Quindici

Anno XVI numero 39

Periodico telematico “Quindici”. Newsletter a carattere informativo. Registrato al tribunale civile di Roma sezione per la stampa e l’informazione il 5 agosto 2002 al n. 496. Edito da UTILITALIA Servizi Srl piazza Cola di Rienzo 80/A - 00192 Roma

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ARCHIVIO

STAMPA

INFORMAGENDA

19 novembre

SERR 2016 - Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti - 8^ edizione

CNI Unesco, Ministero Ambiente, Utilitalia, Anci

28 novembre
Convegno

Sfide e prospettive dello sviluppo del SII nel Mezzogiorno

Gori e Utilitalia

29 novembre
Convegno

Il dissesto idrogeologico e la gestione delle acque meteoriche

Uniacque

LA NOTIZIA

SERR, CRESCE LA PARTECIPAZIONE ITALIANA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI. L’AZIONE DI UTILITALIA

4.419 azioni in Italia e oltre 12mila nei 32 Paesi partecipanti per conseguire obiettivi virtuosi su riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti. Questa la sintesi dell’ottava edizione della SERR - Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (European Week for Waste Reduction, 19 - 27 novembre) che sta coinvolgendo nel nostro Paese Pubbliche Amministrazioni (40%), Associazioni (23%), Imprese (13%), Scuole (9%) e Cittadini (11,5%). L'Italia è il paese con il maggior numero di azioni approvate, con un aumento delle iniziative promosse dai singoli cittadini, che nel 2016 hanno fatto registrare un incremento del 74% rispetto al 2015. In forte rialzo anche le azioni promosse dalle scuole, con un balzo del 50%.
La Serr nasce come evento all’interno del Programma LIFE+ e si avvale del sostegno della Commissione Europea. L'edizione di quest’anno si svolge con il patrocinio di UNESCO, del Ministero dell'Ambiente, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e di ANCI. La SERR è resa possibile grazie al contributo di CONAI e dei sei Consorzi di Filiera: CIAL, COMIECO, COREPLA, COREVE, RICREA e RILEGNO.
In Italia la Settimana è promossa da un Comitato promotore nazionale composto da CNI Unesco (come invitato permanente), Ministero dell'Ambiente, ANCI, Città Metropolitana di Torino, Città Metropolitana di Roma Capitale, Legambiente, AICA e Utilitalia.
Molte le utility che partecipano alla Serr, con iniziative specifiche e innovative che integrano le azioni quotidianamente svolte nei territori di appartenenza, a partire dall’impegno sull’educazione ambientale sostenibile.
Utilitalia è impegnata direttamente nella promozione di una delle 4.419. Ha infatti realizzato una guida alle buone pratiche per ridurre impatto ambientale, consumi e costi durante il lavoro d’ufficio. Si tratta di un documento snello il cui obiettivo è sensibilizzare i propri dipendenti alla riduzione dei consumi, alla riduzione dei rifiuti e alla loro corretta differenziazione. Il documento affronta le tematiche relative al consumo di carta, alla produzione e al corretto conferimento dei rifiuti, al risparmio energetico e al risparmio idrico. Per ogni tema, una breve introduzione spiega le ragioni e i vantaggi di un consumo responsabile, insieme all’importanza del contributo di ciascuno. Una seconda parte illustra poi una serie di semplici consigli pratici per ridurre consumi e rifiuti. Il documento (come azione della SERR) sarà presentato dalla dirigenza ai dipendenti, con l’obiettivo di illustrarne i contenuti e invitare tutti alla partecipazione e alla diffusione delle buone pratiche anche in contesti diversi dal lavoro d’ufficio.
Per informazioni: European Week for Waste Reduction .

MONDOUTILITIES

ACEA ATO 5, STEFANO MAGINI NUOVO PRESIDENTE

Stefano Magini è il nuovo presidente di Acea Ato 5, l’azienda che gestisce il sistema idrico in Provincia di Frosinone. Prende il posto di Paolo Saccani, già presidente di Acea Ato 2 (gestore del servizio idrico per Roma e Provincia), che resta comunque nel consiglio di amministrazione dell’azienda ciociara. Magini era già stato, in passato, amministratore delegato di Acea Ato 5. Con questo cambio al vertice, comunicato nei giorni scorsi, il gruppo Acea realizza dunque la separazione delle governance di Acea Ato 2, dove Saccani continuerà a mantenere il ruolo di presidente, e Acea Ato 5. Nel Cda di Acea Ato 5 entra anche Paolo Carta, responsabile di gruppo per le attività di regolazione, che sarà delegato ai rapporti con l’Ato.

