Quindici

Anno XVI numero 23

Periodico telematico “Quindici”. Newsletter a carattere informativo. Registrato al tribunale civile di Roma sezione per la stampa e l’informazione il 5 agosto 2002 al n. 496. Edito da Federutility servizi srl piazza Cola di Rienzo 80/A - 00192 Roma

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ARCHIVIO

STAMPA

INFORMAGENDA

23 giugno
Convegno

Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica

Enea

24 giugno
Convegno

Anticorruzione e trasparenza tra decreto Madia e nuovo codice dei contratti pubblici

AITRA - Utilitalia

04 luglio
Seminario

Unbundling contabile idrico: tematiche regolatorie e approfondimenti tecnico/operativi

Utilitalia

08 novembre
20^ Edizione. La piattaforma tecnologica per la Green e Circular Economy nell'area Euro-Mediterranea

Ecomondo

Rimini Fiera

LA NOTIZIA

ASSEMBLEA UTILITALIA, VALOTTI: “L’INVITO AI NUOVI SINDACI A COLLABORARE”. COLARULLO NUOVO DG

“I servizi pubblici sono il termometro della salute delle città. Le nostre città soffrono di malattie spesso ricorrenti, come l’inquinamento, lo spreco energetico o il traffico. Una corretta gestione dei servizi pubblici per l’acqua, l’energia e i rifiuti, è il miglior simbolo del buon funzionamento di un’amministrazione”. È uno dei passaggi della relazione del presidente Giovanni Valotti all’Assemblea di UTILITALIA.
Un settore - quello delle utilities - che attraverso 828 società monoutility e 340 multiutility, sviluppa ogni anno 40,5 miliardi di euro di fatturato e 1,4 miliardi di utili (dati Fondazione Utilitatis), buona parte dei quali vengono riversati nelle casse degli enti locali proprietari, coprendo anche i costi di servizi di tipo sociale rivolti alla collettività.
“È per questo - conclude Valotti - che ci mettiamo sin da ora a disposizione di tutti i sindaci delle principali città, nelle quali operano da oltre un secolo le nostre aziende, per un confronto sullo sviluppo dei servizi ai cittadini. La conoscenza capillare del territorio ci consente infatti di avere un osservatorio privilegiato sulle diverse patologie dei centri urbani e di proporre strumenti per affrontarle, se non per risolverle. Con i sindaci condividiamo l’obiettivo di assicurare servizi sempre migliori e di tagliare ogni forma di spreco e inefficienza”.
Nel corso dell’assemblea è stato anche reso noto il nome del nuovo Direttore Generale della federazione. È Giordano Colarullo, 43 anni, specializzato nella regolazione dei servizi a rete e delle infrastrutture. Tra le esperienze più significative, quella presso Ofwat, l’ente di regolazione del settore idrico in Inghilterra e Galles e il coordinamento del Team Italia in Oxera, società internazionale di consulenza.
Proprio sul tema della regolazione si concentrerà il futuro sviluppo dei servizi a rete di tipo industriale, specialmente in riferimento al settore idrico e al settore dei rifiuti, come ricordato oggi dal presidente dell’AEEGSI, Guido Bortoni, nella propria Relazione Annuale al Parlamento.

MONDOUTILITIES

ULTIMA RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO COME AEEGSI: PRESTO ARERA

Stato delle reti, ammontare degli investimenti, consumi idrici ed energetici, assetto della governance, ma soprattutto la prossima inclusione del settore rifiuti nella competenza di regolazione e il conseguente cambiamento di nome, da AEEGSI ad ARERA, acronimo di Autorità di Regolazione Energia Rifiuti Acqua. C’è tutto questo nella Relazione al parlamento dell’Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e il sistema idrico, svolta dal presidente Guido Bortoni.
Per il settore energetico viene rilevata l’inversione di tendenza nei consumi “degli ultimi quattro anni, facendo registrare nel 2015 una variazione positiva del 3,2%, raggiungendo un valore assoluto di 171,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, livello non lontano da quello del 2013". La domanda di elettricità, in particolare ha registrato un aumento dell'1,5%, mentre quella del gas è cresciuta del 9%. Sotto osservazione anche il tasso di switch dal mercato tutelato al mercato libero. In particolare, con la fine del mercato tutelato dell'elettricità e del gas che dovrebbe scattare nel 2018 l'Aeegsi punta su una "offerta standard" con l'obiettivo della "comparabilità al 100% di almeno un'offerta standard di fornitura per ciascun venditore", assicurando la "concorrenza solo sul prezzo". "A breve - ha aggiunto Bortoni -, in diversi comuni italiani potranno progressivamente essere installati i misuratori 2G, senza apprezzabile aggravio tariffario per i clienti o rischi di doppio pagamento dei misuratori". Si tratta di "una riforma strutturale che risanerà la fatturazione dalle patologie riscontrate. Ciò - ha proseguito - consentirà una fatturazione con consumi effettivi, nonché il fiorire, nel mercato libero, di offerte di fornitura innovative, tra cui il prepagato". Bortoni ha poi messo in evidenza che, invece, per la misurazione dei consumi di gas ci sono "serie problematicità": è quindi "necessario intervenire con meccanismi incentivanti sulle modalità di remunerazione del servizio, al fine di aumentare il numero di misure disponibili", ma anche "ammodernare la dotazione infrastrutturale, ad esempio attraverso la sostituzione dei misuratori presso la clientela diffusa".
Per il settore idrico, l’Aeegsi ha rilevato che la spesa media per l'acqua di una famiglia tipo di 3 persone con un consumo di 150 metri cubi nel 2015 è stata di 249 euro all'anno, con una crescita del 4,34% nel 2014 e del 4,55% nel 2015, a fronte di investimenti pianificati per il quadriennio 2014-2017 di 5,8 miliardi di euro. Il valore medio, rilevato analizzando un campione di 150 gestori, è però frutto di situazioni diverse con il Centro dove i prezzi sono più elevati, 310 euro, e il Nord-Ovest dove sono più contenuti, con circa 200 euro all'anno. Le differenze sono dovute al fabbisogno per investimenti, Il fabbisogno per investimenti riflette anche la vetusta delle reti, con il 36% delle condotte che ha un'età compresa tra 31 e 50 anni e il 24% che ne ha oltre 50, "a fronte di una vita considerata utile ai fini regolatori pari a 40 anni". E' vero, ha aggiunto Bortoni, che sul fronte investimenti la situazione sta migliorando, con 5,8 miliardi di euro nel periodo 2014-2017, tuttavia si tratta di un "risultato apprezzabile, che segnala un'inversione di tendenza attesa da molti anni, ma oggi ancora insufficiente rispetto a quelle che sembrano essere le effettive esigenze di ammodernamento e di sviluppo della infrastruttura idrica italiana". Tra l'altro, ha osservato, il 92% degli interventi sono non programmati e, quindi, si tratta evidentemente di "una generalizzata attività di riparazione dei guasti, anziché di progressivo sviluppo e messa in sicurezza dell'infrastruttura".
Infine, per il settore dei rifiuti - nuova competenza per l’Aeegsi introdotta da Testo Unico sui servizi pubblici locali, in via di approvazione definitiva - Bortoni ha focalizzato l’attenzione sul passaggio dalla tassa rifiuti alla regolazione tariffaria, per introdurre anche in Italia il concetto del "chi inquina paga", presente negli altri Paesi europei. "Per la regolazione dei rifiuti - ha però avvertito Guido Bortoni nella Relazione annuale al Parlamento - accrescere le risorse in modo adeguato è essenziale. Esiziale sarebbe il non farlo".

PARTECIPATE, MADIA: NON SIANO PIÙ ESEMPIO DI CATTIVA AMMINISTRAZIONE

Troppe partecipazioni pubbliche, troppi consigli di amministrazione, troppi gettoni di presenza, spesso troppe assunzioni fatte anche con “modalità discutibili”: queste le piaghe delle società a partecipazione pubblica in Italia, che il decreto legislativo in materia, in attuazione della legge per la riorganizzazione della pubblica amministrazione, si propone di risolvere.
A tracciare le principali linee d’azione immaginate dal governo è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, in audizione insieme al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan davanti alle Commissioni Affari costituzionali del Senato e Bilancio della Camera.
Per il ministro Padoan la riduzione delle società partecipate ''è strumentale'' a una serie di obiettivi che sono: ''La riduzione della spesa pubblica, il recupero di efficienza e della trasparenza e, nel caso di cessione, la riduzione debito pubblico e il sostegno al finanziamento tramite strumenti di mercato''.
La storia non sempre virtuosa delle partecipazioni pubbliche in Italia ha reso le società partecipate un “simbolo di cattiva amministrazione”, ha osservato Madia. Con il decreto all’esame del Parlamento, ha spiegato, si tenta dunque di assumere un approccio molto concreto e pragmatico nei confronti delle società partecipate, utili solo se sono di ausilio per fornire ai cittadini servizi migliori. Si punta ad avere società più efficienti, dunque, e partecipazioni pubbliche solo in presenza di una buona gestione. Madia ha quindi affermato che saranno importanti i pareri delle Commissioni parlamentari, qualunque suggerimento che sia di aiuto per “rendere più stringenti” gli obiettivi della riforma - ha assicurato - potrà essere accolto in vista dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri. Tre gli obiettivi prioritari indicati dal ministro: avere norme “ordinate e certe”, ridurre lo stock esistente delle partecipate, evitare che fra pochi anni si torni a parlare di partecipazioni in eccesso; per questo, ha spiegato, è previsto un controllo ex ante delle società che si creeranno in futuro e il monitoraggio regolare durante tutta la vita delle società che rimangono in essere. Quanto agli esuberi derivanti dalle chiusure delle partecipate che rientreranno tra i tagli, “siamo disposti a ragionare su un’eventuale gestione delle eccedenze a livello territoriale - ha fatto sapere il ministro - che si faccia al luogo più prossimo, anche a livello regionale”.
Madia ha precisato inoltre che il governo non sarà orientato a modificare le norme che introducono delle sanzioni nei confronti degli enti partecipanti che non si dovessero adeguare alla riforma, giudicate dal Consiglio di Stato sproporzionate rispetto alla delega. Ricordando che il provvedimento introduce delle multe per gli enti “in caso di mancato adempimento degli obblighi di ricognizione e di adesione alla razionalizzazione”, il ministro ha specificato che in passato un elemento di debolezza “è stato proprio l’assenza di meccanismi sanzionatori” che rendessero efficaci gli indirizzi di razionalizzazione.

