizi che riesce a garantire qualità ed efficienza in tutti i settori in cui opera”.
E di questi giorni anche il giudizio positivo di rating per MM SpA pronunciato da Moody’s e Standard&Poors che supporterà la ricerca di fonti finanziarie per gli investimenti nel Servizio Idrico.
L’Assemblea ha poi nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione con la riconferma di Davide Corritore a Presidente e la nomina dei consiglieri Loredana Bracchitta e la riconferma di Luigi Mancioppi.

MULTISERVIZI: NUOVO CDA, CHIARA SCIASCIA PRESIDENTE

L’assemblea dei soci della Multiservizi, società a capitale pubblico che gestisce il servizio idrico integrato nell’Ato 2 Marche Centro-Ancona (43 Comuni tra le Province di Ancona e Macerata), riunitasi nelle scorse settimane, ha eletto all’unanimità il nuovo consiglio di amministrazione. Alla presidenza della società è stata eletta Chiara Sciascia di Ancona, già consigliere di amministrazione, mentre nel consiglio sono stati confermati Sandro Biondini di Jesi, commercialista, Luigi Fiori, avvocato, Graziano Mariani, presidente Confservizi Marche, ed è stata nominata Maria Luisa Pelagalli, consulente tributario e del lavoro di Cupramontana.
Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, a nome dell’Assemblea ha ringraziato il presidente uscente, Paolo Raffaeli, che ha ricoperto la carica dall’ottobre 2013 ad oggi “e ha seguito con disponibilità e competenza i progetti in cui è impegnata Multiservizi, in particolare sul fronte dell’ambiente per la creazione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti”. Chiara Sciascia, ha aggiunto il sindaco, conosce l’azienda, è stata presidente di Edma, la società dell’energia di livello sovraregionale che di recente ha acquisito il 25% del capitale di Estra Energie in seguito all’aggregazione di Prometeo. Novità anche nel collegio dei revisori dei conti, in cui è stata nominata Lucia Vignoli di Montemarciano, commercialista, mentre sono stati confermati Michele Pietrucci di Ancona, con funzioni di presidente, e Diego Cardinali.

A2A - LGH, L’ANTITRUST APRE UN’ISTRUTTORIA

Si allungano i tempi per la chiusura dell’operazione A2A-Lgh. L'Antitrust ha infatti deliberato l'avvio di un'istruttoria sull'operazione di fusione per incorporazione di Linea Group Holding in A2A, perché l’operazione sembra “suscettibile di determinare la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza nella partecipazione alle procedure di selezione del soggetto affidatario del servizio di distribuzione del gas naturale nell'Atem di Brescia 3, nonche' nel mercato lombardo del trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, con possibili effetti restrittivi nel mercato a monte della raccolta dei rifiuti nei Comuni del medesimo territorio".

FONDAZIONE E ECOMONDO, PREMIO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con Ecomondo, organizza per il 2016 il Premio per lo Sviluppo Sostenibile, che ha avuto nelle sette edizioni precedenti l'Adesione del Presidente della Repubblica, richiesta anche per quest'anno. Il Premio ha lo scopo di promuovere le buone pratiche e le migliori tecniche delle imprese italiane che raggiungano rilevanti risultati ambientali, con iniziative innovative, buone possibilità di diffusione e positivi risultati economici e occupazionali.
30 fra i partecipanti verranno segnalati con una targa di riconoscimento e, fra questi, tre verranno premiati con il "Primo Premio per lo sviluppo sostenibile-2016" per il rispettivo settore.
Per l’anno 2016 il Premio riguarderà imprese dei seguenti settori: Edilizia green; Energia da fonti rinnovabili; Start -up della green economy.
Il sito dedicato al Premio - Premio Sviluppo Sostenibilie - contiene la scheda di partecipazione il Regolamento e raccoglie tutte le edizioni precedenti.
La premiazione avverrà a Rimini in occasione della prossima edizione di Ecomondo (8-11 novembre 2016), alla quale Utilitalia sarà presente con una ricca sezione dedicata all’Acqua, ai Rifiuti e alla Sostenibilità.

ACQUA

ACQUA, PRIMO AGGIORNAMENTO TARIFFARIO CON NUOVO METODO

Approvato il primo aggiornamento delle tariffe con il nuovo metodo tariffario idrico 2016-2019 (Mti-2). Scaduto il termine del 30 aprile 2016 previsto per l’invio dei dati e degli atti necessari, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha infatti dato il via alle attività di verifica e approvazione delle tariffe predisposte dagli Enti di governo dell’Ambito; le prime ad essere state approvate sono quelle proposte dall’Ufficio d’Ambito Provincia di Bergamo, che interessano una popolazione di circa 800.000 abitanti. Le verifiche dell’Autorità a riguardo hanno accertato che le proposte tariffarie risultassero coerenti con gli interventi prioritari programmati per l’ammodernamento delle infrastrutture idriche e fossero idonee a garantire, a tutela degli utenti, il legame tra corrispettivi richiesti in ciascun territorio e i previsti livelli di qualità dei servizi. Nel dettaglio, per l’Ambito di Bergamo l’aggiornamento proposto ed approvato lascia invariate le tariffe per l’anno 2016, prevedendo un aggiustamento del 3,5% nel 2017, lasciandole poi ugualmente invariate negli anni 2018 e 2019. Gli investimenti previsti ammontano a circa 90 milioni di euro per tutto il quadriennio, la maggior parte in opere di miglioramento delle infrastrutture di fognatura e depurazione.

AEEGSI, PROCEDIMENTO SANZIONATORIO PER HIDROGEST

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha avviato un procedimento per l’adozione di provvedimenti sanzionatori e prescrittivi per violazioni della regolazione tariffaria del servizio idrico integrato nei confronti di Hidrogest, gestore ex-Cipe del servizio idrico integrato in 31 Comuni ricadenti nell’Ato di Bergamo e in 2 Comuni dell’Ato di Lecco. Il procedimento è stato avviato a seguito della verifica ispettiva svolta presso Hidrogest dall’Autorità, in collaborazione con il Nucleo speciale per l’energia e il sistema idrico della Guardia di finanza, il 2 e il 3 dicembre 2015. La società, spiega l’Aeegsi, non ha rispettato le delibere del regolatore che la escludevano dall’aggiornamento tariffario per le annualità 2013, 2014 e 2015, adottate in quanto la società non aveva consegnato reti e impianti al legittimo affidatario del servizio idrico integrato nei territori in cui operava. In particolare, secondo quanto appurato dall’Autorità, a partire dalle fatturazioni emesse dall’ottobre 2014 e fino ad aprile 2015 Hidrogest ha incrementato la quota fissa delle utenze ascrivibili alla tipologia “usi industriali” e “uso promiscuo”, con riferimento a tutti o parte dei volumi di competenza degli
esercizi 2013, 2014 e 2015”. Ad oggi, afferma l’Aeegsi, non risulta che la società abbia provveduto a cessare le condotte contestate. L’Autorità ha individuato in 8.700 euro l’importo della sanzione da comminare alla società che, previa cessazione delle condotte contestate, potrà pagare direttamente la sanzione entro 30 giorni dalla notifica in misura ridotta (1/3 dell’importo).

