Quindici

Anno XVI numero 31

Periodico telematico “Quindici”. Newsletter a carattere informativo. Registrato al tribunale civile di Roma sezione per la stampa e l’informazione il 5 agosto 2002 al n. 496. Edito da UTILITALIA Servizi Srl piazza Cola di Rienzo 80/A - 00192 Roma

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ARCHIVIO

STAMPA

INFORMAGENDA

22 settembre
Convegno

I Decreti Madia: quale futuro per le partecipate?

Utilitalia

07 ottobre
Workshop

Illuminare l'Acqua

Utilitalia e AIDI

07 ottobre

Sefit 10

Sefit/Utilitalia

08 novembre
20^ Edizione. La piattaforma tecnologica per la Green e Circular Economy nell'area Euro-Mediterranea

Ecomondo

Rimini Fiera

19 novembre

SERR 2016 - Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti - 8^ edizione

CNI Unesco, Ministero Ambiente, Utilitalia, Anci

LA NOTIZIA

DISCARICHE E DEPURAZIONE, GALLETTI: “REGIONI IN RITARDO CON RICHIESTA FONDI”

Le Regioni non richiedono i fondi cui hanno diritto per la bonifica delle discariche e per la depurazione delle acque reflue: lo ha detto il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti durante un question time alla Camera.
Sulle discariche abusive, ha ricordato Galletti, il Ministero ha adottato un Piano straordinario di bonifica per 45 siti (ora scesi a 40), in attuazione della legge di stabilità 2014. Grazie a questa attività, la Commissione Ue ha stralciato altre 22 discariche abusive dalla lista di quelle che oggi obbligano l’Italia al pagamento di una sanzione pecuniaria comminata con sentenza della Corte di giustizia europea. L’effetto immediato è l’abbassamento della sanzione semestrale dovuta a 27,8 milioni di euro, dagli oltre 42 milioni stabiliti inizialmente con la sentenza. Una buona notizia, commenta Galletti, ma non basta “perché le discariche sono ancora troppe e la multa in ogni caso inconcepibile per un Paese come l’Italia. Molte Regioni non stanno rispondendo come è necessario - sottolinea il ministro -, specie per quanto riguarda l’istanza di erogazione dei fondi: per questo nomineremo a breve, come previsto dalla legge, un Commissario straordinario chiamato a gestire le risorse necessarie”. Le 22 discariche, di cui 7 contenenti rifiuti classificati come pericolosi, si trovano in 9 Regioni: 5 in Calabria, 4 in Abruzzo, 4 in Liguria, 3 nel Lazio, 2 in Toscana e 1 in ciascuna delle Regioni Lombardia, Puglia, Campania ed Emilia-Romagna.
Quanto agli interventi relativi alla depurazione, sono 5 le Regioni che non hanno presentato istanza per incassare le risorse del Fondo dedicato alla realizzazione del Piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica (90 milioni di euro per il periodo 2014-2016, con esclusione delle Regioni del Mezzogiorno già destinatarie di fondi Fsc assegnati dal Cipe), più una Provincia autonoma. Complessivamente, sono sinora stati trasferiti 28,5 milioni di euro a Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, mentre la Toscana ha in corso il perfezionamento della richiesta di trasferimento. Non hanno presentato domanda, a causa della mancata aggiudicazione dei lavori, le Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Umbria e la Provincia autonoma di Trento.

MONDOUTILITIES

SCHEMA DLGS TESTO UNICO SPL: OK DALLA COMMISSIONE BILANCIO DELLA CAMERA

La Commissione Bilancio della Camera ha concluso nei giorni scorsi ed espresso parere favorevole sullo schema di decreto legislativo recante testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale.
Il viceministro dell'economia e delle finanze Enrico Morando ha fornito i chiarimenti alle richieste avanzate dal relatore Antonio Misiani, assicurando che i soggetti pubblici interessati dalle disposizioni contenute negli articoli da 5 a 8, in materia di assunzione e gestione del servizio, svolgeranno gli adempimenti previsti nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, dal momento che le predette disposizioni stabiliscono le modalità di svolgimento di attività già di competenza degli enti locali. Ha quindi evidenziato come gli adempimenti previsti dagli articoli 15, 16 e 17 - che attribuiscono all'Aeegsi anche le funzioni di regolazione, sanzionatorie e di controllo del ciclo dei rifiuti, così rinominandola in Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) - Morando ha segnalato come lo stesso non comporti nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, considerato che l'Autorità provvede al proprio finanziamento con i contributi a carico degli operatori del settore. Le nuove funzioni saranno assolte avvalendosi del personale già in forza all'Autorità o di quello che sta per essere assunto ad esito delle procedure concorsuali di reclutamento che sono ormai in fase conclusiva, e pertanto non occorrerà variare l'aliquota del predetto contributo per far fronte alle nuove funzioni.
Infine le risorse collegate alle misure di premialità contenute nell’articolo 33 sono quelle già previste dalla legislazione vigente.

TAR LOMBARDIA: OK AD AEEGSI PER PREZZI ELETTRICI LUGLIO-SETTEMBRE

Il Tar per la Lombardia, con l’ordinanza n. 1185/2016, ha stabilito che, nelle more della definizione della questione nel merito, torna efficace l’aggiornamento delle condizioni economiche del servizio di vendita dell’energia elettrica in maggior tutela per il terzo trimestre del 2016, deciso dall’Autorità con delibera 354/2016/R/eel e provvisoriamente sospeso con decreto dello stesso Tar nel mese di luglio. Il Tribunale aveva bloccato, su richiesta delle associazioni Codacons e Comitas, l’applicazione dell’aumento del 4,3% del prezzo dell’energia elettrica deciso dall’Autorità perché determinato da condotte anomale sul mercato del dispacciamento di cui dev’essere verificata la legittimità.
I giudici amministrativi, pronunciandosi nuovamente su un’istanza cautelare avanzata dalle due associazioni, hanno ritenuto di “dover soddisfare le esigenze cautelari rappresentate dai ricorrenti mediante la sollecita definizione nel merito della controversia”; intanto, però, hanno voluto “disporre una misura cautelare atipica” ordinando all’Autorità - “impregiudicata l’efficacia dei provvedimenti impugnati”, per non ledere nemmeno l’interesse degli operatori all’integrale copertura dei costi del servizio - di adottare, entro 40 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, un provvedimento - ad efficacia subordinata all’accoglimento del ricorso di merito - con il quale siano predeterminate sin da ora le modalità per gli eventuali rimborsi automatici ai clienti finali nel caso il ricorso venga accolto. Si ricorda che AEEGSI aveva proposto istanza di revoca - dichiarata inammissibile lo scorso 28 luglio - al decreto cautelare del giudice monocratico n. 911 del 19 luglio con il quale era stata decisa la sospensione degli aggiornamenti tariffari.
La trattazione di merito del ricorso è fissata al 16 febbraio 2017.