ROMA, CON LA NUOVA SINDACA DIMISSIONARI I VERTICI DI AMA E ATAC

Con la vittoria della prima sindaca di Roma Virginia Raggi (M5S) si profila un riassetto per i vertici delle società partecipate dal Campidoglio. Il presidente e amministratore delegato di Ama Daniele Fortini ha annunciato che si presenterà dimissionano al prossimo cda, con “dimissioni doverose e dovute”. Analoga iniziativa da parte del dg di Atac Marco Rettighieri, che rimetterà il mandato come “gesto istituzionale, elegante ed apprezzabile”.
Per Acea, l’ad Alberto Irace - a margine della presentazione della Relazione annuale dell’Aeegsi in parlamento - ha dichiarato che per il momento è mancato il contatto con la sindaca, “ma immagino che sarà necessario nei prossimi giorni, quando possibile, avere un confronto sereno. Immagino che sarà necessario e naturalmente, anche secondo le modalità previste, lo promuoveremo anche noi. E' nel nostro dovere - ha concluso Irace - interloquire con tutti gli azionisti, rientra nei doveri del management".

LUCCA, GEAL APPROVA IL BILANCIO E RINNOVA IL CDA

Ancora positivi i risultati di Geal, l'azienda comunale che gestisce il servizio idrico integrato nel comune di Lucca partecipata da Acea e Veolia. L’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio di esercizio 2015, con un utile netto che supera i 2,2 milioni di euro. L'assemblea ha contestualmente rinnovato il consiglio di amministrazione, confermando i vertici dell'azienda.
Importanti i numeri del bilancio 2015: la società ha registrato un incremento dei consumi idrici sia al dettaglio sia all'ingrosso (rispettivamente del 4,5% e del 3,3%), mantenendo la tariffa più contenuta di tutta la Toscana. Geal ha proseguito nella sua opera di aumento dell'efficienza da un lato e forte incremento degli investimenti dall'altro, i quali sono quasi raddoppiati rispetto al 2014, passando da un totale di 3,8 milioni di euro ad oltre 6,4 milioni, di cui quasi 3 milioni per le nuove fognature e più di 1 milione per interventi di sostituzione della rete idrica. Nel 2015 l'azienda ha aumentato del 2,2% la lunghezza dei collettori fognari e un incremento della stessa cifra si è avuto nei quantitativi fatturati dell'attività di depurazione.
I ricavi nel 2015 hanno superato i 16 milioni di euro e si è registrato un incremento del valore aggiunto del 21,7%. Grazie anche al controllo del costo del personale, l'azienda ha avuto un elevato aumento del margine operativo lordo (+37,8%). Buona parte degli utili conseguiti hanno una destinazione vincolata a finanziare i nuovi investimenti (1,3 milioni di euro), mentre è stato anche aumentato di un terzo lo stanziamento annuo a favore degli utenti in difficoltà economica, passato da 50.000 a 75.000 euro. L'assemblea degli azionisti ha deciso di distribuire ai soci la cifra non vincolata degli utili per un totale di 927.000 euro.
L'assemblea di Geal ha anche rinnovato il consiglio di amministrazione dell'azienda, confermando come presidente Giulio Sensi e come amministratore delegato Andrea De Caterini. Il consiglio di amministrazione è stato confermato per 5/7; i membri sono Giulio Sensi, Giulia Marraccini, Marino Nieri, Michele Martinelli, Andrea De Caterini, Alessandro Carfì e Maria Vittoria Pisante.

VOGHERA (PV), BARBARA PIERMARIOLI NOMINATA PRESIDENTE DI ASM

La commercialista Barbara Piermarioli è stata nominata nei giorni scorsi presidente di Asm Voghera, la holding da 232 dipendenti e oltre 80 mln di fatturato, attiva nei settori gas ed energia elettrica, idrico del teleriscaldamento.
La nomina è avvenuta da parte di Sergio Pomponio, commissario prefettizio del Comune pavese, dopo la decisione del Tar di imporre un nuovo ballottaggio tra i candidati alla poltrona di sindaco.

ACEA ENERGIA: SANZIONI ANTITRUST SPROPORZIONATE, RICORSO AL TAR

Acea Energia reputa “ingiustificate e sproporzionate” le sanzioni recentemente inflittele dall’Antitrust per pratiche aggressive nella fatturazione dei consumi nelle bollette alla clientela. La società ritiene, si legge in una nota, che la propria condotta sia pienamente adeguata alle gestione delle istanze dei clienti e che le procedure aziendali siano conformi ai più elevati standard di diligenza professionale e rispondenti alla normativa di settore dettata dall’Autorità per l’energia.
Acea Energia, che preannuncia ricorso al Tar, aggiunge che le pratiche contestate dall’Antitrust fanno riferimento a un numero di casi infinitesimale rispetto al totale dei clienti Acea e limitate al periodo marzo 2014 - giugno 2015, peraltro superate. L’Antitrust ha sanzionato Acea per un importo di 3,6 milioni di euro.

AMBIENTE, NASCE PIATTAFORMA DELLE MIGLIORI PRATICHE

Diffondere la conoscenza delle migliori pratiche in campo ambientale, dall’approccio ai cambiamenti climatici alla gestione dei rifiuti, dalla tutela della biodiversità a quella dell’acqua, senza trascurare l’ambiente urbano, l’energia, il suolo e l’uso efficiente delle risorse: questo l’obiettivo della “Piattaforma delle conoscenze - Buone pratiche per l’ambiente e il clima” lanciata dal ministero dell’Ambiente, il nuovo portale in rete che consentirà a tutti di informarsi sulle soluzioni più virtuose e innovative sperimentate nelle città italiane con vari progetti finanziati in campo ambientale. Il portale - realizzato dalla Direzione generale per lo Sviluppo sostenibile, il danno ambientale e per i rapporti con l'Unione europea e gli organismi internazionali (SVI) del ministero dell’Ambiente - arriverà entro la fine del 2016 a contenere 200 buone pratiche, continuando a crescere con l’acquisizione dei progetti che verranno man mano conclusi, fino ad almeno 450 casi entro la fine dell’attuale periodo di programmazione 2014-2020. Prevista anche la diffusione sui social network con campagne di comunicazione ad hoc. I progetti, corredati di schede tecniche e forniti di linee guida, verranno raggruppati in 8 settori tematici.
Gli utenti potranno effettuare ricerche nel database attraverso parole chiave per temi, area geografica, programma e anno di riferimento. “Uno strumento dunque di knowledge management - evidenzia il ministero in una nota -, che punta a valorizzare le tante esperienze virtuose realizzate in Italia, informando e coinvolgendo i soggetti istituzionali, gli operatori del territorio e gli stakeholder pubblici e privati. Una guida utile per chi, a diverso titolo, progetta nuovi interventi improntati alla sostenibilità ambientale, suggerendo gli strumenti finanziari disponibili”.

CANONE RAI, 450.000 EURO PER INFORMARE I CONSUMATORI

Il ministero dello Sviluppo economico, con decreto della direzione Consumatori Gianfrancesco Vecchio, ha destinato 450.000 euro a iniziative delle associazioni dei consumatori per informare i cittadini sulla riscossione del canone Rai nella bolletta elettrica. I fondi verranno dai 2 milioni del fondo derivante dalle sanzioni Antitrust che il Mise ha già girato lo scorso anno a Unioncamere per iniziative a favore dei consumatori. I progetti, che dovranno essere realizzati da associazioni iscritte al Consiglio nazionale consumatori e utenti (Cncu), dovranno riguardare le attività di informazione, assistenza e consulenza dirette a facilitare la massima diffusione della conoscenza della normativa relativa al pagamento del canone tv in bolletta e, più in generale, degli adempimenti ad essa connessi, nell’ottica di favorire la consapevolezza degli utenti anche con riferimento alla presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo, alle condizioni e modalità per il superamento di detta presunzione, alle modalità di restituzione di eventuali somme indebitamente addebitate. Le attività dovranno essere gratuite per gli utenti e dovranno essere realizzate esclusivamente mediante sportelli fisici oppure sportelli online, call center e numeri verdi. Il termine per presentare proposte di progetti è il 30 giugno e il Mise nominerà una commissione esaminatrice entro metà luglio. L’importo del finanziamento richiesto per ciascun progetto non può essere inferiore a 25.000 euro e superiore a 30.000 per una sola associazione, 65.000 se presentato da due associazioni e 110.000 se da tre o più associazioni.