LAZIO, NUOVA CONVENZIONE TRA ATO 3 E ATO 2 PER LE ACQUE DEL PESCHIERA

Con la nuova convenzione per la gestione dell’interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera-Le Capore, Ato3 idrico del Lazio riceverà il ristoro invocato da anni, anche tramite procedimenti giudiziari/amministrativi, dal territorio della provincia reatina.
Questo, spiegano dalla Regione, uno degli aspetti principali della delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta presieduta da Nicola Zingaretti, che suggella così un patto transattivo che prevederà in favore di Ato 3 36mln di euro in quattro anni a partire dal 2016 e la somma di 6mln di euro annui per tutta la durata della concessione, sempre a partire dal predetto anno.
Nel territorio dell’Ato3, sono dislocate le sorgenti del Peschiera-Le Capore la cui derivazione, a partire dal 1926, è stata data in concessione al Comune di Roma e, poi, ad Acea. Sno 31 i Comuni dell’Ato3 che utilizzano, come concessionari o utenti, la risorsa idrica addotta dal sistema acquedottistico Peschiera-Le Capore.
“Sono contento - spiega il Presidente Zingaretti - per il risultato ottenuto, un passo determinante che, oltre a ristorare un territorio strategico per la qualità e la potenza della sua fonte d’acqua messa a disposizione di gran parte del territorio laziale, a partire da Roma, segna l’avanzamento del livello di eccellenza facente capo al concetto di clausola di salvaguardia, offrendo prospettive motivate e vigenti di reale tutela dei beni ambientali. Oggi si conclude un iter iniziato ben 10 anni fa, con l’abrogazione delle vecchia delibera regionale del 2006, e la riformulazione della nuova delibera oggi approvata”.

WATER JPI, PRESENTATI PROGETTI A ROMA

Sono stati presentati a Roma, nei giorni scorsi, gli oltre 20 progetti dedicati a temi di ricerca e innovazione applicate alla risorsa idrica nell’ambito dell’iniziativa di programmazione congiunta sull’acqua “Joint Programming Initiative on Water Challenges for a Changing World” (Water Jpi), una delle 10 che sono state avviate dagli stati membri dell’Ue, cui partecipano 24 paesi, oltre alla Commissione europea. L’iniziativa ha già lanciato 3 bandi congiunti finanziati da enti nazionali pubblici e privati su alcune delle priorità identificate, per la loro rilevanza sociale, nella sua strategic research and innovation agenda, il documento che promuove l’allineamento a livello comunitario ed internazionale dei programmi di ricerca sull’acqua, ottimizzandone gli investimenti e la condivisione dei risultati. nel corso dell’evento, organizzato dall’Ispra, è stata anche illustrata la nuova versione aggiornata dell’agenda, adottata il 15 aprile e strutturata su 5 temi principali: il miglioramento della sostenibilità degli ecosistemi idrici per il benessere dell’uomo, lo sviluppo di sistemi idrici sicuri per i cittadini, la promozione della competitività nel sistema industriale che utilizza la risorsa idrica, la realizzazione di un modello economico che utilizzi in maniera corretta l’acqua, la chiusura del ciclo idrologico attraverso una gestione sostenibile. la maggior parte dei fondi del secondo bando sono stati assegnati dalla commissione ue sulla base del meccanismo previsto dalle azioni Eranet Cofund, che supporta l’attuazione dell’iniziativa su trattamento dell’acqua, riuso, riciclo e dissalazione; gestione delle risorse idriche, mitigazione degli eventi idrologici estremi a scala di bacino. delle 118 proposte presentate ne sono state finanziate 16, come ad esempio Biorg4WasteWaterVal+, sul trattamento dell’acqua proveniente dal processo di produzione di cibo, Desert, per la creazione di una tecnologia low cost rivolta alla desalinizzazione dell’acqua e altri rivolti alle prevenzione delle alluvioni, eventi climatici estremi, previsioni del meteo e altro.

ATO CITTÀ DI MILANO, OK COMUNE A BILANCI E DISMISSIONE

Il Consiglio comunale di Milano ha approvato i bilanci di esercizio 2014 e 2015 di Ato Città di Milano, adottati rispettivamente dal consiglio di amministrazione e dal commissario straordinario dell’azienda speciale Ufficio d’Ambito della Città di Milano. Il Consiglio comunale ha inoltre preso atto dell’esaurimento delle competenze di Ato Città di Milano. Infatti, per effetto della legge regionale recante “Disposizioni per la valorizzazione del ruolo istituzionale della Città metropolitana di Milano” (n. 32/2015), entro il 17 giugno 2016 le competenze e le risorse finanziarie dell’organismo - attraverso il quale il Comune di Milano esercita le funzioni di organizzazione, programmazione, regolazione e controllo della gestione del servizio idrico integrato - verranno trasferite all’Ato Città metropolitana di Milano. Fino alla data dell’effettivo passaggio di consegne, il Comune di Milano e la Città metropolitana adotteranno atti di straordinaria amministrazione indifferibili ed urgenti, previa reciproca informativa. Il Comune di Milano aderirà alla Conferenza dei Comuni dell’ambito della Città metropolitana di Milano, l’organismo che coordina e favorisce la cooperazione tra i Comuni per l’esercizio delle funzioni in materia di ciclo integrato delle acque e di gestioni del servizio idrico integrato.

ABBANOA, 1.000 IMPRESE IN GARA PER 13 APPALTI

Sono oltre 1.000, di cui la metà sarde, le aziende che si sono iscritte alle 13 gare d’appalto che Abbanoa ha avviato nei giorni scorsi con l’apertura di circa 500 buste relative ai primi 4 appalti (tutti tesi all’efficientamento delle reti) nell’ambito del piano da 16 interventi che coinvolge 100 Comuni della Sardegna per complessivi 75 milioni di euro, finanziati dal Cipe. Un’altra gara (il nuovo potabilizzatore di Silì Oristano) è stata già aggiudicata, mentre altre due sono prossime all’aggiudicazione. Il valore dei 4 appalti di cui Abbanoa ha avviato l’aggiudicazione supera complessivamente gli 11 milioni di euro. L’elenco dei partecipanti conta oltre 100 imprese iscritte a ciascuna gara, di cui la metà sarde. L’avvio delle gare segue di pochi giorni l’ottenimento della certificazione Iso 9001:2015 da parte di Abbanoa per tutto il processo di engeneering, dalla progettazione alla gara. “Un importantissimo riconoscimento del lavoro svolto - commenta il gestore -, che consente ad Abbanoa di guadagnare una posizione di avanguardia rispetto alle altre aziende del settore idrico e che, proprio in vista degli investimenti in fase di avvio, contribuirà al recupero del ritardo infrastrutturale del sistema idrico sardo”. Tecnicamente, Bureau Veritas Italia ha ufficialmente certificato che il sistema di gestione di Abbanoa è conforme ai requisiti della norma di sistema di gestione Iso 9001:2015 nella “progettazione, compresa la verifica e la validazione di progetti finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche destinate all’erogazione dei servizi connessi al sistema idrico integrato”. Entro il 2016 Abbanoa affiderà oltre 130 incarichi per servizi di ingegneria e architettura - compresi nelle linee di finanziamento Cipe 27/2015, Mutuo Ras, Cipe 79/2012, legge 388/2000 - di cui 34 sotto i 40.000 euro, 49 tra i 40.000 e i 100.000 euro, 50 oltre i 100.000 euro; da qui, sottolinea l’azienda, l’importanza della certificazione delle procedure d’appalto. Complessivamente, per il 2016 sono previsti investimenti per 246 milioni di euro. Le aperture delle buste per gli altri appalti proseguiranno fino al 7 giugno.