JANELLO TORRIANI, UTILITALIA PROMUOVE LA MOSTRA SUL GENIO IDRAULICO E MECCANICO DEL RINASCIMENTO

Una mostra dedicata ad un genio in parte sconosciuto, frutto dello studio e della passione di un gruppo di ricercatori, di fondazioni culturali, del comune di Cremona e della collaborazione - tra gli altri - di Utilitalia. La mostra “Janello Torriani. Genio del Rinascimento” ha aperto le porte del Museo del violino di Cremona, con un allestimento originale e ambizioso che ospiterà i visitatori fino al gennaio 2017.
Il nome di Torriani è quasi sconosciuto, anche se in vita era spesso affiancato a quello di Archimede. Egli riuscì ad affascinare i due più potenti sovrani del suo tempo, da Carlo V al figlio Filippo II che lo vollero al loro fianco, considerandolo un genio come per noi oggi è Leonardo da Vinci.
A differenza di Leonardo, Janello Torriani non sapeva dipingere, era uomo rozzo e tutt’altro che nobile, eppure le sue grosse mani da fabbro sapevano creare meraviglie che tutta l’Europa ambiva: meccanismi sofisticatissimi, gestiti da combinazioni meccaniche elaborate che a noi oggi sono garantite dalla tecnologia più avanzata. Dalla sua mente e dalle sue mani uscivano orologi perfetti, nelle loro decine di funzioni, e bellissimi. Meravigliosi automi che suscitavano l’ammirazione e lo stupore delle Corti. Fu lui a elaborare le applicazioni della sospensione cardanica tutt’ora di uso quotidiano, ma che prese il nome da un altro, il Cardano appunto.
Nato intorno al 1500, costruì per Carlo V il più complesso orologio planetario della storia mosso da circa 1800 componenti meccaniche chiamato Microcosmo. Fu infatti lui ad inventare la prima fresatrice per la costruzione delle ruote dentate. L’impresa richiese più di vent'anni per la progettazione e tre per la costruzione.
Non si tirava indietro davanti a nessuna sfida, neppure a ciò che pareva a tutti impossibile, come il sollevare le acque del Tago sino alla sommità dell’Alcazar di Toledo. Costruì infatti per il Re di Spagna la prima macchina ciclopica della storia che elevava acqua per cento metri di altezza (quasi come il Torrazzo di Cremona) portando 18 mila litri di acqua al giorno al castello reale lungo un percorso di 300 metri.
La fama di Torriani lo portò a partecipare alla riforma gregoriana del calendario: nessuno
come lui conosceva la perfezione del tempo.
L’iniziativa è stata realizzata dal Comune, dalla Fundación Juanelo Turriano, dalla Fondazione Arvedi Buschini, da Unomedia, e curata da Cristiano Zanetti e Cinzia Galli, Conservatrice del Museo di Storia Naturale di Cremona.
Per informazioni: Mostra Torriani.

ABBANOA, CASSAZIONE: MURTAS RESTA DG

Sandro Murtas rimane direttore generale di Abbanoa, gestore dl servizio idrico integrato in Sardegna: la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Procura di Cagliari dopo che il Tribunale del Riesame del capoluogo sardo aveva annullato, lo scorso aprile, la decisione del gip Giampaolo Casula di sospendere Murtas dalle sue funzioni. La sospensione era stata richiesta dal pm Giangiacomo Pilia, titolare di un’inchiesta su presunti abusi d’ufficio che sarebbero stati commessi in azienda. Le motivazioni della Cassazione saranno rese note tra qualche giorno.

ABC NAPOLI: REVOCATO CDA, POTERI A MARINA PAPARO

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha firmato il decreto di revoca dei componenti del consiglio di amministrazione di Abc Napoli, l’azienda speciale del Comune che gestisce il servizio idrico. Contestualmente, de Magistris ha firmato il decreto sindacale di “affidamento dei poteri del presidente e del consiglio di amministrazione di Abc Napoli all’Avv. Marina Paparo, nelle more della definizione delle procedure per la costituzione dell’organo di amministrazione dell’azienda”.
Si procederà alla nomina del nuovo Cda con urgenza, ha dichiarato il primo cittadino di Napoli, perché “bisogna immediatamente attuare e consolidare il processo finalizzato al ciclo integrato delle acque”. Il sindaco assicura che con il Cda uscente “non c’è mai stata dissonanza sull’obiettivo acqua pubblica”, ma è stata riscontrata una “inadeguatezza a gestire l’azienda”, che ha bisogno di essere rafforzata per portare a compimento l’esperienza napoletana “allargandola alla città metropolitana”.

ACA, PUBBLICATO AVVISO PER NUOVA GOVERNANCE

È stato pubblicato nei giorni scorsi l’avviso per la ricerca di candidati alla nomina del nuovo organo amministrativo dell’Aca. L’avviso è rivolto alla ricerca di candidature per il consiglio di amministrazione (presidente o consigliere), o di un nuovo amministratore unico: nel corso dell’ultima assemblea dei soci del 10 settembre, infatti, è stata rinviata la nomina della nuova governance dell’azienda, alla quale ha rinunciato l’attuale amministratore unico Vincenzo Di Baldassarre, mentre è stata approvata con il voto favorevole di 32 Comuni la proposta di mettere la gestione dell’azienda in mano a un Cda. Il via libera alla pubblicazione dell’avviso è arrivato dal collegio sindacale composto da Roberto Costantini (presidente), Alberto Cerretani e Carlo Garofalo, provvisoriamente subentrato nella gestione della società. I curricula dei candidati, che potranno essere inviati entro le ore 12 del 26 settembre, saranno poi sottoposti al vaglio dell’assemblea dei sindaci.

A2A, INTESA CON TELECOM PER SVILUPPO RETE FIBRA

Un memorandum d’intesa tra A2A e Telecom Italia, non esclusivo, per lo sviluppo comune delle infrastrutture in fibra ottica a Milano: è la notizia circolata nei giorni scorsi, secondo cui Telecom potrà utilizzare le canaline di A2A per la posa della fibra ottica o progettare sviluppi comuni sulla rete. L’alleanza con A2A riguarderebbe inizialmente le aree di Milano in cui Telecom Italia non utilizza la rete di Metroweb, ma l’accordo potrebbe presto estendersi alle città di Bergamo e Brescia. Sarebbe inoltre imminente la firma di un’intesa in Emilia-Romagna tra la stessa Telecom e un’altra utility. “Stiamo dialogando con tutti i soggetti. Anche con Enel”, ha dichiarato il presidente di A2A Giovanni Valotti, interpellato da MF-Dow Jones. L’intesa con Telecom, ha spiegato Valotti, “è un accordo non vincolante e non esclusivo. Per questo stiamo dialogando con tutti per valutare in quali città creare una collaborazione che minimizzi i costi dell’infrastrutturazione”.

ACQUALATINA, OK SOCI A BILANCIO 2015

L’assemblea dei soci di Acqualatina, gestore del servizio idrico integrato in Provincia di Latina, ha approvato il bilancio 2015 della società, chiuso con un utile di circa 10 milioni di euro. Nel corso dell’assemblea, stando a quanto riferisce la stampa locale, si è consumata una spaccatura tra i soci pubblici, con parte dei sindaci in disaccordo con l’attuale gestione della società: gli stessi che già in una precedente assemblea avevano chiesto le dimissioni del Cda di Acqualatina e vorrebbero tornare a una gestione interamente pubblica del servizio idrico integrato acquistando le quote del socio privato, Idrolatina (Veolia), che intanto starebbe valutando di vendere la propria partecipazione ad Acea. Con le decisioni dei soci si è intrecciato anche il ruolo della banca irlandese Depfa Bank, che nel 2008 ha avuto in pegno da 10 Comuni le azioni di Acqualatina per la concessione di un mutuo alla società; il meccanismo del pegno implicherebbe, nel caso si verifichi un “evento rilevante” come la mancata applicazione del bilancio aziendale, la possibilità che la banca si sostituisca ai Comuni ad essa legati dal contratto per scongiurare eventuali rischi. Eventualità che non si è verificata in quanto i sindaci interessati, anche se “dissidenti” rispetto all’attuale assetto della società, hanno abbandonato l’assemblea al momento del voto. Approvato il bilancio, Acqualatina ha ribadito che esso non presenta nessuna anomalia tecnica e che si tratta di un documento revisionato e certificato da una società di fama internazionale e comprovata professionalità. Idrolatina, invece, ha voluto sottolineare che non intende discutere, per quanto riguarda i propri rappresentanti, la richiesta di dimissioni del vertice di Acqualatina avanzata da alcuni sindaci, mentre non ha voce in capitolo riguardo alla rappresentatività dei membri di parte pubblica.