ASCOPIAVE, OPERATIVA DAL PROSSIMO 1 LUGLIO CONTROLLATA AP RETI GAS

AP Reti Gas, controllata al 100% da Ascopiave, sara' operativa dal prossimo 1 luglio con un organico di circa 170 dipendenti e gestira' il servizio di distribuzione del gas naturale in 150 Comuni delle province di Treviso, Vicenza, Venezia, Padova, Rovigo, Belluno, Varese, Piacenza e Pavia, per un totale circa 6.800 Km di rete gestita e oltre 335.400 punti di riconsegna serviti. La Societa', inoltre, sara' attiva in business sinergici quali la cogenerazione, la gestione calore e il teleriscaldamento. Ascopiave continuera' a detenere il proprio ruolo di holding e di riferimento del Gruppo per il mercato azionario, focalizzando le proprie attivita' sull'erogazione di servizi alle altre societa' del Gruppo Ascopiave.
L'operazione di conferimento del ramo distribuzione gas in AP Reti Gas consentira' di dare attuazione alle disposizioni della delibera AEEGSI 296/15/R/com in materia di separazione del marchio e delle politiche di comunicazione tra le attivita' di distribuzione e di vendita di gas naturale ed elettricita'. A conferma della continuita' di gestione tra Ascopiave e AP Reti Gas, il Consiglio di Amministrazione di AP Reti Gas e' interamente costituito da membri provenienti dal Top Management di Ascopiave.
“Con la nascita di AP Reti Gas - ha dichiarato in una nota il presidente di Ascopiave Fulvio Zugno - il Gruppo compie un importante intervento di razionalizzazione della propria struttura societaria, in piena coerenza con gli obblighi dettati dalle nuove regole stabilite dall'Autorita' in materia di separazione del marchio e delle politiche di comunicazione”.
“Siamo pronti ad intraprendere un importante passo nella razionalizzazione di Gruppo - dichiara il direttore generale di Ascopiave e Presidente di AP Reti Gas, Roberto Gumirato - grazie alla neocostituita Societa'. Saremo operativi dal 1 luglio prossimo e garantiremo la continuita' della qualita' dei servizi di costruzione e gestione delle reti e impianti che ha distinto la storia del nostro Gruppo, facendo leva su una struttura di Gruppo piu' agile e propensa a cogliere le opportunita' di business, focalizzando risorse e competenze nella direzione dello sviluppo tecnologico e dell'innovazione a beneficio del territorio'.

AQP, AFFIDATA CONSULENZA PER PERCORSO VERSO MULTIUTILITY

Acquedotto Pugliese ha affidato alla società Bain & Company un incarico di consulenza strategica volta all’espansione delle proprie attività. A riferirlo è il Nuovo Quotidiano di Puglia, edizione brindisina. La ricerca del soggetto che potesse supportare il gestore idrico pugliese in un ampliamento dei suoi orizzonti era partita poco dopo l’insediamento del nuovo presidente della società, Nicola De Sanctis, con un avviso pubblico. L’incarico, da portare a termine entro il prossimo 30 luglio, consiste nel fornire ad Aqp una chiara valutazione di tutte le possibili aree di espansione territoriale e di business, sia per crescita organica che tramite attività di acquisizione, partnership e joint-venture. Cinque, secondo l’articolo, le opzioni strategiche sulle quali bisognerà lavorare: estendere le attività relative al servizio idrico integrato, anche attraverso aggregazioni con altri operatori o acquisizioni, soprattutto nel Sud Italia; espandere le attività in altri servizi a rete; estendere le attività al settore ambientale, prevalentemente sul fronte dell’impiantistica, con l’obiettivo di ridurre i costi di smaltimento dei fanghi di depurazione che costano alla società circa 25 milioni di euro l’anno; sviluppare le attività nel settore delle energie rinnovabili per ottenere risparmi nelle attività legate al core business societario; espandere le competenze aziendali nel settore dell’engineering in campo internazionale, focalizzando l’attenzione sull’area dei Balcani, del Mediterraneo e del Medio Oriente. Bain & Company dovrà infine presentare un business plan che contempli anche la formula societaria più idonea per consentire il processo di trasformazione.

AGGREGAZIONI, MEMORANDUM D'INTESA TRA DOLOMITI ENERGIA E AGSM VERONA

I cda del Gruppo Agsm Verona e di Dolomiti Energia Holding hanno dato il via libera, in un memorandum d'intesa , alla valutazione di una futura alleanza. Lo rende noto in un comunicato il Gruppo Dolomiti Energia in cui si sottolinea che l'eventuale aggregazione sarà confermata "a seguito di una attività di approfondimento e di definizione di un modello di integrazione condiviso". "La nuova società che risulterà - evidenzia la società trentina - potrà dar vita ad un nuovo soggetto di riferimento nel territorio del Nord est".
L'accordo prevede un periodo di esclusiva reciproca nelle trattative valido fino al 31 ottobre 2016. "Il completamento del progetto di aggregazione - conclude Dolomiti Energia - qualora la verifica sia positiva, sarà condizionata all'esito favorevole delle usuali attività di 'due diligence', all'approvazione dei rispettivi organi societari competenti e all'ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni dell'Antitrust".

TERNIENERGIA, OK ALLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE CON TERNIENERGIA GAS & POWER

Il consiglio di amministrazione straordinario di TerniEnergia, smart energy company attiva nei settori dell'energia da fonti rinnovabili, dell'efficienza energetica, del waste e dell'energy management, quotata sul segmento Star e parte del Gruppo taleaf, e l'assemblea degli azionisti di TerniEnergia Gas & Power riunita in seduta straordinaria, hanno approvato nei giorni scorsi l'operazione di fusione per incorporazione in TerniEnergia della controllata TerniEnergia Gas & Power.
La fusione, si legge in un comunicato, rientra nel quadro del disegno industriale e strategico, gia' reso noto al mercato volto allo sviluppo del business dell'energy management. In particolare, con la fusione si otterra' un accorciamento della catena di controllo che permettera' una migliore gestione finanziaria dell'attivita' di trading energetico, un miglior coordinamento industriale, il raggiungimento di sinergie produttive e finanziarie nonche' il conseguimento di significativi risparmi di costi fissi operativi e gestionali. La stipula dell'atto di fusione e' prevista entro la fine di agosto.

BIM GSP, PREMI AI DIPENDENTI PER RISPARMI AZIENDALI

Un premio ai dipendenti che contribuiscono alla riduzione dei costi gestionali di Bim Gsp, gestore del servizio idrico integrato nel Bellunese: è stato rinnovato anche per il 2016, con la sigla nei giorni scorsi, l’accordo tra le rappresentanze sindacali e la direzione dell’azienda che prevede il bonus per i lavoratori che consentono alla società di risparmiare. “Dopo tre anni di ristrutturazione aziendale e una riduzione dei costi operativi da 26 a 23 milioni di euro annui - sottolinea l’azienda in una nota - la direzione della società anche quest’anno ha deciso di confermare il coinvolgimento dei lavori per conseguire ulteriori risparmi”. Il premio, previsto dal contratto collettivo nazionale del settore gas-acqua e sospeso in Bim Gsp dal 2012, è stato riattivato un anno fa. La novità di quest’anno, rispetto al 2015, è nella scaletta dei premi: partendo dal minimo garantito di 240 euro lordi medi annui per lavoratore, il bonus potrà salire fino a 960 euro se i risparmi saranno di 300.000 euro; se i risparmi arriveranno a 400.000 euro il premio supererà i 1.000 euro, oltre i 400.000 euro di risparmi raggiunti il beneficio rimarrà tutto alla società. Tra sindacati e azienda è stato concordato che tra gli obiettivi preliminari a far scattare la scala bonus ci siano anche l’ottenimento della certificazione della sicurezza ISO 18001 entro luglio 2016, il mantenimento della certificazione di qualità ISO 9001 entro fine anno, la chiusura del bilancio in utile. Proseguirà, inoltre, anche il programma di formazione continua per tutte le figure professionali interne che necessitano di essere adeguate alle crescenti esigenze di gestire strutture idriche sempre più complesse e tecnologicamente evolute.

A2A, CON “BRESCIA SMART LIVING” SI PROGETTA LA CITTÀ DEL DOMANI

Mille famiglie bresciane, residenti in due zone cittadine significative per caratteristiche sociali e urbanistiche - il quartiere periferico di Sanpolino e la zona di via XX Settembre/Solferino a ridosso del centro storico - stanno facendo da “apripista” ad un progetto di ricerca e innovazione promosso da A2A con il Comune e l’Università degli Studi di Brescia, finalizzato a sperimentare un modello innovativo di gestione dell’energia e di servizi rivolto a tutti i cittadini con una particolare attenzione alle fasce più deboli. Il progetto si chiama “Brescia Smart Living” e ha obiettivi ambiziosi come il benessere, la sicurezza, l’inclusione e la sostenibilità. Un progetto ad alto tasso di innovazione e tecnologia che, al contempo, mette al centro le esigenze della persona e della comunità. Se il progetto confermerà le attese, nei prossimi anni diventerà un modello attraverso il quale migliorare Brescia in settori fondamentali come i consumi energetici, l’illuminazione pubblica intelligente, l’analisi della qualità dell’aria e del rumore, la raccolta dei rifiuti. Il cambiamento riguarderà anche temi di interesse sociale come la tutela dei più deboli, la sicurezza, l’informazione, la trasparenza e la partecipazione. Per poter sviluppare al meglio queste attività, per delineare le aspettative reali dei cittadini, al fine di formulare un modello utile alla città di domani, è stato promosso un questionario che aiuterà il gruppo di progetto a tracciare il “ritratto” delle abitudini di vita dei cittadini coinvolti. L’analisi delle risposte ottenute, permetterà di finalizzare il lavoro tecnico di progettazione dei servizi, svolto fino ad oggi, e di poterlo validare sulla base di reali bisogni. Questo è solo il primo step di un progetto di coinvolgimento attivo della cittadinanza, ne seguiranno altri che porteranno, da giugno del 2017, numerose famiglie a diventare gli attori principali delle soluzioni che verranno sperimentate in campo. Il progetto, cofinanziato dal ministero dell’Istruzione, si avvale di diversi partner: Unibs, Enea, BRAIN (Beretta Research And Innovation), Cauto, Cavagna Group, ST Microelectronics, FGE Elettronica, Iperelle e Teamware.