CAP, CON REGIONE LOMBARDIA DATABASE RETICOLO IDROGRAFICO

La Regione Lombardia e il gruppo CAP hanno siglato un accordo per la costruzione di una banca dati territoriale omogenea e condivisa, georeferenziata e disponibile online che riporti tutto il reticolo idrografico minore presente nel territorio della Città metropolitana di Milano, che verrà poi integrato al Reticolo idrografico regionale unificato. Di fatto, gruppo CAP e Regione saranno impegnati a mettere mano ai dati di cui solo in parte Regione Lombardia già dispone, per renderli omogenei e costruire una mappatura complessiva che comprenda tutto il territorio, che sarà pubblicata sul geo-portale della Regione. Al termine del lavoro, spiega il presidente del gruppo CAP Alessandro Russo, sarà disponibile un quadro conoscitivo completo del reticolo minore con informazioni cartografiche e l’ubicazione topografica della rete, informazioni preziose che permetteranno a CAP e a Regione Lombardia di disporre di una banca dati che sia una base di riferimento dei propri sistemi informativi territoriali. Inoltre i dati verranno messi a disposizione di professionisti, gestori di servizi, aziende agricole e Comuni, per conoscere la distribuzione delle risorse idriche superficiali per un loro utilizzo razionale.
Il progetto si articola in 18 mesi e sarà coordinato e realizzato dalla direzione IT di Gruppo CAP, guidata da Michele Tessera. Si parte proprio in questi giorni con la fase pilota su 6 Comuni (Nosate, Inveruno, Cuggiono, Castano Primo, Buscate e Arconate), coinvolti in una sperimentazione che consentirà di stendere le linee guida e di pianificare le fasi successive. Poi la mappatura si estenderà a tutto il territorio della Città metropolitana.

AQP, GALLIPOLI: INTESA PER MOROSITÀ E INTERVENTI PER 11 MLN

Un protocollo d’intesa per risolvere il problema della morosità nel pagamento della fornitura idrica da parte degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e l’annuncio di futuri lavori per circa 11 milioni di euro per potenziare il depuratore ed estendere le reti idriche e fognarie di Gallipoli: è quanto emerso da un incontro tra il commissario straordinario del Comune di Gallipoli Guido Aprea e il vicepresidente di Acquedotto Pugliese Lorenzo De Santis. I due hanno sottoscritto, insieme all’amministratore unico dell’Arca Sud Salento Vito Bruno, un protocollo d’intesa per dare una risposta definitiva e certa al problema della morosità negli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il protocollo prevede che vengano realizzati contatori autonomi per ogni utenza, il cui costo potrà essere spalmato in 12 mesi senza interessi per i recettori finali. Laddove ciò non sia possibile per motivi tecnici (condomini multipiano, ad esempio), saranno installati contatori intelligenti di ultima generazione, con costi coperti per la metà da Arca Sud e per la restante parte da Aqp. In questo modo la morosità verrà accertata e quindi ripartita dagli amministratori condominiali e le pendenze saranno spalmate in 48 rate mensili se la quota pro capite mensile supera i 50 euro, 30 rate mensili se la cifra è inferiore. Dopo la sottoscrizione dell’intesa, Aprea e De Santis hanno effettuato un sopralluogo presso l'impianto di depurazione di Gallipoli. Con l’occasione, il vicepresidente di Acquedotto Pugliese ha preannunciato al commissario che, oltre ai normali interventi manutentivi, sono stati messi in cantiere 4.950.000 euro per il potenziamento del depuratore (i cui lavori dovrebbero terminare il prossimo ottobre) ed è stato inserito nel prossimo Fesr 2014-2020 il progetto preliminare per l’estensione della rete idrica e fognante per un valore di 6 milioni di euro (in attesa della progettazione definitiva). Infine, il gestore idrico sta verificando la fattibilità per la realizzazione di una condotta sottomarina a servizio dell’impianto, per un valore di 5 milioni di euro: in questo caso bisogna affidare lo studio meteo marino e reperire il finanziamento.

POSITANO (SA), SEQUESTRATA LINEA TRATTAMENTO DEI FANGHI DEL DEPURATORE

La linea di trattamento dei fanghi del depuratore di Positano (Salerno) è stata sequestrata nei giorni scorsi dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Salerno su richiesta della Procura di Salerno per emissioni in atmosfera in assenza di autorizzazione e per smaltimento illecito di rifiuti liquidi.
Nove le persone indagate, tra le quali il sindaco di Positano Michele De Lucia, il responsabile dell'ufficio tecnico preposto e sette addetti della Ausino spa, gestore dell’impianto.
Secondo gli inquirenti la linea di trattamento fanghi installata presso il depuratore produceva emissioni in atmosfera in assenza dell'autorizzazione prescritta dalla legge e, sempre in assenza di autorizzazione, si procedeva allo smaltimento di questi rifiuti liquidi, sostanze sporche che andavano trattate, invece, come rifiuti speciali e non immesse nel processo depurativo.
"Vogliamo capire di cosa si tratta e se è un atto dovuto. L'importante - dice il sindaco, interpellato dall'Ansa - è che ci hanno certificato che il depuratore funziona e il nostro mare è pulito, come viene ampiamente detto dal gip nella relazione che ci hanno notificato. Siamo sereni e tranquilli per il buon svolgimento dell'estate. L'impianto di depurazione continua a funzionare, non è stato sequestrato visto che il provvedimento riguarda solo la linea di trattamento dei fanghi. Siamo vicini anche alla Procura che giustamente mette in risalto un problema serio".

SICILIACQUE, LA “GIORNATA DEL SOLE” PER DIFFONDERE LA CULTURA AMBIENTALE

Siciliacque, gestore dei grandi impianti di approvvigionamento idrico regionale, ha organizzato la “giornata del sole” nel quadro delle iniziative volte alla diffusione della cultura ambientale e all’impiego delle energie alternative. L’appuntamento prevede la visita all’impianto di potabilizzazione di Sambuca di Sicilia nel corso della quale sarà illustrato l’impianto fotovoltaico già realizzato e in funzione dal 2013 ad una ricca platea di studenti provenienti da diverse aree dell’isola.
La manifestazione rientra nel “Progetto Scuole” che Siciliacque ha programmato per confermare l’impegno della Società di diffondere tra le giovani generazioni la cultura della conoscenza di un settore importante per la vita dei cittadini e dove il semplice gesto di aprire il rubinetto presuppone una capacità industriale di tante persone, consapevoli che il loro lavoro è essenziale per una cura costante del bene acqua.