VICENZA: POSITIVO BILANCIO CONSOLIDATO DI COMUNE, AIM E ACQUE VICENTINE

Per il terzo anno consecutivo, i dati del bilancio consolidato confermano che il sistema costituito da Comune di Vicenza, Aim e Acque Vicentine “è assolutamente sano e produce utili impiegati in investimenti e in servizi a favore dei cittadini, senza spreco di risorse nel rispetto dei criteri di economicità ed efficienza”: questo il commento dell’assessore alle Risorse economiche e alle Politiche del lavoro di Vicenza, Michela Cavalieri, circa i conti del 2015 del Comune e delle sue principali partecipate. Il documento, diventato obbligatorio per tutti i Comuni dopo una fase sperimentale a cui Vicenza ha preso parte, mette in evidenza le risultanze economiche dei servizi pubblici gestiti dall’amministrazione comunale e dalle società di cui l’ente detiene una quota superiore al 50%; nel caso di Vicenza, Aim è controllata al 100% e Acque Vicentine al 58,19%. Il patrimonio netto consolidato del gruppo - ha precisato Cavalieri, commentando la delibera destinata al consiglio comunale assieme all’amministratore unico di Aim Paolo Colla e al direttore di Acque Vicentine Fabio Trolese - nel 2015 risulta pari a 668 milioni di euro, mentre l’utile è di 10 milioni di euro, di cui 300.000 euro relativi al Comune. Il totale dell’attivo ammonta a 1,2 miliardi. Il debito, per tutte e tre le realtà, risulta sotto controllo. Aim Vicenza nel 2015 ha registrato un utile di circa 7,6 milioni di euro e investimenti per 19 milioni di euro. Acque Vicentine segna un utile pari a 3,2 milioni di euro e investimenti per 15 milioni.

SICILIACQUE, MASSIMO RATING DI LEGALITA’ DALL’ANTITRUST

L’Autorità Garante della Concorrenza ed il Mercato ha attribuito al gestore idrico Siciliacque il massimo punteggio (tre stellette) nel Rating di Legalità. Il Rating di legalità rappresenta un prestigioso riconoscimento del lavoro svolto dalla società sin dalla sua nascita, adeguando il suo comportamento a principi di correttezza e responsabilità ed operando per il raggiungimento di risultati di sostenibilità adeguati a mantenere costante la cura del bene acqua.
Stefano Albani, ad di Siciliacque dal 2005, ha sottolineato che “con l’ottenimento di questo importante riconoscimento per la nostra Società prosegue il cammino intrapreso fin dalla nascita della società stessa sottolineando due valori per noi imprescindibili quello della Trasparenza e quello della Responsabilità. Nel 2012 è stato strutturato il nostro sistema di valori definito SMART (Sostenibilità, Merito, Appartenenza, Responsabilità e Trasparenza) un sistema che abbiamo definito un “Sistema Intelligente di Valori” e nel quale ogni stakeholders a partire dai dipendenti si deve riconoscere. Dobbiamo - ha proseguito Albani - non solo porre attenzione a “cosa” facciamo ma anche, e soprattutto, a “come” lo facciamo. Per noi la visione strategica del nostro modo di “fare Azienda” passa anche attraverso il considerare l’Azienda stessa come veicolo ed esempio di “comportamenti corretti e responsabili”.

SEFIT 10, CASERTA 7 OTTOBRE. PROTOCOLLO CON MIBACT PER CIMITERI MONUMENTALI

Il tradizionale appuntamento annuale di approfondimento di temi concernenti il settore funebre e cimiteriale organizzato da Utilitalia SEFIT si terrà a Caserta il prossimo 7 ottobre (c/o Camera di Commercio, a partire dalle ore 10). Quest’anno il tema sarà Memoria e ritualità - Qualità e innovazione nei servizi funerari. Tra gli obiettivi del nuovo appuntamento quello di conoscere meglio le realtà del Mezzogiorno e illustrare ai partecipanti le proposte studiate dalla SEFIT per la valorizzazione del settore funerario.
Il giorno seguente (8 ottobre) è prevista la firma del Protocollo tra il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo e Utilitalia SEFIT, finalizzato alla valorizzazione dei cimiteri monumentali. Saranno presenti i vertici del Mibact e della Federazione, cui sarà offerta una visita guidata alla Reggia di Caserta.
Per Mauro Felicori, direttore della Reggia e per anni presidente dell'ASCE (Association of singificant cemeteries in Europe), il protocollo è “un atto politico e istituzionale di prima grandezza. La prima volta che il Mibact riconosce nel modo più autorevole i cimiteri come beni culturali, come già hanno fatto il Consiglio d'Europa, con l'inserimento fra gli Itinerari culturali, e la stessa Commissione europea con il premio Europa Nostra. Per me personalmente è una gioia immensa”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal nuovo responsabile della SEFIT Pietro Barrera, il quale ha curato assieme ai dirigenti ministeriali la stesura del protocollo: "Questo protocollo è centrato in particolare sul "turismo della memoria" e sulla valorizzazione del patrimonio storico-artistico dei cimiteri, ma l'aver posto i riflettori su questo particolare profilo del sistema cimiteriale italiano non potrà che fare emergere i problemi che lo attanagliano e le soluzioni necessarie; la convergenza di impegno con lo Stato per la valorizzazione culturale dei cimiteri e il nuovo ordinamento dei servizi cimiteriali e funebri, sono le due facce della stessa medaglia".

ACQUA

BARI, ECCO UNICO: TELELETTURA E TELEGESTIONE MULTISERVIZIO

È stato presentato a Bari, nel padiglione dell’Acquedotto Pugliese alla Fiera del Levante, U.N.I.Co. (Urban Network for Integrated Communication), il progetto pilota messo in campo sin dal 2014 da e-distribuzione (Enel), Acquedotto Pugliese, Rete Gas Bari (Amgas) e Comune di Bari per l’integrazione dei sistemi di telelettura e telegestione, sia per le utenze domestiche gas, acqua e calore, sia per l’illuminazione pubblica del capoluogo pugliese. Il progetto è in fase di sperimentazione su 3 aree, con differenti densità abitative, e riguarda circa 10.000 utenze per la telegestione integrata “punto-multipunto” di gas, acqua, calore e altri servizi di pubblica utilita`. L’obiettivo è quello di testare in campo modelli integrati per realizzare reti piu` efficienti e abilitare nuovi servizi ai cittadini di Bari in logica “smart city”, in risposta alle richieste dell’Autorità per l’energia che ha finanziato il progetto. In questo contesto, e-distribuzione rende disponibili il proprio know-how e le proprie infrastrutture per favorire lo sviluppo di servizi e funzionalità anche non direttamente legati alla rete elettrica. In pratica, utilizzando una rete già esistente, U.N.I.Co. ottimizza la gestione delle utenze pubbliche e private in modo economico e con un impatto ambientale minimo, evitando la necessità di creare nuove e costose infrastrutture dedicate. Il termine della fase sperimentale è previsto per luglio 2018. In occasione dell’avvio delle installazioni, Amgas ha predisposto diversi canali di comunicazione, oltre a quelli obbligatoriamente previsti, per minimizzare l’impatto della sostituzione del contatore per i baresi, ma anche di creare un diffuso clima favorevole all’uso di questa nuova tecnologia. Ai cittadini viene spiegato, ad esempio, che l’innovazione consentirà loro di avere a disposizione i dati energetici e monitorare i consumi delle proprie case. Il servizio di diagnostica e monitoraggio dell’illuminazione pubblica, messo a disposizione dall’amministrazione comunale, costituisce invece un possibile punto di partenza per altri servizi che possano avvalersi dell’infrastruttura già esistente.

ACQUEDOTTO LUCANO, SOSPENSIONI PER 1.914 UTENZE CONDOMINIALI MOROSE

“In Basilicata ci sono 1.914 utenze condominiali che da tempo non pagano il servizio idrico e che hanno prodotto un debito di 6.243.000 euro: un comportamento dannoso anche nei confronti di quegli utenti che onorano con puntualità le fatture”. Con questa motivazione Acquedotto Lucano annuncia la propria decisione di “dare seguito ai molteplici e infruttuosi solleciti di pagamento, ricorrendo alla sospensione della fornitura di acqua potabile”. Sono già partiti i telegrammi con i quali i condomini vengono messi al corrente della prossima sospensione (entro 15 giorni, come previsto da Regolamento e Carta del servizio), un’attività della quale sono state informate da tempo anche le Prefetture e i sindaci. A subire la sospensione del servizio saranno utenze la cui morosità supera i 500 euro (ma talvolta, precisa il gestore, si oltrepassano anche i 100.000 euro) e per le quali Acquedotto Lucano istituirà un servizio sostitutivo per assicurare comunque l’accesso all’acqua, il cosiddetto “minimo vitale”. Ai condomini morosi l’azienda è anche disposta a concedere un piano di dilazione, spiega l’amministratore unico della società Michele Vita, “ma nell’ambito della certezza dell’impegno che si assume, affinché nessuna condotta inadempiente finisca per legittimare comportamenti che vanno a discapito dell’intera collettività”. Già con una campagna di recupero del credito dovuto da villaggi e residence turistici del Metapontino e del Tirreno il gestore ha regolarizzato 235 delle 259 utenze fino ad ora interessate, recuperando da subito circa mezzo milione di euro, mentre somme per 1,8 milioni di euro sono state rateizzate. La campagna, che comprende anche altre utenze commerciali, prosegue con la finalità di recuperare ulteriori 2,2 milioni di euro.