EMILIAMBIENTE, ACCORDO CON ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI

Migliorare la qualità del servizio idrico e dell’acqua fornita ai cittadini, difendere il diritto all’accesso alla risorsa acqua, salvaguardare la risorsa idrica in termini di qualità e mancati sprechi: con questi obiettivi è stato siglato a Fidenza (PR) un accordo tra EmiliAmbiente, società a capitale interamente pubblico affidataria della gestione del servizio idrico integrato in 11 Comuni del Parmense, e le principali associazioni di tutela dei consumatori del territorio. L’accordo ha durata di due anni ma potrà essere rinnovato in base ai risultati raggiunti e impegna le parti a lavorare insieme su una serie di problematiche che caratterizzano i servizi pubblici locali. Le associazioni, ad esempio, monitoreranno e analizzeranno periodicamente insieme a EmiliAmbiente i livelli di servizio offerti dalla società - in relazione ai parametri previsti dalla Carta dei servizi - nonché i report sull’andamento dei reclami e sulle problematiche di pagamento della clientela (rateizzazioni, ritardi, cessazioni per morosità); potranno inoltre dire la loro in fase di progettazione dell’indagine sulla soddisfazione dell’utente, annualmente commissionata da EmiliAmbiente per testare la qualità del servizio erogato, e saranno periodicamente aggiornate sullo sviluppo delle norme e dei regolamenti che portano alla definizione della tariffa del servizio. Le parti si impegnano poi a dare visibilità e comunicazione alle opportunità rappresentate da agevolazioni tariffarie e tariffe sociali, ma anche a realizzare insieme iniziative di informazione e sensibilizzazione sul corretto utilizzo della risorsa acqua, rivolte in modo particolare (ma non solo) ai cittadini più giovani. Un altro tema importante inserito nell’agenda dei lavori è la procedura di gestione del contenzioso tra il gestore e gli utenti, che entrambe le parti vogliono rendere più snella possibile. A questo scopo le associazioni hanno collaborato alla redazione del modulo-reclami a disposizione degli utenti e si sono impegnate a studiare insieme all’azienda una soluzione che consenta di utilizzare una procedura di conciliazione paritetica, possibilmente gratuita per l’utente, in caso di risposta negativa ai reclami. La collaborazione tra le parti era di fatto già iniziata nei mesi scorsi con un tavolo di discussione sul cosiddetto “fondo perdite”, una misura che tutela gli utenti nel caso di perdite d’acqua non dovute a negligenza. Grazie anche al confronto con le associazioni dei consumatori, EmiliAmbiente ha deciso di concedere agli utenti - previa presentazione di apposita richiesta - una riduzione parziale della quota di tariffa relativa ai servizi di fognatura e depurazione.

CITTA’ METROPOLITANA GENOVA: RINASCE “ATENE” PER CONTROLLO ACQUA E RIFIUTI

Dalla gestione e innovazione formativa alle attività per i servizi pubblici d’interesse generale nell’ambito metropolitano: Atene, società in house della Città metropolitana di Genova, con le modifiche allo statuto approvate dal Consiglio metropolitano su proposta del sindaco Marco Doria, svolgerà per l’ente verifiche e controlli delle rendicontazioni nel sistema idrico integrato e nel ciclo dei rifiuti, supporto operativo per progetti specifici in campo ambientale, dell’energia e dello sviluppo sostenibile e potrà essere impiegata anche per presentare e gestire progetti di ricerca e sviluppo sugli stessi temi e su quelli formativi, finanziati da Regione, Stato o Unione europea, fornendo anche i servizi di verifica e controllo della rendicontazione. Atene era stata costituita alla fine del 1997 su iniziativa della Provincia e della Camera di Commercio con quote rispettivamente del 75% e del 20% (il restante 5% alla Poliedra, società privata specializzata nell’editoria elettronica e multimediale e nelle tecnologie digitali per la formazione) nel piano della Regione per rinnovare il sistema formativo ligure in seguito al trasferimento alle Province delle deleghe sulla formazione professionale.
La società è interamente pubblica dal 2004 e dall’inizio del 2012 la Provincia di Genova ne è divenuta proprietaria al 100%, affidandole servizi di sistema a supporto di scuola, formazione professionale e mondo del lavoro, progettazione, sviluppo e assistenza informatica e per la comunicazione, revisione, controllo e verifica dei rendiconti formativi e servizi di assistenza tecnica e amministrativa. Attività che però, in gran parte, non rientrano più tra le funzioni fondamentali della Città metropolitana.
La Regione Liguria, ha spiegato Marco Doria, dopo un ampio confronto con la Città metropolitana ha inserito un ramo di Atene nelle attività di Liguria Digitale, non ritenendo però di includere l’intera società nei trasferimenti di risorse legati al passaggio di funzioni; pertanto si è ritenuto opportuno ridefinire l’attività di Atene a supporto della gestione di importanti servizi pubblici d’ambito metropolitano, quali i cicli dell’acqua e dei rifiuti.

TOSCANA, PRIMA RIUNIONE COMITATO QUALITÀ IDRICO E RIFIUTI

Si è svolta nei giorni scorsi la prima riunione operativa del Comitato per la qualità del servizio idrico integrato e della gestione dei rifiuti urbani del Consiglio regionale della Toscana, che ha iniziato la propria attività con l’esame delle Carte dei servizi dei gestori idrici Geal (Lucca) e Gaia (Toscana Nord). Attualmente, il comitato è composto dai consiglieri regionali Monia Monni (presidente), Elisa Montemagni (vicepresidente), Lucia De Robertis e Fiammetta Capirossi, affiancati dall’assessore competente e dai rappresentanti del mondo associativo, sindacale, dei consumatori, delle imprese e delle cooperative. Il Comitato ha il compito di segnalare all’Autorità idrica ed all’Autorità per il servizio dei rifiuti eventuali criticità e formulare proposte per la qualità, l’efficienza e l’efficacia dei servizi. Esprime, inoltre, pareri preventivi e osservazioni su alcuni atti specifici, come appunto le Carte dei servizi. Il Comitato, che opera a titolo gratuito, utilizza i dati dell’Osservatorio regionale in materia, oltre alle osservazioni e segnalazioni che riceve direttamente; molti i problemi sinora sollevati, quali la qualità dell’acqua, le modalità di fatturazione, i regolamenti di fornitura, temi sui quali saranno formulate specifiche osservazioni. Una delle proposte all’attenzione del Comitato è quella di avere un report puntuale ed aggiornato sulla qualità dell’acqua distribuita ai cittadini, comunicandolo non solo attraverso il sito del gestore, ma anche sulla bolletta.

HERA VINCE MELA D’ORO 2016 PREMIO BELLISARIO

Assegnata al gruppo Hera, la “Mela d’Oro” nella categoria “Azienda Women Friendly” - dedicata alla valorizzazione del talento femminile - del Premio Marisa Bellisario “Donne ad alta quota”, giunto alla 28° edizione. Il riconoscimento è stato assegnato alla multiutility con verdetto unanime dalla commissione esaminatrice della Fondazione Bellisario per le importanti e innovative politiche e strategie a favore della crescita e del benessere delle donne in azienda. Nel corso del 2015, all’interno del gruppo l’incidenza del personale femminile tra i lavoratori a tempo indeterminato si è attestato al 23,7%, a fronte di una media nazionale del settore delle multiutility che non supera il 16,5%. Nel 2009 Hera ha sottoscritto la Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro, mentre nel 2011 ha introdotto la figura del Diversity Manager. Tra le diverse iniziative condotte dall’azienda, gli asili nido aziendali e interaziendali, con orari di apertura lunghi, le disposizioni in materia di congedi parentali, previsti non soltanto per le mamme e i papà ma anche per chi deve assistere parenti o anziani, oltre alle “Politiche del buon rientro”, progetto ideato e realizzato da Hera per migliorare la gestione dei congedi dal lavoro. “La Mela d’Oro del Premio Bellisario assegnata a Hera per la categoria ‘Azienda Women Friendly’ - ha dichiarato il presidente Tomaso Tommasi di Vignano - ci rende molto orgogliosi perché riconosce un impegno lungo e metodico, al quale dedichiamo da anni tempo, entusiasmo, risorse e idee, coinvolgendo l’azienda a tutti i livelli”.

ACQUA

TARIFFE ACQUA, AEEGSI: PROCEDIMENTO PER DETERMINAZIONI D’UFFICIO

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ha dato il via a un procedimento per la determinazione d’ufficio delle tariffe del servizio idrico integrato e per l’acquisizione di ulteriori elementi conoscitivi riguardo ai casi di esclusione dall’aggiornamento tariffario. Decorso il termine del 30 aprile 2016 per la trasmissioni delle predisposizioni tariffarie per il secondo periodo regolatorio (2016-2019), l’Autorità è stata informata da alcuni soggetti competenti che sono in corso gli iter per l’aggiornamento e l’invio degli atti richiesti. Per alcune delle gestioni coinvolte, l’Autorità rileva che non sembrano essere stati ottemperati gli obblighi di invio dei dati e delle informazioni rilevanti ai fini della definizione delle tariffe. Un limitato numero di gestori ha comunicato all’Autorità di aver trasmesso all’Ente di governo dell’Ambito istanza di aggiornamento tariffario. Numerose gestioni, inoltre, risultano ricadere nelle casistiche di esclusione dall’aggiornamento tariffario (soprattutto per la presenza di gestori diversi dal gestore d’ambito, cessati ex lege, che eserciscono il servizio in assenza di un titolo giuridico conforme alla disciplina pro tempore vigente). Con la delibera, viene dato mandato al direttore della Direzione sistemi idrici di procedere alla diffida dei gestori che ricadono nelle casistiche di determinazione tariffaria d’ufficio. I soggetti diffidati dovranno inviare le informazioni necessarie entro 30 giorni, pena l’applicazione di una riduzione del 10% delle tariffe. Saranno inoltre diffidati gli Enti di governo d’Ambito che non abbiano osservato i propri obblighi di predisposizione tariffaria e, in caso di prolungata inerzia, saranno accolte le istanze di aggiornamento tariffario trasmesse all’Autorità dai gestori interessati. Ulteriori approfondimenti istruttori saranno condotti in merito ai casi di esclusione dall’aggiornamento tariffario. Sarà inoltre prevista una disciplina di verifica e controllo ulteriore per i casi in cui perdurino le cause di determinazione tariffaria d’ufficio o di esclusione dall’aggiornamento tariffario.