CRIF E REF, SU AZIENDE IDRICHE BUONI EFFETTI NUOVE REGOLE

Nel comparto delle aziende idriche sono stati "buoni gli effetti della nuova regolazione" ed "ora è tempo di consolidamento". E' quanto emerge da uno studio condotto da Crif Ratings e Laboratorio Ref Ricerche sulle principali 100 società italiane del settore idrico, in particolare sui dati di bilancio di 95 società di gestione del servizio idrico integrato e delle quattro società quotate in Borsa: A2A, Acea, Hera e Iren.
In base all'analisi "il settore idrico manifesta un sensibile miglioramento degli indicatori economici e finanziari tra 2012 e 2014. Questo fenomeno trova la sua spiegazione nelle novità di governance del settore, introdotte con l'assegnazione di un mandato di regolazione a un'autorità nazionale indipendente".
A giudizio degli estensori della ricerca, infatti, "la regolazione ha conferito certezza ai flussi di cassa della tariffa e favorito un recupero delle tariffe rispetto ai costi del servizio". Alla luce di questo, viene quindi evidenziato, "è ora di pensare al consolidamento per raggiungere una scala finanziaria ed economica efficiente".
Guardando agli assetti proprietari, questi "non incidono sulle performance" delle aziende: la "natura della proprietà, pubblica, privata o mista - viene evidenziato da Crif Ratings e Laboratorio Ref - non influisce su tutti i principali indicatori economici e finanziari delle gestioni. Al più si segnalano costi del lavoro per addetto più elevati nelle gestioni a proprietà pubblica rispetto alle gestioni private e miste".
In ottica futura, "l'analisi di scenario per identificare i sentieri di crescita per aggregazione delle 100 gestioni muove dalla costruzione di cinque 'clusters' sulla base di criteri economico-finanziari, patrimoniali e dimensionali: la solidità patrimoniale, la leva finanziaria, la profittabilità e il bacino di utenza servito".

AMBIENTE

ECONOMIA CIRCOLARE, I RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE IN SENATO

Sono stati presentati in Senato i risultati della consultazione pubblica, svolta dalla Commissione Ambiente, sul pacchetto di proposte dell’Ue per l’economia circolare, che ha mirato ad acquisire le valutazioni degli operatori protagonisti delle misure che l’Italia dovrà varare entro il 2017. Nell’ambito della consultazione si sono svolte 21 audizioni informali in Commissione, 30 i portatori di interesse che hanno risposto ai questionari, 17 le memorie depositate e 8 i documenti trasmessi, per un totale di 55 contributi. Il quadro che ne è emerso delinea una serie di interventi non presenti ancora nel pacchetto Ue, ritenuti indispensabili dagli operatori del settore, tra cui: l’introduzione a livello europeo dell’obiettivo di incremento del 30% nell’efficienza dell’uso delle risorse al 2030; la presenza di indicatori sul consumo delle risorse nei c.d. “semestri europei”; obiettivi legalmente vincolanti di riduzione nella produzione dei rifiuti urbani, commerciali, industriali e alimentari; il divieto di conferimento in discarica entro il 2030 e quello di incenerimento entro il 2020, salvo che per rifiuti non riciclabili e non biodegradabili. Le criticità più diffusamente riscontrate sono risultate: la scarsa attenzione per il tema della raccolta differenziata, che non viene ancora resa obbligatoria; la poca chiarezza nella classificazione dei rifiuti, con particolare riferimento alle definizioni di “rifiuti urbani”, “sottoprodotti” ed “end of waste”; l’insufficiente chiarezza sulle responsabilità dei soggetti coinvolti nell’economia circolare, soprattutto in relazione alla responsabilità estesa del produttore e ai costi di gestione. Sul fronte dell’applicazione delle misure del pacchetto Ue sono emerse le seguenti difficoltà: assenza di adeguati sistemi per la gestione dei rifiuti, scarsa operatività del Sistri, carente applicazione della normativa vigente, assenza di indirizzi chiari per l’azione degli operatori di settore, obsolescenza di alcune disposizioni, limitazione della raccolta differenziata a sole cinque categorie di rifiuti, dunque con risultati non omogenei a livello territoriale, nonché la scarsa chiarezza del quadro informativo, tale da creare difficoltà per i cittadini nella gestione dei rifiuti.

CASSAZIONE, NIENTE TASSE COMUNALI SUI RIFIUTI SPECIALI

Non possono essere assoggettati alla tassa sui rifiuti (la 'Tia', ai tempi del ricorso) i locali destinati alla produzione in cui si determinano rifiuti speciali e non rifiuti urbani. Lo ha stabilito la Cassazione in relazione a un ricorso di un'impresa di Lamporecchio (PT) che chiedeva di non vedersi applicata la tassa rifiuti sulle aree produttive. Ne dà notizia la Cna, che ha assistito, insieme alla Confederazione di Pistoia, l'impresa nel percorso alla sentenza durato dieci anni e vari ricorsi.
Il tema della non applicazione della tassa rifiuti urbani sui rifiuti speciali, per i quali le imprese già sostengono i costi di raccolta e di smaltimento che sono effettuati da aziende specializzate, è più che mai attuale. ''Un anno fa il Ministero dell'Economia ha chiarito ufficialmente questo principio. Non è servito però a risolvere completamente il problema: parecchi Comuni infatti, continuano ad emanare Regolamenti non in linea con questo principio, o lo rispettano solo parzialmente'' evidenzia la Confederazione artigiana. ''In alcuni casi, anche laddove i Regolamenti sembrano coerenti, emergono situazioni contraddittorie nella concreta applicazione del tributo. Una situazione paradossale. Per questo motivo - conclude - oggi molte Cna territoriali sono impegnate a fianco delle imprese nella contestazione delle cartelle Tari''.

SCIOPERO FISE-UTILITALIA, FASSINO: RIPRENDERE TRATTATIVE

In vista dello sciopero nazionale proclamato dagli operatori per l’igiene pubblica del comparto Fise-Utilitalia per il 30 maggio, il presidente dell’Anci Piero Fassino ha rivolto un appello alle parti datoriali e sindacali affinché si torni al tavolo di trattativa e si possa proseguire un confronto che porti ad un accordo sul rinnovo del contratto collettivo nazionale. Uno sciopero nazionale, in una giornata che precede di poco la festività del 2 giugno, comporterebbe secondo l’Anci seri problemi di igiene e salute pubblica nelle città, con un pesante impatto su cittadini e turisti. “Sono fermamente convinto che ciò non rientri nelle finalità e negli obiettivi di alcuna delle parti in causa - ha dichiarato Fassino - e che sia possibile, per questo, una mediazione a beneficio di cittadini, amministrazioni e aziende
coinvolte. Auspichiamo pertanto che questo invito sia raccolto nelle prossime ore”.