LA SPEZIA, ACAM AFFIDERA’ IL SERVIZIO DI LETTURA CONTATORI

1.2 mln per potenziare il servizio di lettura dei contatori ed evitare ai cittadini maxi conguagli. È l’iniziativa di Acam Acque, gestore idrico integrato dell’area spezzina, che ha affidato ad una società esterna la lettura dei 130mila contatori sparsi su tutto il territorio provinciale: la gara per l'assegnazione del servizio fino al 2019 è al rush finale, con i nuovi letturisti che entreranno in servizio da novembre.
La scelta della società è anche dettata dall'esigenza di rispettare i nuovi parametri di erogazione dei servizi al pubblico disposte dall'Aeeg, tra i quali anche quello di una maggiore frequenza nella lettura dei contatori per fornire ai clienti una fattura puntuale sui consumi effettuati.
“Un'azione necessaria per stare al passo con le nuove linee guida disposte dall'Aeeg per una maggiore qualità del servizio, che prevedono indennizzi al consumatore e penalità alla società qualora i servizi non rispettino determinati standard qualitativi - spiega l'amministratore unico della società Luca Piccioli -. In questo modo, si potranno garantire due, tre letture all'anno per ogni contatore: più verifiche si fanno, più puntuale sarà la fatturazione, evitando il rischio di maxi bollette. Aumenteranno anche le possibilità di individuare le perdite della condotta idrica”.

CALTAQUA, INVESTIMENTI 2016-2019 PER 10,4 MLN

Un programma di investimenti da 10,4 milioni di euro, tutti fondi privati, spalmati nel quadriennio 2016-2019 e finalizzati ad ammodernare, riqualificare e rendere sempre più performanti le infrastrutture del servizio idrico integrato su tutto il territorio nisseno. È quanto prevede il piano di investimenti di Caltaqua - Acque di Caltanissetta, che si sviluppa principalmente lungo tre direttrici: sicurezza degli impianti, miglioramento dell’efficienza della rete fognaria, potenziamento della resa degli impianti di depurazione. Nel dettaglio, circa 1,7 milioni serviranno per interventi concernenti il ripristino delle fonti di approvvigionamento idrico, 1,6 milioni per la rete fognaria e gli impianti di sollevamento, 1,2 milioni per la messa in sicurezza di serbatoi e impianti a servizio della rete idrica, altri 3 milioni per l’adeguamento, il miglioramento e la messa in sicurezza degli impianti di depurazione. Caltaqua sottolinea di aver già effettuato vari interventi di manutenzione straordinaria, volti ed eliminare soprattutto problemi di carattere ambientale, e di aver avviato l’esecuzione di diversi interventi su tutto il territorio provinciale, tra i quali i principali riguardano l’impianto di depurazione di Cammarella, nel capoluogo, e l’adeguamento dell’impianto di sollevamento delle acque reflue di Acropoli nel Comune di Gela.

VIVERACQUA, 800 MLN DI INVESTIMENTI TRA 2014 - 2018. FONDO PENSIONE TRA GLI INVESTITORI

Oltre 800 milioni di euro investiti in un progetto pubblico veneto: 296 milioni già realizzati e 516 milioni programmati da qui al 2018. Nei giorni scorsi a Marghera (VE), il Consorzio Viveracqua ha presentato i risultati frutto dei progetti e dei piani di investimento legati alla grande operazione di finanza innovativa a marchio Hydrobond.
Partito con due soci nel giugno 2011, Viveracqua è oggi un Consorzio che raggruppa 14 realtà pubbliche in house che rappresentano 530 Comuni di tutte le province venete, un fatturato complessivo 2015 di 880 milioni di euro a servizio di 4,2 milioni di abitanti.
Uno dei risultati raggiunti è stata l’acquisizione di strumenti di finanziamento inediti per il mondo dei servizi pubblici idrici ma che ha permesso un aumento esponenziale delle opere legate al ciclo dell’acqua in Veneto: entro il 2018 investimenti per 550 milioni di euro su acquedotti, fognature e depuratori in più di 1.200 cantieri. Il bilancio ad oggi è più che positivo: solo nel biennio 2014-2015 Viveracqua ha totalizzato 296 milioni di euro di investimenti che hanno permesso l’avvio di 410 cantieri, l’adeguamento di 260 km di rete d’acquedotto e la posa in opera di 270 km di fognature.
La ricaduta occupazionale tra addetti diretti e indiretti, secondo i calcoli del Laboratorio Ref, è di 4.960 occupati con una ricaduta dello 0,2% sul Pil regionale. Le aziende coinvolte e attivate in questo percorso hanno beneficiato di commesse per un importo medio di oltre 93 mila euro e sono state più di 800, l’85% sono imprese venete.
Nato nel 2014 il progetto Hydrobond è un’operazione di finanziamento strutturata da banca Finint con Veneto Sviluppo co-arranger e la Banca europea degli investimenti in qualità di investitore principale dell’emissione dei minibond. Ulteriori investitori che hanno partecipato all’operazione sono Veneto banca, il fondo Pensione Solidarietà veneto (1 miliardo di patrimonio gestito) e la Bcc di Brendola.
Quello che si è creato tra questi soggetti veneti è un vero e proprio sistema virtuoso di nuovo finanziamento che non deve esaurirsi o restare legato solo al comparto idrico. Lo dice chiaramente Paolo Stefan, direttore del Fondo pensione Solidarietà veneto: “Il nostro Fondo sta incrementando le adesioni e anche le risorse da investire ai fini di un’adeguata remunerazione degli associati a rischio calibrato. Stiamo selezionando il quarto fondo con cui investire, ora siamo in due diligence. Quanto a comparti ci interessano molto le infrastrutture, dove selezioneremo un progetto nel 2017 e l’immobiliare con una view legata al territorio”. Solidarietà veneto, spiega Stefan “investirebbe preferenzialmente nel territorio veneto ma oggi non ci sono opportunità né soggetti a massa critica rilevante per investimenti come quello attuato con gli hydrobond”.
“Il modello è replicabile - risponde Fabio Trolese, presidente Viveracqua - ma servono progetti per avere i finanziamenti e un consenso diffuso per lavorare insieme, così come un Dna comune. Noi stiamo procedendo cercando concertazioni con le aziende, mettendo a fattor comune i lavoratori in un dialogo non facile con il territorio. La legislazione non ci aiuta e oggi forse il percorso di costituzione di Viveracqua, alla luce del decreto Madia, sarebbe più difficile”.
“Le necessità nel territorio ci sono - chiude Gianmarco Russo, dg Veneto Sviluppo Spa - vanno identificate le forme tecniche ma prima vanno fatte le reti e aggregati i soggetti. Il monito deve essere quello della necessità reciproca”.