MINAMBIENTE SUPPORTA PECHINO PER GESTIONE RISORSE IDRICHE

Il ministero dell’Ambiente fornirà a Pechino il supporto tecnico per migliorare la gestione delle risorse idriche del distretto municipale di Tongzhou. Lo prevede un’intesa firmata nei giorni scorsi a Roma, alla presenza del ministro Gian Luca Galletti e del membro del Politburo del Comitato centrale del Partito comunista cinese e segretario del Comitato municipale del Pcc di Pechino Guo Jinlong, in visita in questi giorni in Italia. Hanno firmato l’intesa il direttore generale per lo Sviluppo sostenibile, il danno ambientale, i rapporti con l’Ue e gli organismi internazionali del dicastero italiano, Francesco La Camera, e per la parte cinese il vicedirettore generale dell’Environmental Protection Bureau della municipalità di Pechino, Feng Huisheng. Presenti il vicesindaco di Pechino con delega all’ambiente, Zhang Gong, e una delegazione della municipalità, il consigliere politico del ministro dell’Ambiente italiano Mauro Libè, le strutture tecniche del dicastero. Il progetto TWEES (Tongzhou Water Environment Evaluation and Strategy), spiega una nota del Minambiente, rientra nella strategia di sviluppo integrata dell’area Beijing-Tjanjin-Heibei (BTH), dove è previsto verranno trasferiti gli uffici del governo municipale di Pechino e decine di migliaia di dipendenti pubblici. L’accordo interessa un’area di circa 910 kmq, con una popolazione di oltre 1,1 milioni di abitanti. Il distretto di Tongzhou è un’area ricca di risorse idriche, attraversata da 13 fiumi, a forte vocazione agricola ma caratterizzata da 7 zone industriali di manifattura e alta tecnologia.

ACQUA, MILANO: AL VIA ATO UNICO METROPOLITANO

Si è concluso il 15 giugno l’iter per la definizione dell’Ufficio d’Ambito della Città metropolitana di Milano che, con lo scioglimento dell’Azienda speciale Ufficio d’Ambito della Città di Milano, vede la nascita di un unico Ato metropolitano. Le operazioni di successione universale, che hanno portato alla chiusura dell’Ato della Città di Milano, con la sottoscrizione dell’atto ricognitivo, definitivo, delle competenze, delle risorse finanziarie, umane e strumentali, sono state curate da un gruppo di lavoro guidato dal direttore generale dell’Ato metropolitano, Italia Pepe. L’Ato metropolitano milanese è costituito dai 133 Comuni del territorio dell’ex Provincia di Milano, compreso il Comune capoluogo. Ciò consente di perseguire una razionalizzazione dell’organizzazione dei servizi idrici integrati, sottolinea la Città metropolitana, rispettando tuttavia le peculiarità dei territori e generando un presidio generale che vuole favorire e potenziare il ruolo di organizzazione e controllo del servizio da parte dell’Ufficio d’Ambito della Città metropolitana di Milano, con conseguente uniformità dei processi decisionali tesi al raggiungimento di maggiori livelli di efficienza e di incisività delle politiche pubbliche. Il consiglio di amministrazione dell’Ufficio d’Ambito della Città metropolitana di Milano, presieduto da Giancarla Marchesi, è composto da una significativa rappresentanza dei Comuni appartenenti all’Ato, pari ad almeno 3 componenti sui 5 complessivi, in modo che vi siano un rappresentante per i Comuni fino a 15.000 abitanti, un rappresentante per i Comuni con un numero di abitanti superiore a 15.000 e un rappresentante per il Comune capoluogo.

NUOVE ACQUE: RILIEVI AEEGSI SOLO FORMALI

Il procedimento sanzionatorio recentemente avviato dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) nei confronti di Nuove Acque “riguarda solo aspetti formali” che non hanno “alcun impatto sulla tariffa applicata alla clientela”: è quanto precisa con un comunicato la stessa azienda idrica, che serve 36 Comuni nell’Alto Valdarno, commentando il provvedimento dell’Autorità con cui le si contesta l’erroneità delle informazioni trasmesse e l’inosservanza delle procedure di compilazione prescritte per le determinazioni tariffarie, nonché un difetto di raccordo tra i valori desumibili dalla documentazione contabile e i valori riportati nella modulistica trasmessa. L’Aeegsi, afferma il gestore, ipotizza che Nuove Acque non si sia attenuta al procedimento formale per l’invio di dati di gestione all’Autorità stessa. Si tratta quindi di rilievi formali senza alcun impatto sulla tariffa applicata e che non implicano un mancato rispetto dei regolamenti in vigore, cui Nuove Acque si attiene rigidamente. Infatti, l’ispezione ha valutato conforme l’operato di Nuove Acque in tema di: applicazione delle tariffe, deposito cauzionale, investimenti, tariffa depurazione per progettazione e rimborso tariffa depurazione, assenza della voce “Remunerazione capitale investito” nelle tariffe dal 2012 al 2015 e relativo rimborso per il periodo luglio - dicembre 2011. “La marginalità degli aspetti formali contestati - conclude Nuove Acque - è altresì dimostrata dalla forma ridotta e semplificata della sanzione, che consente a Nuove Acque di estinguere il procedimento con il pagamento del 33% dell’importo iniziale di 114.000 euro, pari a 38.000 euro”. La società fa sapere che compiuti tutti i dovuti approfondimenti del caso anche con l’Autorità idrica toscana, produrrà materiale a supporto della correttezza dei dati inviati e degli aspetti formali della procedura adottata.

ACQUA, ATO CALORE IRPINO: AL VIA GARA PER AFFIDAMENTO

Parte l’iter per l’affidamento del servizio idrico integrato nell’Ato Calore Irpino, in assenza di passi concreti - per il momento - che abbiano dato il via a un percorso aggregativo tra gestori esistenti consentendo di evitare la pubblicazione di una gara. Le possibilità esplorate, sinora, erano l’affidamento in house del servizio ad Alto Calore Servizi o la società mista formata da quest’ultimo e da Gesesa, partecipata da Acea; le due società hanno poi manifestato il proprio interesse insieme all’Acquedotto Pugliese per la valutazione di un percorso aggregativo. Intanto, però, in attesa che si muova qualche passo avanti in tale direzione, il commissario dell’Ato Vito Colucci ha scritto al presidente della Regione Campania, all’assessore regionale all’Ambiente, all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, ai ministeri dell’Ambiente e della Pubblica amministrazione, al Consiglio dei ministri e all’Autorità nazionale anticorruzione avvertendo che, scaduto il 3 giugno scorso il termine per la costituzione dell’Ente idrico campano e preso atto che i tentativi di pervenire a soluzioni aggregative dei gestori non hanno ancora dato esito, vanno avviate “procedure concorsuali per l’individuazione di un soggetto che diventi la parte operativa del gestore del servizio idrico integrato nel distretto Calore-Irpino”.
Come riporta Il Mattino di Avellino, l’avvio delle procedure per la gara - secondo Colucci - era un “atto dovuto”, con cui il commissario si è dovuto sostituire ai Comuni che non hanno provveduto nei tempi previsti a costituire gli organi dell’Ente idrico regionale. Un’evoluzione dello scenario attuale, per esempio con il progresso dell’ipotesi di “aggregazione leggera” tra Alto Calore Servizi, Gesesa e Acquedotto Pugliese, potrebbe consentire in seguito di fermare la gara.

CATANZARO, OK ALLA CONVENZIONE INTEGRATIVA. INVESTIMENTI IN DEPURAZIONE PER 23 MLN

La giunta comunale di Catanzaro presieduta dal sindaco Sergio Abramo ha approvato nei giorni scorsi lo schema di convenzione integrativa con la Regione Calabria - Dipartimento Ambiente e Territorio per la regolamentazione del cofinanziamento di cui all’Accordo di Programma Quadro “Tutela della acque e gestione integrata delle risorse idriche (TAGIRI)” con le risorse per la realizzazione del completamento dello schema depurativo a servizio della città di Catanzaro, previsto dalla delibera CIPE n. 60 del 30 aprile 2012 settore idrico.
La Regione, dal momento che tale intervento era ricompreso nelle procedure d’infrazione 2014/2013 per mancata o parziale depurazione dei reflui, sulla base delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione ha proceduto ad unificare i due interventi con un unico progetto preliminare d’insieme, comprendente sia l’intervento di realizzazione dello schema depurativo sia quello del completamento dello stesso schema previsto da delibera CIPE 2012.
Dal suddetto accorpamento è scaturito un unico intervento del valore complessivo di 23 milioni e mezzo, di cui 7 milioni circa da Fondi ministero Ambiente, 7milioni e 500mila da fondi FSC 2007/2013 delibera CIPE 60/2012, e con un valore stimato di partecipazione privata di circa 9 milioni.
La giunta ha, quindi, delegato il dirigente del settore igiene ambientale Giovanni Ciampa alla stipula della convenzione integrativa.