PUGLIA, STRUTTURA COMMISSARIALE RIFIUTI: DELEGHE A SUB-COMMISSARI

È stato pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 58 del 19 maggio 2016 il decreto del presidente della Giunta regionale di delega ai sub-commissari delle competenze relative all’organizzazione della struttura commissariale per la gestione del ciclo dei rifiuti, limitatamente a ciascun ambito territoriale di riferimento. Per la Città metropolitana di Bari la competenza è assegnata ad Antonio Decaro, sindaco del capoluogo. Stefano Ippazio, sindaco di Taranto, è responsabile per la relativa Provincia. A Floriana Gallucci la competenza per la Provincia di Brindisi. In Provincia di Foggia la delega è assegnata a Gianfranco Grandaliano, presidente dell’Amiu. Delega al sindaco di Lecce, Paolo Perrone, per l’intero territorio provinciale. In Provincia di BAT la delega va al sindaco di Andria Nicola Giorgino.

GENOVA, OK A PIANO METROPOLITANO RIFIUTI

Un sistema integrato e modulato per far crescere anche oltre il 65% previsto per il 2020 le percentuali di raccolta differenziata e riciclo dei materiali come risorse, riducendo dalle attuali 300.000 all’anno a 86.000 le tonnellate di materiali residui in discarica. È l’obiettivo del piano metropolitano dei rifiuti adottato all’unanimità dal Consiglio metropolitano di Genova. La nuova impostazione, ha evidenziato il sindaco Marco Doria, prevede impianti diffusi e avanzati, compatibili per l’ambiente e finanziariamente più sostenibili, rispondendo alle indicazioni europee, nazionali e regionali. Il piano - che organizza il programma degli interventi e il modello gestionale per la differenziazione, il recupero e la valorizzazione dei rifiuti - punta innanzitutto sulla raccolta porta a porta ovunque sia praticabile sul territorio, ha spiegato il consigliere delegato all’Ambiente Enrico Pignone, e sulla massima riutilizzazione possibile delle frazioni organiche con impianti di pretrattamento, compostaggio e biodigestione. Sino al 2020 le gestioni saranno articolate sugli 8 bacini del territorio metropolitano, poi si passerà alla gestione unica per tutto l’ambito metropolitano, come prevede anche la legge regionale in materia. Qualche giorno prima dell’approvazione, Pignone ha annunciato che la Città metropolitana impugnerà dinanzi al Tar la recente decisione dell’Ato regionale rifiuti di attribuire alla discarica spezzina di Saliceti il conferimento della raccolta di tutta l’area del Tigullio composta dagli 8 Comuni costieri da Portofino a Moneglia più Casarza Ligure e Castiglione Chiavarese, scelta che l’ente contesta ritenendola sbagliata in un’ottica di economia di scala.

RIFIUTI, AMA: COLLABORAZIONE CON CONSIP PER BANDI E APPALTI

Ama collaborerà con Consip alla definizione dei bandi di gara e dei capitolati speciali di appalto per l’acquisizione di mezzi, attrezzature e servizi riguardanti la gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani. Lo fa sapere, in una nota, la stessa Ama spiegando che nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra il management di Ama guidato dal presidente Daniele Fortini e i vertici di Consip con a capo l’ad Luigi Marroni. L’incontro ha avviato una collaborazione nell’ambito delle gare che riguardano il settore dell’igiene urbana ed ambientale. Già oggi Ama utilizza gli strumenti d’acquisto di Consip, in particolare le convenzioni, per coprire molte delle sue necessità di approvvigionamento, dalla telefonia ai carburanti. La futura collaborazione investe le acquisizioni di beni e servizi che riguardano fabbisogni specifici dell’azienda, come l’acquisto e noleggio di compattatori, spazzatrici, camion, cassonetti e di tutte le attrezzature necessarie allo svolgimento delle proprie attività. La pianificazione di Ama per il prossimo triennio prevede infatti l’acquisto di automezzi speciali e di contenitori dedicati per la raccolta dei rifiuti, con un investimento complessivo stimato in oltre 100 milioni di euro. La collaborazione con Consip, dichiara il presidente Fortini, è strategica per un’azienda come Ama che ha più di 700 procedure di acquisto all’anno.

GARE HERA: PRESCRITTE ACCUSE IN PROCESSO BOLOGNA

Si è concluso con la dichiarazione di estinzione per prescrizione di tutti i reati contestati il processo davanti al Tribunale di Bologna a quattro persone all’epoca dei fatti funzionari della divisione ambiente di Hera e a due imprenditori, accusati a vario titolo di turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreto di ufficio, falsità e, in un caso, di abuso di ufficio. Il dibattimento, davanti al collegio presieduto dal giudice Valentina Tecilla, riguardava un’inchiesta della Procura di Bologna (pm Flavio Lazzarini) e della Guardia di finanza su presunte gare “pilotate” tra il 2007 e il 2008: ci sarebbero state “dritte” sugli appalti per far vincere imprese in danno di altre che pure avevano presentato offerte migliori. Alle ditte sarebbero state fornite informazioni riservate su gare a trattativa privata nel settore dei rifiuti, consentendo loro di ritoccare le proprie offerte al ribasso dopo aver conosciuto l’entità di quelle formulate dai concorrenti. Alcune aggiudicazioni di appalti, inoltre, erano state ritenute irregolari dall’accusa.
La società Hera, assistita dagli avvocati Guido Magnisi e Giulia Barbieri, era responsabile civile e uscì dal processo quando la parte civile, l’azienda Adaco, revocò la propria costituzione.

HERA, NUOVO BANDO PER GESTORE RAVENNA

Hera farà un nuovo bando di gara per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in provincia di Ravenna. Nei giorni scorsi la società multiservizi e i gestori (il raggruppamento temporaneo di imprese tra il consorzio Ambiente 2.0 e Orso Blu) avevano firmato la risoluzione consensuale del contratto, in seguito ai disagi che si erano verificati in tutta la provincia. Hera ha quindi chiesto al soggetto che si era classificato secondo nella gara di appalto (un'altra Rti, guidata dalla ravennate Ciclat) di subentrare nel contratto. Ricevendo però risposta negativa.
Attualmente, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti restano a carico di Ambiente 2.0: la risoluzione del contratto firmata il 13 maggio obbliga il consorzio a "garantire la continuità delle attività svolte fino al subentro del nuovo fornitore".