DEPURAZIONE, AQP: DAL 2013 INVESTITI 530 MLN, ORA FOCUS RIUSO

La depurazione e il riuso delle acque reflue, l’utilizzo di avanzati sistemi tecnologici di trattamento dei fanghi per uso agro-industriale e una nuova normativa che snellisca le procedure di riutilizzo in tutta la Puglia: questo il focus del convegno “Depurazione e trattamento fanghi - Stato e prospettive in Puglia” tenutosi nei giorni scorsi in Fiera del Levante al padiglione 170, uno spazio che l’assessorato regionale all’Ecologia e l’Acquedotto Pugliese hanno dedicato ai temi dei riuso e del riciclo consapevole con la collaborazione del Politecnico di Bari. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il vicepresidente di Aqp Lorenzo De Santis,. Emiliano ha ripercorso il ruolo dell’Acquedotto Pugliese e la sua funzione essenziale per il benessere della Puglia e di gran parte del Mezzogiorno, sottolineando poi lo sforzo che la Regione sta facendo oggi - creando sinergie tra Aqp, Politecnico di Bari e Autorità idrica pugliese - per avviare una politica e un’economia del riuso delle acque, in particolare per la destinazione dei fanghi a uso agricolo. L’Aqp gestisce 185 depuratori in tutta la Puglia. Fra il 2013 e oggi nel settore sono stati investiti circa 530 milioni di euro, dei 720 milioni a disposizione, rivenienti da fondi comunitari e fondi Cipe. Al centro dell’attenzione, ora, c’è la promozione del riuso: secondo il vicepresidente della società idrica, Lorenzo De Santis, “il riutilizzo delle acque reflue è un tema determinante non solo a livello locale ma ben oltre i confini nazionali. Lo dimostrano le sinergie avviate con Università italiane e straniere, con in testa il Politecnico di Bari, per affrontare il problema prima che diventi emergenza”. L’obiettivo del nuovo corso di Aqp, ha sottolineato De Santis, “è quello di non sprecare una sola goccia d’acqua proveniente dal trattamento dei reflui”. Oltre a condurre una collaborazione attiva con aziende come Amiu Bari e Foggia, Aqp si sta preparando - insieme al Politecnico di Bari - a recarsi in Grecia in ottobre per un confronto tecnico nell’ambito di un progetto dell’Unione europea, che mira a ridurre al minimo gli sprechi sia delle acque potabili che delle acque reflue.

SISMA, ALATI (CIIP): ADEGUARE RETE VECCHIA DI 60 ANNI

Ciip, gestore del servizio idrico integrato nelle Province di Ascoli e Fermo, sta lavorando da giorni per effettuare tutte le riparazioni necessarie dopo il terremoto che il 24 agosto ha colpito il Centro Italia, in particolare nelle zone più danneggiate, ma “superata la fase di emergenza occorre subito pensare all’adeguamento di una rete idrica vecchia di 60 anni”. Lo ha detto Giacinto Alati, presidente della società idrica, a margine di un incontro tenutosi ad Arquata del Tronto (AP) tra gli amministratori locali e il commissario alla ricostruzione Vasco Errani. Ciip serve una popolazione di 400.000 abitanti, ha ricordato Alati, e non si può pensare di andare avanti senza investimenti e risorse per l’ammodernamento degli impianti. “Questo vale per la gestione ordinaria - ha precisato Alati - ma tanto più per le situazioni critiche. Mi auguro che le istituzioni ne tengano conto”. Tranne fenomeni di torbidità delle acque segnalati nei primissimi giorni, il sisma non ha provocato effetti significativi sulla qualità dell’acqua fornita ai centri principali delle Province di Ascoli e di Fermo. L’azienda ha provveduto a sospendere i termini di pagamento delle fatture a tutti gli utenti dei Comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montefortino, Montegallo e Montemonaco, come previsto dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) per i territori colpiti dal terremoto; in questi Comuni, inoltre, il gestore non sta richiedendo agli utenti il costo relativo alle operazioni di cessazione, subentro e stipula di nuovi contratti di fornitura.

ABANO TERME (PD), DEPURATORE RINNOVATO CON 1,8 MLN

Un investimento di 1,8 milioni di euro per rinnovare il depuratore di Abano Terme (PD), migliorando il sistema di trattamento, consentendo un significativo risparmio energetico e l’abbattimento degli odori: si tratta dell’intervento messo in atto da AcegasApsAmga (gruppo Hera), presentato nei giorni scorsi al termine di un anno di lavori. L’intervento, unico in Veneto e fra i pochissimi in Italia per dimensioni e tecnologia adottata, fa rientrare pienamente l’impianto nel Piano di tutela delle acque della Regione Veneto e lo pone fra le eccellenze regionali nel campo della depurazione. In particolare, gli interventi effettuati sul depuratore - tarato sul fabbisogno di 35.000 abitanti equivalenti per 3,3 miliardi di litri di acque trattate all’anno - sono serviti a rendere più efficace la rimozione di azoto e fosforo, nonché l’abbattimento della carica batterica e delle particelle in sospensione. Cuore dell’intervento di adeguamento è stato il completo rinnovo del trattamento biologico delle acque, con l’introduzione di una tecnologia a cicli alternati. Le tecnologie adottate, peraltro, consentono di abbattere di circa il 20% la produzione di fanghi di scarto, nonché di risparmiare almeno 100.000 kWh di energia all’anno, pari al 10% dei consumi del processo biologico, un risparmio che si traduce in circa 45-50 tonnellate di CO2 in meno emesse in atmosfera ogni anno. Il depuratore, inoltre, è ora dotato di un impianto di trattamento aria scrubber che abbatte drasticamente gli odori emessi. Infine, per quanto riguarda le acque in uscita, sono state introdotte sia la microfiltrazione (per trattenere le piccole particelle ancora eventualmente sospese in acqua) che la disinfezione con raggi ultravioletti, che consente di aggredire virus e batteri sopravvissuti al trattamento biologico senza ricorso a liquidi disinfettanti.

HERA, IN BUONE ACQUE 2016: NUOVA EDIZIONE PER IL REPORT QUALITA’

Nuova edizione per il report del Gruppo Hera “In buone acque”, che fotografa il ciclo idrico e tutte le sue prestazioni nei territori gestiti dalla multiutility emiliana. Performance positive su controlli di rete e investimenti (oltre 127 mln nel 2015), ottima qualità dell’acqua del rubinetto, garantita da oltre 730.000 analisi (2.000 al giorno) di cui oltre 120.000 solo nel bolognese.
Oltre alla versione cartacea disponibile presso gli sportelli del Gruppo, è possibile scaricare il report online all’indirizzo dal sito del gestore. gestore.

FVG, 2015 CASE DELL’ACQUA: EROGATI 20 MILIONI DI LITRI

Nel 2015 le 128 Case dell’acqua installate in tutto il Friuli-Venezia Giulia hanno erogato 20 milioni di litri di acqua “consentendo il risparmio di 600 tonnellate di rifiuti di plastica e la riduzione di circa 4mila tonnellate di emissioni di CO2 in un anno”: lo ha reso noto l’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito intervenendo al convegno “Case dell’acqua. Nuove forme di gestione di una risorsa preziosa”, organizzato dal Dipartimento di scienze economiche e statistiche (Dies) dell’Università di Udine in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Animaimpresa e il patrocinio della Regione. Vito ha ricordato come l’utilizzo dell'acqua pubblica, da realizzarsi anche attraverso le Case dell’acqua, sia una delle finalità del Programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti, approvato in febbraio dall’amministrazione regionale. “L’uso sociale del ‘bene acqua’ - ha dichiarato - è uno dei temi fondanti dell’economia circolare, che considera il riuso la formula vincente per coniugare progresso e sostenibilità ambientale e credo che la consapevolezza che tutti siamo oggi protagonisti di una fase di transizione che porterà a nuove forme di utilizzo di un bene così prezioso come l’acqua sia diffusa e profonda nella nostra Regione”. I dati presentati sono quelli che l’associazione di promozione sociale Animaimpresa, per conto del Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati, aggiorna annualmente, rilevandoli tramite contatto diretto con i gestori del servizio idrico, i Comuni e le aziende installatrici di impianti di erogazione. La prima Casa dell’acqua in Friuli-Venezia Giulia è stata installata nel 2010, a Tavagnacco (UD).