CEM, ANTONIO COLOMBO NUOVO AMMINISTRATORE UNICO

L’assemblea dei soci di Cem Ambiente - società a capitale pubblico che si occupa di servizi ambientali nelle Province di Milano, Monza e Brianza e Lodi - ha eletto il nuovo amministratore unico: Antonio Colombo. Ex sindaco del Comune di Mezzago (MB) per due mandati, Colombo ha ricoperto ruoli di rilevo nell’Ato della Provincia di Milano e di Monza e Brianza occupandosi del servizio idrico integrato; è stato membro del Comitato di controllo analogo di Brianzacque e vice presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci Asl MB. È stato eletto dall’assemblea di Cem Ambiente con i voti di oltre i 3/4 dei sindaci presenti, superando la maggioranza qualificata prevista dallo Statuto che è di 3/5. Colombo sostituisce nella guida della società Virginio Pedrazzi, amministratore unico dal 2013, che ha salutato l’assemblea ricordando i successi ottenuti nel suo mandato, dai progetti sperimentali fatti con Bicocca ai risultati importanti di Ecuo Sacco, senza dimenticare la positiva situazione dei bilanci societari. Colombo ha ringraziato i sindaci per la fiducia concessagli in una fase delicata della società e ha fornito una prima idea della linea strategica che intende perseguire: “desidero essere il rappresentante di tutti i sindaci - ha detto - e lavorerò per ricucire alcune fratture che ultimamente si sono manifestate nell’assemblea. Ritengo che si possa e si debba tornare a ragionare in modo unitario, smussando le diversità e trovando punti in comune che consentano a Cem di proseguire la sua crescita e il suo consolidamento”. L’assemblea dei soci ha infine nominato il collegio sindacale (Ivan Arzilli, presidente; Anna Maria Allievi e Nicola Tufo, sindaci effettivi; Francesco De Mastro e Sabina Cucca, sindaci supplenti) ed eletto il Comitato di indirizzo e controllo (sindaci dei Comuni di Agrate Brianza, Concorezzo, Inzago, Masate, Villasanta, Vimercate e Vimodrone).

FISE, CALÒ ELETTO NUOVO PRESIDENTE

Anselmo Calo e il nuovo presidente di Fise, la Federazione Imprese di Servizi. Calo, che succede a Gianni Luciani, opererà con i vice presidenti Giovanni Ossola (presidente Fise Acap), Luca Palermo (presidente Fise Are) e Roberto Sancinelli (presidente Fise Assoambiente).
Fise rappresenta il settore dei servizi privati alla collettività e alle imprese e oggi, attraverso le associazioni che la compongono, rappresenta direttamente e con accordi convenzionali oltre 1.000 aziende che fatturano 10 miliardi di euro e occupano circa 100.000 addetti.
Calo è imprenditore da sempre impegnato nel settore della gestione rifiuti, nel cui ambito ha ricoperto diversi incarichi associativi. "Saranno quattro i principali obiettivi del mio mandato - ha evidenziato al termine dell'assemblea - Lo sviluppo e l'ampliamento a nuovi comparti della rappresentanza del mondo dei servizi, settore sempre più rilevante e strategico per lo sviluppo economico del nostro Paese; la costituzione di nuove partnership con sistemi collettivi di interesse; la valorizzazione dei settori da noi rappresentati presso istituzioni, decisori politici e stakeholder; l'ulteriore rafforzamento del posizionamento di Fise sulle tematiche ambientali, su cui la Federazione da oltre 70 anni e attiva a livello nazionale e internazionale".

AGSM, DOPO STOP TRATTATIVE CON TRENTO IPOTESI FUSIONE CON AIM VICENZA

Torna in pista l’ipotesi di una fusione fra Agsm, multiutility del Comune di Verona, e la vicentina Aim, già emersa nei mesi scorsi ma poi arenatasi, apparendo definitivamente superata con l’avvio di trattative in esclusiva per una partnership tra Agsm e la trentina Dolomiti Energia. Conclusosi con un nulla di fatto il tentativo di avvicinamento con Trento, però Verona sembra intenzionata a restare ferma. Il sindaco della città scaligera, Flavio Tosi, ha incontrato nei giorni scorso il suo omologo di Vicenza, Achille Variati, insieme ai presidenti di Aim e Agsm, Paolo Colla e Fabio Venturi, per rimettere sul tavolo l’ipotesi di aggregazione fra le due società, di cui i rispettivi Comuni sono soci unici. “Riprende il dialogo fra due società che sono riconosciute e fortemente radicate sul territorio”, ha commentato il sindaco Variati. “Da parte mia e del sindaco di Verona è stato dato il via libera alla fase esplorativa per verificare le condizioni di possibilità per l’aggregazione fra Aim e Agsm - ha aggiunto -, mentre sono in atto simili valutazioni anche con altre società del territorio a totale partecipazione pubblica”.