ACCAM DI BUSTO ARSTIZIO (VA), PIANO INDUSTRIALE CON CHIUSURA INCENERITORE NEL 2017

Nuovo piano industriale per Accam, il consorzio di Comuni dell’Alto milanese e del Varesotto per lo smaltimento dei rifiuti. L’Assemblea dei Comuni soci ha infatti deciso lo spegnimento dell’inceneritore entro il 2017 e la conversione dell’impianto esistente in uno nuovo per il trattamento dell’umido. Ne dà notizia La Provincia di Varese.
In Assemblea, non sono mancate frizioni tra i soci. L’assessore alle partecipate di Busto Arsizio Paola Reguzzoni è molto critica nei confronti della decisione dei soci: «Questa compagine azionaria ha totalmente fallito il proprio compito - ha detto - c’è il rischio di arrivare tra vent’anni, con un buco anche con quest’altro impianto, a chiedere ancora a Busto il sacrificio sulle aree di Borsano». In realtà la cifra economica che “balla” nel bilancio, rispetto alla possibilità di spegnimento dell’inceneritore con riconsegna dei terreni a Busto, sarebbe di appena 3,2 milioni di euro. «Meno dei 4 che la Regione ci aveva promesso per realizzare il revamping - sottolinea Reguzzoni - se si fossero chiesti questi soldi in Regione, si sarebbe risolto il problema, spegnendo entro il 2017 senza che i Comuni dovessero tirar fuori un euro».

ENERGIA

TLC, AUTHORITY: PER CONSUMATORI ELETTRICI CON FIBRA POSSIBILE RISPARMIO

Dall'"intersezione" tra rete elettrica e posa della fibra ottica nell'ultimo miglio per la banda ultralarga potrebbero derivare tariffe più basse per i consumatori di elettricità. Questo il parere fornito al Governo da Agcom e Aeegsi, come riportato dal Corriere della Sera.
Secondo il quotidiano, Palazzo Chigi ha chiesto alle due Authority il parere sul tema circa un mese fa. In base alla risposta delle Autorità "il consumatore elettrico non solo non pagherà costi occulti - scrive il Corriere della Sera -, ma addirittura potrebbe trarne profitto, perché i distributori (l'Enel ma anche le municipalizzate che volessero lanciarsi sulla stessa strada, o anche Terna) dovranno riconoscere come sconto da applicare poi alla tariffa elettrica una percentuale (si parla addirittura del 50%) del corrispettivo che incasseranno per recuperare i costi sostenuti per mettere a disposizione la rete".
Le condizioni tecnico-economiche di "aggrappo" della fibra all'infrastruttura elettrica sarebbero quindi non discriminatorie e valide per tutti, anche per Enel Open Fiber così come per Tim, Vodafone, Wind o altri operatori. "Fin qui i regolatori, ma è ovvio che la partita resta aperta", conclude l'articolo del Corriere della Sera.

GARE GAS, AEEGSI: CANONE DOVUTO ANCHE DOPO SCADENZA CONCESSIONE

“Non sembra che la scadenza ope legis della concessione implichi che il gestore sia titolato a svolgere transitoriamente il servizio, sino all’esito delle gare per l’affidamento del servizio per ambiti, senza dover corrispondere alcun canone”. La considerazione è dell’Autorità per l’energia, che l’ha condivisa con il ministero dello Sviluppo economico, e riguarda i casi di sospensione del pagamento del canone concessorio da parte dei distributori gas ai Comuni, oggetto di una recente protesta dell’Anci col governo. In proposito, scrive l’Aeegsi in una risposta a un quesito, l’art. 14, comma 7, del decreto legislativo 164/00 prevede esclusivamente che “gli enti locali avviano la procedura di gara non oltre un anno prima della scadenza dell’affidamento, in modo da evitare soluzioni di continuità nella gestione del servizio. Il gestore uscente resta comunque obbligato a proseguire la gestione del servizio, limitatamente all’ordinaria amministrazione, fino alla data di decorrenza del nuovo affidamento”. La norma, rileva quindi l’Autorità, si limita a stabilire l’obbligo di prosecuzione del servizio, senza entrare nel merito della regolamentazione del medesimo servizio e dei rapporti connessi (salvo circoscrivere la gestione all’amministrazione ordinaria); il silenzio normativo sulla questione “non pare di per sé sufficiente a escludere l’obbligo di pagamento dello stesso”. Sembra, piuttosto, che - in assenza di previsioni specifiche o contrarie - la gestione del servizio debba continuare a essere disciplinata come in precedenza e quindi secondo le previsioni della concessione scaduta, così come nulla cambia - in ordine al rapporto tra gestore e utenti - in relazione alla percezione della tariffa e all’erogazione del servizio. In aggiunta, l’Autorità rimarca come anche l’art. 46 bis del d.l. 159/07 presupponga di fatto che il canone possa essere pagato anche nell’attuale fase di prorogatio, laddove disciplina il possibile aumento dello stesso fino al 10% del vincolo sui ricavi come facoltà dei Comuni interessati dalle nuove gare.

TAR: LA GESTIONE DELL'ILLUMINAZIONE PUBBLICA AL PRIVATO E' CONCESSIONE

La procedura di gara per l'affidamento del servizio di pubblica illuminazione con finanziamento tramite terzi e' qualificabile quale concessione di servizi, anziche' come appalto, (misto) di (lavori e di) servizi. Ne dà notizia l’agenzia Radiocor.
Pertanto alla luce dell'articolo 30 del Dlgs 163/2006, ratione temporis applicabile alle gare espletate precedentemente all'entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici, la procedura de qua e' esclusa dall'applicazione del Codice.
Lo stabilisce il Tar Campania, sezione distaccata di Salerno, con la sentenza della Prima sezione n. 1165/2016. Oggi sul Quotidiano degli enti locali e della Pa.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA, RISPARMI FINO A 400 MLN CON SISTEMA ANTI-SPRECHI

Si chiama Public Energy Living Lab (PELL) ed è un sistema di gestione messo a punto dall’Enea per monitorare e rendere trasparenti i consumi nell’illuminazione pubblica. In particolare, il sistema PELL consente di programmare interventi di efficientamento sugli 11 milioni di punti luce in Italia che potrebbero portare a risparmi fino a quasi 400 milioni di euro l’anno, pari a circa un terzo della bolletta degli 8.000 Comuni italiani per l’illuminazione pubblica. Già in fase di sperimentazione in 20 Comuni, PELL è stato inserito da Consip nella convenzione “Servizio Luce 4” come strumento di monitoraggio della qualità del servizio di illuminazione pubblica. Di fatto, i fornitori che si aggiudicheranno la gara dovranno compilare e caricare sulla piattaforma PELL la scheda censimento con i dati degli impianti assegnati. L’infrastruttura informatica garantirà così un’attività “super partes” di monitoraggio dei consumi e di quantificazione dei risparmi conseguiti grazie agli interventi di riqualificazione messi in campo dagli operatori. PELL è una piattaforma digitale per raccolta dati, rilevazioni, diagnostica dei consumi energetici, analisi delle prestazioni degli impianti; grazie al monitoraggio costante e alla valutazione delle prestazioni consente di innovare profondamente le modalità di gestione dell’illuminazione pubblica, un settore che consuma 5,9 TWh all’anno con una spesa di circa 1 miliardo di euro. La riqualificazione del sistema di illuminazione pubblica nazionale, attraverso interventi di efficienza aventi come oggetto la sostituzione delle tecnologie illuminanti e le modalità di gestione degli impianti (come ad esempio il telecontrollo) permetterebbe di abbattere di oltre un terzo i consumi di energia, con 1 milione di t in meno di CO2.