CAP, DA EXPO 4 NUOVE CASE DELL’ACQUA PER IL MILANESE

Noviglio, Gorgonzola, Lainate e Magenta: sono i quattro Comuni del Milanese in cui a settembre si inaugurano quattro nuove Case dell’acqua installate dal gruppo CAP e provenienti da Expo 2015. In particolare, le strutture hanno servito i visitatori dell’Esposizione universale di Milano nella zona del Barhein, nel Children Park e nei cluster del caffè e del riso. Entro la fine dell’anno - promette il presidente del gestore idrico, Alessandro Russo - saranno riposizionate tutte le Case dell’acqua che il gruppo CAP ha installato in Expo, dove hanno erogato oltre 9 milioni di litri di acqua nei 6 mesi di esposizione universale, che equivalgono a più di 18 milioni di bottigliette di plastica da mezzo litro. Ideate per Expo, le Case dell’acqua sono state riassegnate attraverso un concorso di idee per valorizzare il territorio, aperto a tutti i Comuni dell’area metropolitana di Milano. Tra le proposte arrivate ne sono state selezionate 18 in base a criteri di rilievo artistico, culturale o paesaggistico, affluenza e accessibilità. La prima ricollocazione è avvenuta il 20 marzo, in occasione delle celebrazioni della Giornata mondiale dell’acqua, a Cassina de’ Pecchi, e sono già 12 le strutture che rivivono nel territorio milanese (Pieve Emanuele, Solaro, Gudo Visconti, Canegrate e Rodano, oltre a due strutture che sono tornate nell’area Expo, a Cascina Triulza e nella zona dell’Open Air Theatre). Il 10 settembre scorso è stata inaugurata la Casa dell’acqua di Noviglio, il 17 toccherà a Gorgonzola per poi proseguire il 24 con Lainate e il 25 a Magenta. Le prossime tappe per la ricollocazione delle Case dell’acqua realizzate per Expo saranno Garbagnate, Cinisello Balsamo, Senago, Marcallo con Casone, Cernusco, Bollate, Robecchetto con Induno e Sesto San Giovanni.

AMBIENTE

RIFIUTI, TAR UMBRIA: CORRETTA GARA ATI 1

Con sentenza n. 593/2016 il Tar dell’Umbria ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla società di nettezza urbana Esa di Gualdo Tadino (PG) che chiedeva di annullare l’avviso di gara riguardante l’individuazione del gestore unico dei rifiuti nell’Ati 1 umbro tramite procedura ristretta. La società aveva richiesto diverse volte una proroga del termine per la presentazione delle domande di partecipazione, sempre rifiutata dall’Ati, e non aveva inoltrato la propria domanda. Il giudice amministrativo, oltre a dichiarare l’impossibilità da parte di Esa di presentare tale ricorso, specifica nel merito le ragioni per cui il bando non presentava vizi formali. In proposito, il sindaco di Città di Castello (PG) Luciano Bacchetta ha sottolineato che ora la gara può proseguire spedita, auspicando che possa concludersi in tempi celeri. Il sindaco precisa inoltre che il ricorso presentato dall‘Esa, di fatto, abbia condizionato i tempi di celebrazione della gara, che si sono dilatati anche per la necessità di procedere alle verifiche preventive con riferimento agli operatori economici che hanno chiesto di essere invitati alla seconda fase di gara. Il sindaco evidenzia, infine, “la correttezza delle procedure avviate con la gara di ambito, che sono state oggetto più volte di passaggi consiliari nei 14 Comuni dell’ambito stesso e che hanno previsto la massima partecipazione da parte dei Comuni stessi in sede di definizione delle condizioni di gara”. Sulla gara l’Esa ha anche inviato una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione, che ha aperto un fascicolo in merito.

NAPOLI, OK A PIANO DI FATTIBILITÀ PER ECODISTRETTO

La Giunta comunale di Napoli, su proposta del vicesindaco Raffaele Del Giudice, ha approvato la delibera dello studio di fattibilità - presentato dall’azienda di igiene urbana Asia - per la realizzazione, nell’area orientale di Napoli, di un ecodistretto di media grandezza al fine di incrementare ulteriormente i livelli di raccolta differenziata del Comune.
Si tratta di un impianto per la separazione e il successivo trattamento della frazione secca e dell’umido della raccolta differenziata. Tutti gli aspetti tecnico operativi - dalle tecnologie, dal materiale da utilizzare per la sua realizzazione (che dovrà essere completamente eco-compatibile), alle dimensioni, alla capacità di trattamento dei quantitativi ed ogni altro aspetto tecnico dell’ecodistretto - saranno concertati con la Municipalità e il territorio in tutte le sue articolazioni (associazioni, comitati e singoli cittadini) in ogni fase della realizzazione. Il piano di fattibilità verrà ora inviato alla Regione Campania per le valutazioni in ordine al finanziamento dell’opera.

RIFIUTI, SICILIA: SUPPORTO CONSIP PER GARE, DDL IN ASSEMBLEA

Sarà Consip, la società che coadiuva le amministrazioni pubbliche per gli acquisti di beni e servizi, a supportare con proprio personale la Regione Siciliana nell’individuazione tramite gara pubblica dei 18 concessionari che gestiranno il sistema di raccolta dei rifiuti in ciascun ambito territoriale. È quanto emerso nel corso di un incontro tecnico a Roma tra il dirigente del Dipartimento rifiuti Maurizio Pirillo e il dirigente generale del ministero dell’Ambiente Mariano Grillo.
Ciascun concessionario individuato siglerà un contratto di servizio di durata pluriennale (almeno 7-10 anni) con ciascun Comune della Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti (Srr) di riferimento. Non è esclusa la proroga fino a marzo 2017 dell’ordinanza sui rifiuti emanata in Regione nel giugno scorso, dopo l’intesa con Roma per lo smaltimento di 700.000 tonnellate di rifiuti l’anno con l’ausilio di termovalorizzatori; in Sicilia è prevista la costruzione di 6 impianti: 2 da 200.000 tonnellate saranno realizzati, rispettivamente, a Palermo e a Catania, gli altri 4, di dimensioni ridotte, fra Trapani e Agrigento, Caltanissetta ed Enna e nel Messinese.
Intanto, è stato incardinato in Commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana il ddl sull’organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti. Il termine fissato per presentare emendamenti al testo è il 30 settembre, data entro la Commissione svolgerà una serie di audizioni sul testo di legge.

RIFIUTI, LA LENTE DELLA COMMISSIONE ECOMAFIE SU AMA

La commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti acquisirà la documentazione relativa alle nomine, alle delibere, ai passaggi amministrativi degli ultimi tre anni avvenuti in Ama di Roma. Il nuovo approfondimento dell'organo bicamerale presieduto dal deputato Alessandro Bratti attraverserà sia i sedici mesi della giunta di Ignazio Marino, sia gli otto mesi del commissario Francesco Paolo Tronca, fino ai giorni nostri e alle ultime decisioni della giunta a cinque stelle guidata da Virginia Raggi.
Un lavoro che si innesterà sulle due relazioni già in possesso della Commissione sugli anni precedenti, con l'obiettivo di trovare gli elementi di continuità (o discontinuità) tra l'epoca pre-chiusura di Malagrotta, con il sistema incentrato sugli interessi di Manlio Cerroni già in larga parte finito a processo, e quello successivo, con il rimodellamento del sistema-rifiuti senza il centro di gravità della discarica di Malagrotta. La commissione, del resto, sta ancora studiano il corposo dossier depositato dall’attuale assessora Paola Muraro, audita dai parlamentari insieme alla sindaca.
Analoga indagine è in corso presso la Procura di Roma, con il pm Alberto Galanti che sta scavando nel complesso giro di autorizzazioni tecnico-amministrative per gli impianti di trattamento.

RIFIUTI, PM DDA: “LE IMPRESE MAFIOSE SIEDONO AI TAVOLI DECISIONALI”

"L'impresa mafiosa che lucra nel settore dei rifiuti non è più un'impresa violenta ma un'impresa che ha fatto tesoro della violenza utilizzata nel passato per utilizzare l'intelligenza frutto di tale esperienza. Tale 'intelligenza' risiede nella capacità di sedersi ai tavoli decisionali".
Lo ha affermato Catello Maresca, sostituto procuratore della Repubblica di Napoli, in forza alla Direzione Distrettuale Antimafia, intervenuto nei giorni scorsi al Forum internazionale sull'economia dei rifiuti promosso dal consorzio Polieco a Ischia (NA).
"L'impresa mafiosa si fa forte dell'immediata disponibilità di denaro, di ignorare i soliti adempimenti burocratici che le imprese legali rispettano e di avere con i dipendenti dei rapporti particolari, ecco perché il settore dei rifiuti resta un settore pericoloso", ha aggiunto il pm antimafia.
Di passi avanti, lo Stato, ne ha fatti, secondo Maresca, rimodernando il quadro normativo di riferimento sulla base di una "chiarezza e coerenza" cui il legislatore si è adeguato. Con il riconoscimento degli "eco reati si è finalmente riconosciuta con una sanzione particolarmente rilevante e come disvalore penale" determinati atti illeciti. Anche con il "sistema nazionale di protezione ambientale si stanno facendo passi in avanti", ha concluso Maresca.