CALABRIA, OLIVERIO "COMPLETAMENTO DELLA DIGA DEL MENTA ENTRO UN ANNO"

"Oggi sono ripresi i lavori per il completamento della Diga del Menta, una importante opera, il cui cantiere era bloccato da sei anni, che consentira' di migliorare l'approvvigionamento idrico della citta' di Reggio Calabria. I cittadini potranno fruire delle risorse idriche provenienti dalla Diga del Menta gia' dall'anno prossimo: nel mese di luglio 2017 inaugureremo l'opera". Cosi' il presidente della regione Calabria Mario Oliverio, nel corso della visita al cantiere della diga del Menta in Aspromonte, uno sbarramento del torrente Menta, sito nel comune di Roccaforte del Greco, in provincia di Reggio Calabria, che permettera' di fornire acqua ad uso potabile a 230 mila abitanti della citta' della Calabria.
Con Oliverio presenti anche il commissario liquidatore della Sorical Luigi Incarnato, il presidente del Consiglio regionale calabrese Nicola Irto e i rappresentanti delle amministrazioni comunali coinvolte, tra cui anche il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomata'.
Il primo progetto esecutivo della diga risale al 1979, trentasette anni fa. Da allora, con un investimento complessivo di 138 milioni di euro, l'opera e' stata realizzata solo in parte, con uno sbarramento del torrente, alto circa novanta metri, a 1431 m sul livello del mare, ed un primo lotto della galleria di derivazione.

AMBIENTE

UE, ECONOMIA CIRCOLARE: VERSO IL TESTO CONCLUSIVO

Passi in avanti in materia di economia circolare in sede europea. Il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dei 28 paesi membri si è riunito nei giorni scorsi a Lussemburgo per discutere delle questioni più urgenti sotto il profilo della politica ambientale comunitaria. Tra la ratifica dell’Accordo di Parigi e l’esame della proposta di direttiva NEC (sulla riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici), ha trovato spazio anche il paccheto sull’economia circolare, licenziato da Bruxelles a dicembre 2015.
L’insieme delle misure, secondo i calcoli dell’esecutivo europeo, dovrebbe produrre a livello comunitario risparmi annuali pari a 600 miliardi di euro, con 580 mila nuovi posti di lavoro e un taglio del 2-4 % delle emissioni serra. Benefici importanti dunque, condivisi a pieno dal Consiglio.
“Andare verso un nuovo modello di economia basato sul riuso e sul recupero delle materie - ha il Sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, rappresentante dell’Italia al Consiglio - rappresenta una straordinaria occasione per dare un nuovo impulso alla competitività delle nostre imprese e a migliorare la sostenibilità dell’uso delle nostre risorse”.
Le conclusioni stilate a Lussemburgon tuttavia non si limitano a supportate obiettivi e mission del Pacchetto, ma aggiungono anche proposte e consigli per accelerare la transizione economica. La relazione sollecita la Commissione europea a dar vita ad una struttura di governance a livello comunitario e a un quadro di monitoraggio che rafforzi e valuti i progressi verso l’economia circolare, riducendo al minimo gli oneri amministrativi. Altro elemento importante, l’istituzione di una piattaforma che faciliti ulteriori scambi strutturale di conoscenze, tecnologie, buone pratiche ed esperienze politiche (anche su strumenti economici) tra gli Stati membri, e tra i soggetti interessati a livello europeo. Il pacchetto dovrebbe inoltre lasciar spazio soprattutto a ricerca, innovazione, cooperazione intersettoriale, soluzioni digitali, adozione di nuove tecnologie e modelli di business.
“Parlare di economia circolare - ha concluso il Sottosegretario Velo - è un’occasione di cambiamento a tutti i livelli di governance ed è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile che il nostro Paese e l’Unione Europea devono raggiungere”. A breve il Consiglio adotterà un testo conclusivo che definirà gli indirizzi politici per i prossimi anni.

ISPRA, NASCE SISTEMA NAZIONALE PER LA PROTEZIONE (SNPA)

Dopo circa tre anni dall'inizio del suo iter parlamentare, con 354 voti a favore, nessun no e 15 astenuti, la Camera ha approvato in via definitiva la Legge che istituisce il Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA) e disciplina l'ISPRA. Il Sistema assicurera' omogeneita' e efficacia alle attivita' di controllo pubblico della qualita' dell'ambiente del nostro Paese, a supporto delle politiche di sostenibilita' ambientale, qualificandosi come fonte ufficiale, omogenea ed autorevole per cio' che riguarda informazione, monitoraggio, analisi e valutazione ambientale, a garanzia della tutela non solo dell'ambiente ma anche di chi ci vive. La Legge istituisce, inoltre, i Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta) e mette a sistema la rete informativa nazionale ambientale.
"Termina oggi l'iter legislativo articolato e a tratti faticoso di una Legge che si rende necessaria al Paese per avere garantite in maniera omogenea in tutto il territorio le attivita' di analisi e valutazione ambientale", ha dichiarato Bernardo De Bernardinis, presidente del Consiglio Federale dell'SNPA.
"Ringrazio il ministro dell'Ambiente e il Parlamento per aver approvato questa legge che valorizza un processo gia' in itinere, formalizzando gli organi di gestione del Sistema e dando vita alla rete nazionale dei laboratori accreditati. Oltre alle attivita' di natura ispettiva, di vigilanza e controllo il Sistema e' chiamato anche a garantire la condivisione dei dati e delle informazioni ambientali verso i cittadini, le istituzioni e tutti gli operatori economici. I diecimila addetti del Sistema sono pronti ad affrontare la sfida che la nuova Legge chiama ad affrontare", ha aggiunto.

LAVAGNA (GE), VOTI IN CAMBIO DI APPALTI RIFIUTI. AI DOMICILIARI SINDACO E CONSIGLIERE

Voti della ‘ndrangheta in cambio di favori nel settore dei rifiuti. Questa l’accusa della Procura della Repubblica di Genova, che ha indagato 23 persone e disposto l’arresto per 8 (3 ai domiciliari). Nel mirino degli inquirenti della dda del capoluogo ligure, che coordina la squadra mobile e lo sco, sono finiti il sindaco di Lavagna (GE) Giuseppe Sanguineti, l'ex deputata dell'Udc Gabriella Mondello, il consigliere comunale Massimo Talerico (tutti ai domiciliari). In carcere invece, gli esponenti della cosca Rodà-Casile di Condofuri (RG): Paolo, Antonio e Francesco Nucera, e Francesco Antonio e Antonio Rodà.
In totale 23 indagati tra i quali l'ex assessore ai lavori pubblici della giunta di Claudio Burlando ed ex consigliere regionale Giovanni Boitano, e il vice sindaco Luigi Barbieri. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, abuso d'ufficio, traffico illecito di rifiuti e droga, usura, riciclaggio e intestazione fittizia di beni.
All'origine delle indagini la vicenda della raccolta dei rifiuti. L'appalto era stato vinto da una società di Udine, la Ideal Service. Quando Sanguineti si insediò, secondo l'accusa del pm Alberto Lari e dei carabinieri, avrebbe costretto la società friulana a condividere il servizio con la società EcoCentro della famiglia calabrese dei Nucera. In seguito, a Scarpino (la discarica a servizio del capoluogo ligure e dei comuni limitrofi, ora chiusa) i tecnici avrebbero scoperto che i rifiuti urbani che arrivavano da Lavagna contenevano anche rifiuti speciali.
Secondo l'accusa, Sanguineti sarebbe stato eletto coi voti dei clan in cambio di favori: dalla gestione dei rifiuti a quella degli stabilimenti balneari abusivi. Per pm e carabinieri, avrebbe costretto la EcoCentro - società friulana vincitrice dell’appalto per la raccolta dei rifiuti - a condividere il servizio con la società della famiglia calabrese dei Nucera. Ma a Scarpino (la discarica a servizio del capoluogo ligure e dei comuni limitrofi), i tecnici avrebbero scoperto che i rifiuti urbani che arrivavano da Lavagna contenevano anche rifiuti speciali.
A manovrare tutto, la "dark lady" Gabriella Mondello, ex sindaco di Lavagna per 24 anni e poi eletta in Parlamento con il Pdl per passare all'Udc.
Il sindaco teme e blandisce la cosca. Secondo gli inquirenti, Sanguineti ha paura di un attentato ai suoi danni ma è anche capace di chiedere sostegno elettorale. Chiede voti per Raffaella Paita (attuale capogruppo del Pd in Regione e all'epoca candidata per la presidenza della regione) alle primarie del Pd "che è utile per farmi avere una mano coi depuratori".

RIFIUTI, FVG: CONSULTAZIONE SU LOCALIZZAZIONE IMPIANTI

La Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia ha adottato il Progetto di criteri localizzativi regionali degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti nell’ambito del Piano regionale di gestione dei rifiuti. La delibera, proposta dall’assessore regionale all’Ambiente Sara Vito, dà mandato alla direzione centrale Ambiente ed energia della Regione di pubblicare sul bollettino ufficiale della Regione l’apposito avviso al fine di avviare la fase di consultazione prevista dalla procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). Il documento, di cui la Giunta aveva preso atto con una delibera del 9 ottobre 2015, era stato aggiornato sulla base dei pareri pervenuti in fase di consultazione preliminare nell’ambito della Vas e adottato una prima volta con una delibera del 28 aprile scorso. Il testo, per la prima volta adottato dalla Regione, ha ottenuto il parere favorevole della competente Commissione in Consiglio regionale e dal Consiglio delle autonomie locali, che non hanno presentato richieste di modifiche. Il successivo passaggio della procedura di Vas prevede che nei 60 giorni successivi alla pubblicazione sul bollettino la documentazione venga messa a disposizione del pubblico, anche mediante pubblicazione sul sito web regionale, e chiunque possa prenderne visione e presentare le proprie osservazioni. I criteri previsti dal documento subordinano la localizzazione degli impianti di trattamento dei rifiuti da parte di soggetti pubblici o privati a vincoli e limitazioni di natura fisica, tecnica, ambientale, sociale ed economica che concorrono ad assicurare un impatto ambientale sostenibile, oltre a indicare idonee misure di compensazione e a rispettare le fasce di rispetto imposte dalla normativa.