GARE GAS, UDINE: TUTELE PER DIPENDENTI ACEGASAPSAMGA

Mantenimento dei lavoratori di AcegasApsAmga, in caso di vincita della gara, proroga della scadenza del bando per la gara per il servizio di distribuzione del gas ai primi mesi del 2017, un quesito al Mise e all’Autorità per l’energia sulla possibilità di inserire nel bando di gara delle specifiche clausole sociali di tutela dei lavoratori: sono i punti discussi durante l’incontro tenutosi nei giorni scorsi tra il sindaco di Udine, Furio Honsell, e le segreterie territoriali di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Il Comune, in quanto azionista di Hera, ha avuto rassicurazioni da parte della multiutility sul mantenimento dei lavoratori di AcegasApsAmga nel regime previdenziale ex Inpdap qualora vinca la gara. Honsell ha poi annunciato che il Comune, in qualità di stazione appaltante, è intenzionato a prorogare la scadenza del bando almeno ai primi del 2017 (la scadenza attuale è fissata al 4 luglio). L’amministrazione ha inviato all’Autorità e al ministero un quesito sulla possibilità di inserire nel bando di gara delle specifiche clausole sul mantenimento del vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in luogo dei contratti a tutele crescenti previsti dal Jobs Act e sull’imposizione nel bando dell’applicazione della vecchia gestione ex Inpdap al nuovo vincitore, in modo da mantenere l’iscrizione al sistema previdenziale di provenienza.

GARE GAS: SOSPESA TORINO 3, RINVIATA PERUGIA 2

II comune di Pinerolo, stazione appaltante della gara in procedura ristretta per l’affidamento del servizio di distribuzione gas nell’Atem Torino 3, ha sospeso i termini in attesa delle verifiche di legge dell’Autorità per l’energia sui documenti di gara. Il termine era fissato al 31 maggio prossimo. L’Autorità dovrà pronunciarsi, tra l’altro, sui dati dei Comuni in cui si sono riscontrati scostamenti fra VIR e RAB superiori al 10%. In vista della gara, Acea Pinerolese, tra i maggiori gestori dell’ambito insieme a Italgas, ha avviato in gennaio una procedura per la ricerca di un partner. Rinvio di un mese e mezzo invece dei termini per la gara di Perugia 2 (v. Staffetta 28/01), sempre per attendere gli esiti delle valutazioni di legge dell'Autorità per l'energia sulla documentazione. Lo ha stabilito il Comune di Foligno con determina dello scorso 17 maggio. Il termine slitta dal 16 ottobre al 30 novembre. Si tratta del quinto rinvio sulla quindicina circa di gare bandite finora. Nelle settimane precedenti era stato il turno di Venezia 1, Milano 1, Monza e Brianza 1 e Torino 2. Sono invece sospese fino a nuovo ordine altre quattro gare: oltre a Torino 3, si tratta di Biella, Massa Carrara e Alessandria.

TREVISO, 29 COMUNI IN CONVENZIONE PER IL SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE GAS

Ventinove Comuni trevigiani hanno firmato la convenzione per l’affidamento a un unico soggetto del servizio di distribuzione del gas naturale. Per il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, «ne beneficeranno i cittadini sia dal punto di vista economico che per la qualità del servizio».
Tra i firmatari, oltre al capoluogo, ci sono Maserada, Montebelluna, Paese, Ponzano, Quinto, Roncade, Silea, Spresiano, Villorba. Il valore del servizio si aggira intorno ai 20 milioni l’anno per 12 anni. Ciascun Comune potrà percepire un reddito annuo qualora sia proprietario (in tutto o in parte) della rete.
La convenzione disciplina i rapporti intercorrenti tra la stazione appaltante Comune di Treviso e i 29 Comuni aderenti all’ambito. La procedura di gara per l’individuazione del gestore sarà garantita dalla stazione appaltante.

AUTO ELETTRICA: DA NISSAN E A2A RICARICA VELOCE A MILANO, A BREVE INCENTIVI

Nissan, A2A e il Comune di Milano hanno inaugurato il più grande piano urbano in Italia di infrastrutture pubbliche di ricarica rapida per i veicoli elettrici, che dota il capoluogo meneghino di 12 colonnine pubbliche veloci e raddoppia il numero totale ad oggi presente sull’intero territorio nazionale. Ciò consentirà di ricaricare l’80% della batteria dei veicoli elettrici in massimo 30 minuti, rendendo più agevole il loro utilizzo e contribuendo all’abbattimento delle emissioni inquinanti. Nissan ha progettato e fornito le colonnine alla città realizzando con A2A, che ha sviluppato un proprio sistema di gestione della ricarica: una infrastruttura all’avanguardia che rimarrà a titolo gratuito al Comune di Milano. Le colonnine di ricarica rapida pubbliche passano così da 0 a 12 unità, potenziando l’infrastruttura attuale gestita da A2A che a Milano si compone di 34 colonnine accessibili al pubblico. La rete E-moving di A2A conta 150 postazioni di ricarica. Per accedere alla infrastruttura di ricarica di A2A è sufficiente abbonarsi al servizio E-moving di A2A, che dà diritto a ricariche illimitate, tramite l’apposito sito e-moving.it. Il progetto E-moving è nato nel 2010 dalla volontà di A2A di guidare lo sviluppo delle reti di ricarica elettrica e contribuire concretamente all’abbattimento delle emissioni inquinanti. “Questa collaborazione con Nissan e il Comune di Milano - ha dichiarato l’ad di A2A, Valerio Camerano - è un altro importante tassello della nostra visione di Smart City, una città più intelligente, moderna, efficiente nei consumi e più semplice da vivere”. Camerano ha anche detto che entro la fine del mese è atteso un provvedimento del governo per gli incentivi alla mobilità elettrica in Italia, frutto delle proposte di un gruppo di lavoro di cui A2A fa parte insieme ad altre utility.

AUTO ELETTRICHE, UMBRIA: 360.000 EURO PER RETI DI RICARCIA

La Giunta regionale umbra, su iniziativa dell’assessore all’Ambiente Fernanda Cecchini, ha approvato lo schema della manifestazione di interesse per la presentazione di proposte progettuali finalizzate allo sviluppo delle reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, da finanziare con risorse pari a circa 360.000 euro assegnate dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Dei finanziamenti potranno beneficiare sia soggetti pubblici che soggetti privati, in quanto le risorse a disposizione saranno ripartita in 4 parti: infrastrutture di ricarica pubbliche (40%, pari a 143.358,40 euro), impianti di distribuzione carburante (30%, pari a 107.518,80 euro), infrastrutture di ricarica private accessibili al pubblico (15%, pari a 53.759,40 euro) e infrastrutture di ricarica private (15%, pari a 53.759,40). Non potranno accedere al finanziamento, invece, i progetti per le tipologie di ricarica per veicoli a pedalata assistita come, ad esempio, biciclette e velocipedi. Tra i requisiti richiesti rientra la coerenza del progetto con le finalità stabilite e il rispetto delle tempistiche di realizzazione. Inoltre, si terrà conto di alcune priorità, quali la collocazione dell’impianto nelle vicinanze di poli di attrazione, come scuole, università, servizi, e altri luoghi d’interesse, nonché la posizione che occupano sulle strade di maggior importanza o più soggette a traffico.