RIFIUTI, 6 ARRESTI E 31 INDAGATI PER TRAFFICO ILLECITO

Fanghi di depurazione non trattati sversati in alcuni terreni agricoli in Provincia di Pisa e di Firenze che avrebbero fruttato benefici economici sia all’impresa che avrebbe svolto l’attività illecita sia ai proprietari dei terreni, nonché improprio trattamento di alcuni scarti di lavorazione provenienti dal ciclo produttivo della carta (c.d. pulper): è questa la ricostruzione operata nell’ambito di un’indagine che nei giorni scorsi ha portato a una massiccia operazione di polizia tra Toscana, Campania e Veneto, con l’esecuzione di 6 arresti, 8 misure interdittive e sequestri di beni per più di 7 milioni di euro.
A dare esecuzione al provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Firenze Angelo Pezzuti, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, sono stati 120 forestali e 250 finanzieri. L’inchiesta vede coinvolti complessivamente 31 soggetti a vario titolo indagati per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di un ente pubblico e falsità ideologica.
Al centro delle indagini, lo smaltimento illegale di circa 80.000 tonnellate di rifiuti a partire dal 2013, principalmente in territorio toscano. Due i principali filoni dell’indagine: uno relativo a pulper che, non correttamente trattato da alcune aziende, conteneva sostanze chimiche tossiche e molto nocive per la salute (derivati della plastica, polistirolo, fanghi originati dalla de-inchiostrazione della carta) ma veniva persino disperso nell’ambiente tramite incenerimento, con un illecito guadagno di 2,2 milioni di euro a cui si aggiungono i circa 75.000 euro di risparmi dovuti alla mancata corresponsione dell’ecotassa regionale; l’altro focalizzato sull’attività di una società pisana che, riuscendo a praticare prezzi particolarmente competitivi, era divenuta leader nel trattamento dei prodotti reflui originati da diversi depuratori di fanghi industriali della Toscana e, attraverso la connivenza di alcuni proprietari agricoli appositamente pagati, riversava sui loro appezzamenti di terreni - circa 800 ettari nei Comuni pisani di Peccioli, Palaia, Laiatico, Chianni, Pontedera, Crespina Lorenzana, Fauglia e Montaione (FI) - fanghi altamente nocivi (almeno 45.000 tonnellate). In questo caso i proventi illeciti ottenuti sarebbero pari a circa 2,5 milioni di euro.

RIFIUTI: TRAFFICO CAMPANIA-SICILIA, IN TRE VERSO IL PROCESSO

È stata denominata “Rifiuti lontani” l’operazione che ha accertato un traffico illecito di oltre 15.000 tonnellate di rifiuti tra Sicilia e Campania, con un giro d’affari di 1,5 milioni di euro nei primi mesi del 2011, periodo in cui era in corso l’emergenza rifiuti campana. La Procura della Repubblica di Messina ha disposto la richiesta di rinvio a giudizio per due rappresentanti legali di società di gestione e di trasporto attivi nel settore dello smaltimento rifiuti solidi urbani di Tufino e Giugliano in Campania (NA) e un amministratore della Tirrenoambiente, società che gestiva la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea (ME). Le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Messina e condotte dai finanzieri della Tenenza di Barcellona Pozzo di Gotto (ME). L’operazione ha permesso di accertare che l’ingente materiale trasportato, non derivante da raccolta differenziata, non poteva essere trasferito nella discarica siciliana poiché, come dimostrato dalle analisi effettuate dall’Arpa di Messina, era stato sottoposto soltanto ad operazioni di triturazione e vagliatura meccanica, ma non anche alla necessaria biostabilizzazione aerobica, procedura finalizzata ad assicurare la stabilità biologica dei rifiuti per il successivo stoccaggio a lungo termine. Secondo gli inquirenti, gli indagati avevano occultato la reale natura dei rifiuti attribuendo loro un diverso codice di trasporto. Contestato il reato di traffico illecito di rifiuti, che prevede la pena della reclusione sino a un massimo di 6 anni.

GENOVA, AMIU: NUOVE INIZIATIVE PER DECORO URBANO

Il Comune di Genova e Amiu lanciano una serie di iniziative per il decoro urbano, articolata su una pluralità di interventi e caratterizzata dal coinvolgimento dei Municipi e dei cittadini. Si parte con una attività straordinaria, fino alla fine dell’anno, per la rimozione di rifiuti ingombranti e voluminosi abbandonati per le strade della città.
Amiu ha affidato infatti a tre cooperative l’incarico di intervenire in tutti i Municipi, nelle zone dove gli abbandoni sono più frequenti e in quelle segnalate dai cittadini. Le tre squadre opereranno rispettivamente una per il Centro, una per il Ponente, una per il Levante, sotto il coordinamento di Amiu e secondo una mappatura e una scala di priorità che saranno condivise con i Municipi.
L’attività andrà avanti continuativamente per coprire il periodo necessario al completamento della nuova gara - in corso di pubblicazione - per il ritiro ingombranti a domicilio, che consentirà di tornare alla piena operatività di un servizio che era entrato in crisi a seguito di vicende giudiziarie. Si prevede che la gara si concluda entro fine anno per avere i servizi operativi a gennaio 2017. Sia questa gara che quella del ritiro della carta dei bidoncini da 240 a 1.000 litri, anch’essa in corso di pubblicazione, prevedono l’applicazione della “clausola sociale” di salvaguardia dei lavoratori ex Switch e Giglio già impegnati nel precedente appalto, permettendo di occupare nuovamente 34 persone.
Oltre a questi interventi, l’assessore comunale all’Ambiente Italo Porcile ha anticipato i contenuti di una delibera che sarà portata nella prossima Giunta e che prevede un sostegno economico concreto a supporto dei progetti di cittadinanza attiva che presentano la necessità di un adeguato smaltimento dei rifiuti raccolti.

ENERGIA

COMBUSTIBILI ALTERNATIVI, PRIMO OK A DECRETO DELEGATO

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Matteo Renzi e del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato in esame preliminare il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi nel settore dei trasporti.
Il provvedimento è stato predisposto in attuazione della legge n. 114/2015 (legge di delegazione 2014). La finalità della direttiva europea è di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti. La stessa direttiva stabilisce requisiti minimi per l’infrastrutturazione per i combustibili alternativi, da attuare grazie ai quadri strategici nazionali predisposti dagli Stati membri. Pertanto, il decreto disciplina le misure necessarie a garantire la costruzione e l’esercizio di un’infrastruttura per i combustibili alternativi e per l’attuazione delle relative specifiche tecniche comuni.
Il decreto fissa come obbligatori gli obiettivi per elettricità e gas naturale (Gnl, gas naturale liquefatto, e Gnc, gas naturale compresso). Sono facoltativi gli obiettivi per idrogeno (per il quale sono previste misure solo in via sperimentale) e Gpl. Sono previsti inoltre, a tutela dei consumatori, specifici obblighi relativi alle informazioni, che devono essere chiare, circa i combustibili che possono essere utilizzati in un veicolo, da fornire mediante un’etichettatura standardizzata, oltre a indicazioni nei punti di ricarica e rifornimento.