PUGLIA, DECRETO PER RIFIUTI IN COMUNI A VOCAZIONE TURISTICA

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato un decreto per il potenziamento dei servizi di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti solidi urbani nei Comuni con particolare vocazione turistica, nel periodo tra giugno e settembre, soprattutto - ma non solo - dove ci siano aree interessate da manifestazioni ed eventi culturali e da elevata ricettività turistica. Il decreto dispone che tutti i Comuni con vocazione turistica, caratterizzati da un aumento della presenza di residenti occasionali, potenzino il servizio anche incrementando la frequenza e gli orari di spazzamento e di raccolta, al fine di garantire un livello igienico-sanitario ottimale. Il presidente ha previsto con il decreto che tutti i Comuni e i concessionari delle aree demaniali garantiscano sulle spiagge l’igiene e la pulizia nonché la raccolta dei rifiuti. Inoltre tutti gli enti gestori o concessionari della gestione della rete stradale, i Comuni e le Province, provvederanno alla corretta gestione e pulizia delle strade e alla rimozione dei rifiuti abbandonati incontrollatamente, anche incrementando le funzioni di vigilanza del territorio. Tutti gli enti gestori dei parchi nazionali e regionali, delle aree marine protette, delle riserve statali e regionali, delle aree protette, nonché i Comuni cureranno inoltre le operazioni di rimozione e smaltimento o recupero dei rifiuti abbandonati nelle aree ad alta frequentazione turistica. Gli Ambiti di raccolta ottimali (Aro), nell’ambito delle funzioni loro attribuite dalle norme, predisporranno strumenti attuativi di supporto ai singoli Comuni finalizzati al raggiungimento degli obiettivi indicati. Gli Organi di governo degli Aro li supporteranno nelle stagioni interessate da elevati coefficienti di picco nella produzione di rifiuti solidi urbani.

RIFIUTI, AL VIA “PALERMO DIFFERENZIA 2”

Parte a Palermo la seconda fase della differenziata porta a porta che coinvolgerà circa 50.000 famiglie (130.000 abitanti), che si sommano a quelli già serviti dalla prima fase del progetto, “Palermo Differenzia 1”. Ad annunciarlo il sindaco Leoluca Orlando, in compagnia dell’assessore comunale all’Ambiente Sergio Marino, del presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando, del presidente della Rap Roberto Dolce e del rappresentante legale di Palermo Ambiente Marcello Capetta. Il nuovo progetto, denominato “Palermo Differenzia 2”, è stato redatto in conformità all’Accordo di programma in applicazione della legge n. 244/2007, con l’obiettivo di estendere il sistema porta a porta già attivato nel 2010 in una zona semicentrale della città. La prima area di intervento sarà il quartiere Strasburgo dove è già cominciata la distribuzione dei kit alle famiglie e alle utenze non domestiche, mentre l’effettiva raccolta comincerà a luglio con la dismissione contemporanea dei cassonetti dell’indifferenziata stradale. Seguiranno poi, a step da circa 20.000 cittadini per volta, i quartieri Politeama, Massimo, Borgo Vecchio, Centro storico, Settecannoli e Brancaccio. Tutte le aree saranno attive entro la fine di ottobre. Rispetto a “Palermo Differenzia 1”, si effettuerà anche la raccolta porta a porta del vetro per rendere più omogenea la tipologia di raccolta e contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti indifferenziati attorno alle campane stradali. È stata inoltre avviata una campagna di comunicazione/informazione agli utenti curata da Palermo Ambiente, con la consegna dei kit informativi. Ogni famiglia riceverà un vademecum, facile da consultare e da conservare come promemoria, all’interno del quale saranno riportate in maniera sintetica e semplice tutte le informazioni sui materiali da raccogliere e sulle modalità di conferimento. È, inoltre, prevista la distribuzione di flyers per una comunicazione rapida e diretta relativamente all'avvio del servizio di raccolta. Con l’estensione del porta a porta, gli utenti serviti dalla raccolta differenziata. passano da 130.000 a 260.000 circa.

A HERA PREMIO INNOVAZIONE SMAU PER HERGOAMBIENTE

L’impegno di Hera sulle nuove tecnologie è stato riconosciuto allo Smau Bologna. Il progetto HergoAmbiente ha vinto infatti il Premio Innovazione Smau R2B, che valorizza le esperienze più all’avanguardia che rendono i servizi pubblici sempre più “smart” per migliorare la qualità della vita dei cittadini. L’evento di premiazione si è tenuto nell’ambito delle iniziative che si sono svolte alla Fiera di Bologna per il Salone internazionale della ricerca industriale e innovazione R2B.
HergoAmbiente è un sistema informativo gestionale “intelligente”, unico nel panorama nazionale e internazionale, sviluppato dalla multiutility Hera per gestire in maniera integrata tutte le attività di raccolta rifiuti e spazzamento strade, attraverso processi completamente digitalizzati e in dialogo costante tra loro. Il sistema consente di progettare, pianificare, programmare e monitorare i servizi di raccolta rifiuti e pulizia delle strade e rendicontare le attività svolte: HergoAmbiente pensa e lavora come un network, una rete di persone e dispositivi fra loro interconnessi, capaci di governare l’insieme dei processi gestionali dei servizi ambientali.

CRAC AMIA PALERMO, 7 A GIUDIZIO

Sono state rinviate a giudizio 7 persone accusate di peculato nell’inchiesta sulle “spese pazze” dell’Amia, l’ex azienda municipale della raccolta dei rifiuti a Palermo. Davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo, dal 3 ottobre prossimo, si svolgerà il processo a Lorenzo Lunardo (difeso da Mario Zito), Paola Barbasso Gattuso (difesa da Sergio Monaco), Arrigo Bellinazzo e Daniele Saviotti (difesi da Enrico Tigini e Gaetano Forte), Giuseppe Giambelluca, Massimiliano Gibilaro e Salvatore Muratore (difesi da Vincenzo Lo Re). Sarà trattata da Caltanissetta la posizione de vertici dell’Amia Enzo Galioto, Orazio Colimberti, Giuseppe La Rosa, Angelo Canzoneri, perché un co-indagato, Tommaso Scanio, è stato vice procuratore onorario a Palermo. L’indagine, che finora ha portato a tre processi, ha fatto emergere gli sprechi compiuti nella gestione dell’azienda. In questo caso sono sotto la lente di ingrandimento della Procura 20 viaggi negli Emirati Arabi, con relative spese pagate dall’azienda. Secondo gli inquirenti, fra il 2005 e il 2007 furono sperperati quasi 720.000 euro. Fra i rimborsi, il nucleo di polizia tributaria della Finanza ha trovato cene sontuose e alberghi a cinque stelle.

ENERGIA

UE, PIANO JUNCKER: 29% FONDI A SETTORE ENERGETICO

A un anno dal via libera al piano per la crescita in Europa, sono stati presentati i primi risultati dei fondi assegnati dal Piano Juncker, il 29% dei quali è andato al settore energetico; 24 i progetti approvati e ammontano a 16,9 miliardi di euro gli investimenti aggiuntivi attesi nei prossimi anni grazie a queste prime assegnazioni. Scopo del piano è quello di rendere gli investimenti più semplici, attrattivi e prevedibili, riducendone i rischi. Grecia, Romania, Bulgaria e Lituania sono gli Stati che hanno presentato il maggior numero di progetti, mentre le rinnovabili, gli smart meter e l’efficientamento energetico sono i settori in cui si sono canalizzati maggiormente gli investimenti. In particolare, le rinnovabili hanno ottenuto 2,03 miliardi di euro, gli smart meter 1,16 e l’efficientamento energetico 1,05. Seguono nella classifica stilata dall’Ue le infrastrutture (290 milioni) e la riduzione delle emissioni (55 milioni). Alle Pmi sono già stati erogati 3,5 miliardi per 185 accordi di finanziamento. Anche l’Italia ha partecipato al Piano con la presentazione di due progetti: l’efficientamento della raffineria di Milazzo, a cui sono andato 30 milioni di euro, e l’ammodernamento per i contatori gas (200 milioni). Questi fondi, secondo stime Ue, dovrebbero generare investimenti per 651 milioni di euro.

BELLANOVA: DAL 2005 RISPARMI ENERGETICI PER 9,8 MTEP/ANNO

Nel 2014 il consumo di energia in Italia è stato pari a 113,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), con una diminuzione del 4,3% rispetto al 2013. Una riduzione particolarmente significativa nel settore industriale e frutto di due elementi: il perdurare della crisi economica, ma soprattutto la messa in campo di politiche per la promozione dell’efficienza energetica. Lo ha detto il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova nel corso di un’audizione in Commissione Attività produttive alla Camera dedicata a riscaldamento e raffreddamento, nonché a efficienza e risparmio energetico, temi al centro di una comunicazione della Commissione europea all’ordine del giorno. Il viceministro ha sottolineato i risultati positivi raggiunti dal nostro Paese, in anticipo rispetto alle scadenze prefissate. “Grazie alle misure di efficienza energetica - ha detto Bellanova - a partire dal 2005, il risparmio conseguito è stimato in circa 9,8 Mtep/anno. L’Italia ha fissato l’obiettivo indicativo di riduzione dei consumi di energia finale al 2020 in 15,5 Mtep/anno, confermando il target previsto dalla Strategia energetica nazionale”. La strada che l’Italia intende percorrere nel rafforzamento del ricorso all’energia non fossile è in piena sintonia con le linee indicate dalla Commissione europea: riqualificazione nel senso del risparmio energetico del patrimonio immobiliare; aumento del ricorso alle energie rinnovabili; promozione dell’utilizzo dei sistemi di teleriscaldamento e reti di cogenerazione. Il governo, ha spiegato Bellanova, ha introdotto nuove misure che integrano e rafforzano quelle messe a punto nel corso dell’ultimo decennio; l’obiettivo, ora, è di monitorare attentamente l’evoluzione delle direttive europee in materia, in modo che rispecchino anche quanto già messo in campo dall’Italia e tengano conto della situazione dei nostri settori civile e industriale. “Siamo inoltre impegnati a studiare le modalità di una iniezione di risorse, che non urti con la normativa sugli aiuti di Stato - ha concluso il viceministro - ma che sia in grado di sostenere efficacemente progetti e iniziative nel settore, visto che è la stessa Commissione europea a riconoscere che una delle barriere fondamentali per attingere all’ulteriore potenziale è fin qui stato il finanziamento dei progetti”.