AUTO ELETTRICHE, BERLINO PROLUNGA ESENZIONE BOLLO

Nella legge per sostenere le auto elettriche il governo tedesco inserirà, oltre al già annunciato bonus di 4.000 euro, anche il prolungamento dell’esenzione dal pagamento del bollo auto da 5 a 10 anni. Lo riferisce l’agenzia di stampa Dpa che ha visionato in anteprima il progetto che il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble presenterà alla riunione di gabinetto. Le nuove norme avranno valore retroattivo a partire dal gennaio di quest’anno. Incentivi fiscali sono previsti anche per quelle imprese che daranno la possibilità ai propri dipendenti di ricaricare le batterie delle proprie auto elettriche in azienda. Finora era stata resa nota l’introduzione di un bonus di 4.000 euro per l’acquisto di una vettura elettrica e di 3.000 euro per un’auto ibrida.

EFFICIENZA, FVG: VERSO PROGETTI CON ESCO E BANCHE

Ridurre il consumo energetico e i costi delle pubbliche amministrazioni attraverso finanziamenti privati e il contributo di fondi europei, nell’ottica di un sostanziale rinnovamento nei campi dell’illuminazione stradale, del riscaldamento, ma anche della mobilità, con l’introduzione di un significativo impulso all’uso dei veicoli elettrici. Questo l’obiettivo perseguito dalla direzione centrale Ambiente ed energia della Regione Friuli-Venezia Giulia, che ha organizzato un incontro a Trieste per consultare gli operatori del mercato delle Energy Service COmpany (ESCO) e gli intermediatori finanziari, quindi le banche. Come ha spiegato Sebastiano Cacciaguerra, direttore del servizio Energia della Regione, l’incontro ha chiuso un ciclo di appuntamenti dedicati alla costruzione di un percorso che punta in prima battuta alla futura selezione (apertura termini delle manifestazioni di interesse il prossimo giugno) di una serie di progetti presentati dalle Pa del territorio. Una volta redatta la lista dei beneficiari verrà avviata la fase dei bandi, che saranno rivolti principalmente alle ESCO, le quali ricoprono il ruolo di soggetti realizzatori oltre che di finanziatori assieme alle banche. In questo contesto, per entrambi il margine di profitto consiste nel risparmio generato, nel corso del tempo, a seguito dell’innovazione apportata. Nella rete dei finanziamenti è prevista anche la possibilità di poter accedere al Fondo per gli investimenti di assistenza tecnica European Local ENergy Assistance (ELENA) gestito dalla Banca europea per gli investimenti (Bei), il cui contributo ha un ordine di grandezza di 1 milione di euro su 20 di costo complessivo. Nel 2018, in caso di valutazione positiva da parte della Bei, si potranno avviare i primi lavori e, nel caso della mobilità, promuovere un utilizzo maggiore dei veicoli elettrici.

FVG, MOZIONE PER AUMENTO CANONI USO IDROELETTRICO

Il Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia ha approvato una mozione che dispone di rivedere i canoni per le grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico. La Regione, in base alla normativa, definisce infatti con un proprio regolamento i canoni demaniali relativi alle concessioni di derivazione d’acqua. Non avendo l’amministrazione regionale in precedenza adempiuto a questa disposizione, l’attuale Giunta ha provveduto a costituire un Comitato per la predisposizione del regolamento. Finora, il Friuli-Venezia Giulia, non avendo un regolamento proprio, ha definito l’adeguamento delle cifre in base ai periodici aggiornamenti dell’Istat. Nell’attuale fase attuale di rideterminazione entrano in gioco, oltre che una maggiore entrata finanziaria per la Regione, anche - in base a un decreto ministeriale del 2015 - eventuali forme di compensazione ambientale aggiuntive rispetto a quella già previste nella vigente legislazione energetica nel campo delle fonti rinnovabili. Alla luce di tutto ciò, il documento deliberato dall’Aula dispone che il regolamento venga approvato entro il prossimo novembre, per allinearlo ai canoni delle altre Regioni, e che sia comprensivo anche della parte afferente alle compensazioni ambientali. Inoltre c’è l’impegno di verificare la possibilità che i sovracanoni che la legge prevedeva a favore delle Province - ormai in via di superamento - siano attribuiti, in virtù della ridistribuzione delle competenze, ai Comuni rivieraschi. Infine l’amministrazione regionale si farà parte attiva, in sede di Conferenza delle Regioni, affinché sia aperto un tavolo con lo Stato e le altre Regioni al fine di studiare la revisione dei canoni sulla base dei nuovi principi sanciti dalla Direttiva Quadro Acque.

TAP: CERIMONIA DI INIZIO COSTRUZIONE, AL VIA CANTIERE IN ITALIA

Cerimonia a Salonicco per l’avvio dei lavori di costruzione del Trans Adriatic Pipeline. Il gasdotto di 878 km trasporterà il gas del Caspio ai principali mercati europei. È stata avviata con una cerimonia a Salonicco, in Grecia, la costruzione del gasdotto Tap, infrastruttura che attraversando Grecia e Albania porterà in Italia e in Europa il gas azero del Mar Caspio. Presenti - oltre al top management degli azionisti di Tap (BP, Socar, Snam, Fluxys, Enagàs e Axpo) - il primo ministro greco Alexis Tsipras, il premier georgiano Georgi Kvirikashvili, il vice primo ministro dell’Azerbaigian Yaqub Eyyubov e il suo omologo albanese Niko Peleshi, il vicepresidente della Commissione europea e commissario per l’Unione energetica Maroš Šefcovic, l’inviato speciale e coordinatore per gli affari energetici internazionali degli USA Amos Hochstein, il ministro dell’Energia della Turchia Berat Albayrak, il ministro dello Sviluppo economico dell’Italia Carlo Calenda, il ministro dell’Energia della Bulgaria Temenuzhka Petkova e il segretario di Stato dell’Ufficio federale per l’energia della Svizzera Walter Steinmann. Tutti gli intervenuti hanno sottolineato il carattere strategico dell’opera, che costituisce la parte europea del Corridoio Sud del Gas e che consegnerà 10 miliardi di mc all’anno di nuove forniture a partire dal 2020. La cerimonia si è conclusa con l’apposizione delle firme dei rappresentanti dei diversi paesi e di Tap su un tubo del gasdotto, del diametri di 48”. Ha intanto preso il via a Melendugno (LE), a meno di un giorno dalla scadenza dei permessi, l’allestimento del cantiere del gasdotto. Operai di una delle ditte appaltatrici dei lavori per conto di Tap hanno iniziato ad alzare una recinzione nell’area in cui dovrebbe sorgere il cantiere.