FVG, PROGETTO “NEMO” PER MOBILITÀ A BASSE EMISSIONI

La Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia, su proposta dell’assessore all’Ambiente Sara Vito, ha autorizzato la direzione centrale Ambiente ed Energia a partecipare al bando di selezione di progetti del Programma Horizon 2020 in qualità di lead partner della proposta progettuale NeMo FVG - New Mobility in FVG.
Il progetto si propone di sviluppare con un approccio integrato le expertise tecnica, amministrativa ed economico-finanziaria delle pubbliche amministrazioni del Friuli-Venezia Giulia (in primo grado dell’amministrazione regionale) necessarie a supportare la transizione graduale verso una mobilità urbana a basse emissioni attraverso l’introduzione di veicoli elettrici. Il progetto porterà, nel giro di circa 3 anni, alla rottamazione (o vendita) di metà del parco veicoli a disposizione degli enti interessati (Regione ma anche aziende sanitarie, Comuni, Autorità portuale di Trieste, Università e altri centri di ricerca). I più vecchi e meno utilizzati saranno sostituiti con veicoli elettrici, passando dal concetto di flotta interamente di proprietà pubblica al ricorso a un servizio di mobilità basato su una partnership pubblico-privata; ciò significa che i nuovi veicoli elettrici non saranno più di proprietà del singolo ente, bensì messi a disposizione come servizio (noleggio o leasing o simile forma contrattuale). L’appalto sarà gestito dalla Regione, mentre i costi e le operazioni di manutenzione saranno a carico dell’operatore privato. NeMo, coordinato dall’Area Science Park di Trieste, ha un costo complessivo di 800.000 euro, interamente a carico del Programma Horizon 2020.

AUTO ELETTRICA, TRIESTE: ATTIVA DECIMA COLONNINA DI RICARICA

Attiva la decima colonnina per la ricarica delle auto elettriche a Trieste, nel centro citadino: l’installazione, spiega AcegasApsAmga, completa il piano di copertura previsto per la città di Trieste. La rete di ricarica elettrica, attiva da marzo 2015, ha registrato un crescente utilizzo da parte dei triestini. Ad oggi sono state 642 le ricariche effettuate, circa 40 al mese, in progressiva crescita per tutto il 2016. Complessivamente sono stati erogati 6.203 kWh. Il progetto rientra nel più ampio piano denominato L’Hera della mobilità elettrica, che sta vedendo la realizzazione di reti di ricarica per auto elettrica nei territori in cui il gruppo Hera (direttamente o attraverso AcegasApsAmga) gestisce la distribuzione elettrica. Oltre a Trieste, sono già state dotate di tale rete le città di Imola e Modena e, nel corso del prossimo anno, le colonnine saranno installate anche a Gorizia, dove AcegasApsAmga gestisce la rete elettrica. Tutte le colonnine del progetto, grazie all’accordo fra gruppo Hera ed Enel, prevedono la completa integrazione con quelle di Enel stessa e di altre utility presenti in altre aree del paese. In questo modo qualunque possessore di auto elettrica, dotato di contratto ad hoc di fornitura di energia elettrica, potrà indifferentemente rifornirsi presso qualunque di questi punti di ricarica, anche al di fuori di Trieste. Attualmente le colonnine attive su cui funziona tale interoperabilità sono oltre 600 in tutta Italia, individuabili sia sul sito mobility.gruppohera.it che tramite un’app per iPhone e iPad scaricabile dallo stesso sito.

GARE GAS, VENEZIA 1 RESTA SOSPESA

Il bando di gara per il servizio di distribuzione gas nell’ambito Venezia 1 resta sospeso e la competenza sul ricorso di Italgas torna al Tar del Veneto. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato.
In marzo il Tar del Veneto aveva rimesso il ricorso al Tar del Lazio il quale, in maggio, aveva sospeso il bando sostenendo però la competenza dei giudici di Venezia e chiedendo al Consiglio di Stato di decidere in merito. Palazzo Spada ha condiviso in un’ordinanza le argomentazioni del Tar Lazio, rilevando che la controversia è riconducibile a quelle concernenti le procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture e, come tale, prevale la competenza funzionale che è del Tar Veneto.
Nel contempo, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Comune di Venezia contro la sospensione del bando di gara, alla luce delle carenze riscontrate dall’Autorità per l’energia nel bando in ordine ai parametri fondamentali previsti dalla regolamentazione di settore per la formulazione dell’offerta economica. Mancanze, prosegue l’ordinanza, che impediscono una consapevole partecipazione alla gara e, in ogni caso, il termine previsto per la presentazione delle offerte, ad oggi prorogato al 30 settembre 2016, è esiguo.

TAP, COMUNE MELENDUGNO SI OPPONE AD ARCHIVIAZIONE INCHIESTA

Il Comune di Melendugno (LE) si è formalmente opposto alla duplice richiesta d’archiviazione avanzata dalla Procura di Lecce in merito a presunti reati commessi durante l’iter autorizzativo del progetto del gasdotto Tap, che porterà gas dall’area del Mar Caspio (Azerbaigian) in Europa approdando proprio nel Comune salentino.
Nella richiesta di archiviazione, firmata del procuratore Cataldo Motta e dal pm Angela Rotondano, si dà atto che l’iter seguito da Trans Adriatic Pipeline nell’avvio del cantiere a Melendugno è sicuramente regolare, così come non viola la legge la procedura seguita dal Ministero dell’Ambiente per il rilascio della Via e la presunta omessa applicazione della Direttiva Seveso sul rischio di incidenti rilevanti. Le indagini della magistratura erano state avviate a seguito di esposti presentati nei mesi scorsi dal sindaco di Melendugno Marco Potì, dal parlamentare Diego De Lorenzis (M5S) e dal presidente del comitato No Tap Salento Alfredo Fasiello.

EFFICIENZA ENERGETICA, PROROGATO BANDO VENETO

È stato prorogato fino alle ore 13 del 4 novembre il termine, che sarebbe scaduto il 23 settembre, per la presentazione delle domande di contributo a favore di interventi realizzati da enti locali veneti per l’efficientamento energetico di edifici di proprietà pubblica a destinazione non residenziale. Lo ha deciso la Giunta regionale del Veneto con un provvedimento congiunto degli assessori alla Programmazione dei fondi europei Federico Caner e all’Energia Roberto Marcato. L’assessore Marcato sottolinea che lo stesso Piano energetico regionale dà particolare rilievo alle strategie e agli interventi per la diffusione delle fonti rinnovabili, dell’efficienza e del risparmio energetico e, come logico corollario, la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali. In sintonia con questi indirizzi, la misura proposta prevede specificatamente il sostegno a interventi realizzati da enti locali per l’efficientamento energetico di edifici di proprietà pubblica a destinazione non residenziale. Sono disponibili per questa azione 20 milioni di euro da fondi Por Fesr 2014-2020. Possono presentare domanda i Comuni, le Unioni di Comuni o associazioni di Comuni mediante convenzione, che svolgano in forma associata la gestione del patrimonio edilizio; i Consorzi fra enti locali con esclusione di quelli che gestiscono attività economiche nell’accezione comunitaria; le Unioni montane; le Province e la Città metropolitana.

CINA, ALLO STUDIO 20 CENTRALI TERMODINAMICHE ENTRO 2018

La Cina, da anni all'avanguardia nelle energie rinnovabili, vuole costruire nei prossimi due anni 20 nuove centrali solari termodinamiche, una tecnologia alternativa al fotovoltaico per sfruttare i raggi del Sole. Il piano che l'Amministrazione nazionale per l'Energia cinese ha presentato al governo di Pechino prevede una ventina di centrali solari termodinamiche in cinque province, quelle dove il sole batte di più: Gansu, Hebei, Mongolia Interna, Qinghai e Xinjiang. Le centrali dovrebbero entrare in funzione entro il 2018 e fornire complessivamente 1,35 gigawatt.
Il solare termodinamico non produce energia elettrica direttamente dai pannelli, come il fotovoltaico. Usa invece la luce del sole per scaldare un fluido speciale a temperature elevatissime: questo fluido trasforma l’acqua in vapore, che alimenta le turbine che fanno girare gli alternatori e producono elettricità. Il vantaggio del termodinamico rispetto al fotovoltaico è che il fluido mantiene la temperatura a lungo, e può far funzionare l'impianto anche quando il sole è tramontato.