ELETTRICITÀ: AUMENTANO PICCOLI IMPIANTI, 657.000 NEL 2014

In Italia cresce ancora l’energia elettrica prodotta da piccoli o piccolissimi impianti collegati direttamente al sistema di distribuzione, prevalentemente alimentati da fonti rinnovabili. Nel 2014 erano oltre 657.000, quasi 70.000 in più rispetto al 2013, per una potenza installata di oltre 30.000 MW, circa un quarto di quella nazionale. È quanto emerge dal “Monitoraggio dello sviluppo degli impianti di generazione distribuita per l’anno 2014” pubblicato dall’Autorità per l’energia sulla base degli ultimi dati disponibili. Nel nostro Paese le “mini-centrali” contribuiscono per circa il 23% alla produzione nazionale totale (64,3 TWh), con l’80% dell’energia elettrica prodotta di origine rinnovabile, in particolare da fonte solare. L’aumento del numero di impianti rispetto al 2013 è legato principalmente allo sviluppo di quelli fotovoltaici (+68.800 circa), mentre è significativa la maggior produzione da biomasse, biogas e bioliquidi. Si conferma così la forte e rapida evoluzione del sistema elettrico nazionale, passato da pochi impianti di taglia più elevata a una moltitudine di impianti di taglia ridotta, che sfrutta le fonti rinnovabili diffuse e crea maggiore efficienza energetica anche grazie alla cogenerazione. Confrontando l’anno 2014 con il precedente (+12% il numero di impianti) viene quindi consolidato il trend di crescita degli ultimi anni, mentre la potenza installata è leggermente diminuita (-50 MW) a causa però di una netta diminuzione degli impianti termoelettrici (-197 MW) e, in misura minore, idroelettrici (-66 MW), mentre è in aumento la potenza degli impianti fotovoltaici (+147 MW) ed eolici (+89 MW). Circa il 20% di quanto prodotto viene autoconsumato, mentre la parte restante viene immessa in rete.

TELERISCALDAMENTO, A2A: A BRESCIA: SUPERATI 42 MLN MC SERVITI

Una crescita costante nel tempo, coniugata ad elevati standard di qualità, sostenibilità ambientale e attenzione alle esigenze del territorio. Con queste parole è possibile sintetizzare lo sviluppo del teleriscaldamento di A2A a Brescia, che venne sperimentato per la prima volta 44 anni fa in un quartiere di nuova costruzione - Brescia 2 - per poi estendersi a larga parte della città. I primi passi ufficiali furono mossi nel 1971 dal Comune di Brescia, con un proprio atto formale di indirizzo all’allora Asm, mentre il progetto divenne operativo l’anno successivo, per poi svilupparsi rapidamente dapprima con i potenziamenti della centrale Lamarmora e successivamente con l’entrata in funzione del termovalorizzatore. Oggi, la volumetria degli edifici allacciati ha raggiunto e superato quota 42 milioni di mc, conferendo a Brescia, con oltre 200 mc di volume riscaldato per abitante, il primato nazionale della diffusione del teleriscaldamento, che con un’estensione complessiva di oltre 650 km di doppia tubazione copre il fabbisogno del 70% della città. Al calore recuperato dal termovalorizzatore e dalla centrale di cogenerazione ad alto rendimento Lamarmora, oltre all’erogazione in caso di back-up da parte della centrale Nord, da ottobre 2015, grazie al progetto “Calore in rete”, si aggiunge quello recuperato dall’acciaieria Ori Martin, calore altrimenti disperso nell’ambiente. Il progetto “Calore in rete” rappresenta infatti un’ulteriore spinta al consolidamento della leadership di A2A Calore & Servizi non solo in termini di volumi di calore erogato ma anche e soprattutto di innovazione tecnologica, efficienza energetica e qualità ambientale. Il sistema di teleriscaldamento evita così ogni anno l’emissione in atmosfera di oltre 400.000 t di CO2 e il consumo di oltre 150.000 tonnellate equivalenti di petrolio (le emissioni evitate si riferiscono al contributo fornito dal Sistema energetico integrato nella sua totalità, ovvero teleriscaldamento, produzione elettrica da cogenerazione e ciclo dei rifiuti con termovalorizzazione).

BANDA ULTRALARGA, ACCORDO MISE-PIEMONTE

Il Piemonte è la prima Regione, dopo le 6 del primo bando per le aree bianche, a firmare l’accordo operativo con il ministero dello Sviluppo economico per la realizzazione di un rete pubblica per la banda ultralarga. L’accordo consentirà di collegare 781.000 unità immobiliari (abitazioni, aziende, uffici PA) e circa 1,3 milioni di cittadini. Le risorse per coprire il fabbisogno provengono per 193,8 milioni di euro dal Fondo sviluppo e coesione e per circa 90 milioni dai fondi regionali europei Fesr e Feasr. Infratel Italia, società in house del Mise, sarà il soggetto attuatore. Il primo bando per la realizzazione della rete nelle aree bianche, quelle a fallimento di mercato, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 giugno scorso; le Regioni interessate sono Abruzzo, Molise, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto.

ENERGIA E GAS, RINNOVATO ACCORDO AIM EMERGY-CONFARTIGIANATO VICENZA

Confartigianato Vicenza ha rinnovato l’accordo con Aim Energy per le forniture di energia elettrica e gas a uso domestico, concluso poco più di due anni fa, aggiornandolo con un aumento degli sconti. “È un accordo in cui abbiamo creduto fin dall’inizio - spiega Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza - e che ci siamo impegnati a proporre alle famiglie dei nostri imprenditori, ai loro dipendenti, ai pensionati e a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sono vicini alla nostra organizzazione”. Finora sono stati stipulati 19.877 contratti per le forniture di energia elettrica e gas a uso domestico nell’ambito del sistema di Confartigianato Vicenza, realizzando un risparmio calcolato intorno a 1,9 milioni di euro l’anno rispetto ai precedenti fornitori. L’accordo viene oggi promosso da altre 50 associazioni territoriali aderenti a Confartigianato, cui nelle prossime settimane dovrebbero aggiungersene di nuove. Il risparmio medio per chi stipula il contratto arrivando dal mercato tutelato, afferma Bonomo, è di circa 107 euro l’anno, mentre per i soggetti che lasciano il precedente fornitore del libero mercato si calcola un risparmio medio di 300 euro annui. Il nuovo accordo con Aim, spiega il direttore di Confartigianato Vicenza Pietro De Lotto, prevede un aumento significativo dello sconto rispetto al precedente: lo sconto viene applicato sulla materia prima e non sull’intera bolletta ed è pari al 20% (contro il 15% precedente) sull’energia elettrica e al 13% (era il 10%) sul gas. A ciò si aggiunge la possibilità di una riduzione di 5 euro per l’autolettura bimestrale del gas.

POI ENERGIA: 105 MW VERDI PER LE REGIONI CONVERGENZA

Oltre 1.600 km di rete ammodernati in un’ottica di smart grid. 416.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica ridotte. Ben 105 MW di capacità addizionale installata per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Questi sono solo alcuni dei numeri di cui oggi può vantarsi il POI Energia in riferimento al periodo compreso tra il 2007 e il 2013.
Il programma, i cui risultati sono stati esposti nei giorni scorsi a Roma dal Ministero dello Sviluppo economico, ha finanziato più di 2.500 progetti di amministrazioni pubbliche e imprese delle Regioni Convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia).
La riuscita del POI Energia è essenzialmente il frutto delle azioni progettuali derivanti dai bandi e dalle procedure negoziali avviate dai tre organismi preposti alla gestione e all’attuazione del Programma: il ministero dello Sviluppo economico -direzione generale Mercato elettrico, Energie rinnovabili ed Efficienza energetica, Nucleare (dg Mereen), in qualità di Autorità di gestione, la direzione generale per gli Incentivi alle imprese (dg Iai) dello stesso ministero e la direzione generale per il Clima e l’Energia del ministero dell’Ambiente, nel ruolo di organismi intermedi.
Gli investimenti compiuti hanno consentito di realizzare, in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, iniziative mirate a: la produzione di energia da fonte rinnovabile (FER); l’efficientamento energetico degli edifici pubblici; il sostegno agli investimenti delle imprese, in ambito energetico; il finanziamento di interventi sul territorio per il potenziamento e la conversione “intelligente” delle reti di distribuzione e trasmissione dell’energia; la realizzazione di diagnosi energetiche; l’attuazione di studi di fattibilità e analisi per la valutazione del potenziale di sviluppo energetico.
Una linea d’azione che rimarrà intatta anche nel prossimo futuro, come si legge in una nota stampa “La rilevanza degli investimenti prevede la prosecuzione del POI Energia, anche nel periodo 2014-2020, con una specifica linea di azione nel PON Imprese e Competitività. Questa tuttavia non è l’unica attività che continua. Nel corso della Programmazione 2014-2020, le Regioni e le imprese avranno la possibilità di acquisire e valorizzare gli studi, le proposte impiantistiche e le diagnosi realizzate dal POI Energia, per sfruttare l’elevato potenziale di risorse non ancora utilizzate al meglio, come la fonte geotermica, o valorizzare i benefici economici derivanti dal risparmio energetico. Così come i progetti realizzati su scuole, università, edifici comunali e altre strutture di rilevanza per la comunità rappresentano un modello ad alto grado di replicabilità applicabile nei Programmi Operativi Regionali (POR)”.