ACQUALATINA, SÌ ALLA PRELAZIONE PER ACQUISIRE LE QUOTE PRIVATE

Il presidente del Cda di Acqualatina Giuseppe Addessi ha ricevuto il mandato dei soci pubblici per proseguire l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico dell'Ato 4; ovvero, per la prelazione, richiedendo i documenti di vendita di Idrolatina ad Acea.
Il mandato - votato all’unanimità - è stato ricevuto nel corso dell’Assemblea dei soci pubblici svoltasi nei giorni scorsi e richiesta con urgenza dai sindaci di Latina, Cisterna, Fondi e Formia.
Oltre ad Addessi, saranno impegnati i sindaci del territorio (di diverso orientamento politico), affiancati da Alberto Lucarelli, giurista ed ex assessore della giunta napoletana De Magistris, tra i principali artefici della trasformazione del gestore Arin spa in Abc (ente di diritto pubblico). Lucarelli sarà chiamato a redigere un parere pro veritate sulla possibilità del diritto di prelazione che i Comuni intendono far valere sulle quote Idrolatina, socio privato di Acqualatina, valutate in 22 mln di euro.
Su alcuni dei Comuni soci pende il mutuo contratto con Depfa bank, che detiene in pegno le quote pubbliche di Acqualatina.

MODENA, PROTOCOLLO COMUNE - HERA COMM PER UTENTI “FRAGILI”

Dopo un anno di sperimentazione, si consolida l'accordo tra il Comune di Modena e Hera Comm per la tutela delle persone in situazioni di disagio economico, sulla scia di altre positive esperienze maturate a Cesena, Ferrara, Forlì, Imola e Ravenna. Nel luglio 2015 era stata avviata l'iniziativa con l’Amministrazione Muzzarelli, tesa ad evitare l'interruzione delle forniture di luce, acqua e gas in caso di mancato pagamento delle bollette: ora è stata formalizzata in un protocollo, mirato a prevenire il più possibile l'interruzione delle forniture.
Si riparte dai risultati ottenuti finora: nel solo comune di Modena, dall' avvio della sperimentazione, è stato possibile evitare oltre il 90% delle sospensioni. Inoltre, Hera Comm riconoscerà ancora forme di rateizzazioni agevolate ai propri clienti assistiti dai servizi sociali, per i quali peraltro esiste da tempo un canale di contatto dedicato.
Per l'assessore comunale al Welfare Giuliana Urbelli si tratta di “un ulteriore passo in avanti per garantire in modo puntuale la tutela delle fasce più deboli”, mentre per Cristian Fabbri, ad di Hera Comm, “la gestione delle situazioni più critiche e l'applicazione delle agevolazioni previste in questi casi diventa ancora più tempestiva, a tutto vantaggio dei cittadini che si trovano in difficoltà”.

ROMAGNA ACQUE, PREMIO INTERNAZIONALE PER LA MIGLIORE DIGA

Romagna Acque - Società delle Fonti - ha ricevuto nei giorni scorsi il prestigioso "Awarding Certificate by experts from pioneer and leader Countries in hight concrete Dams". Il premio - ritirato a Xi'an (Cina) - fa riferimento all'International Milestone High Concrete Dams, una manifestazione che si tiene ogni 7 anni e premia le opere che meglio sanno coniugare utilizzo della risorsa, gestione, rispetto ambientale e crescita economico-sociale.
Assieme ad altre tre grandi opere in tutto il mondo, è stata scelta proprio la Diga di Ridracoli, riconosciuta come eccellenza assoluta a livello mondiale.

ECONOMIA CIRCOLARE, ACEA PINEROLESE CASE HISTORY PER L’UE

Acea Pinerolese Industriale diventa un caso di studio per il Comitato economico e sociale europeo, organo consultivo dell’Unione europea che sta contribuendo a sviluppare il Pacchetto sull’economia circolare: la multiutility della Provincia di Torino ha illustrato a Bruxelles l’evoluzione nello sfruttamento dei prodotti derivati dal trattamento dei rifiuti organici, una nuova frontiera di cui l’azienda è considerata dagli esperti “un benchmark europeo a cui fare riferimento per raggiungere obiettivi di valorizzazione e recupero sempre maggiore di materia da ciò che comunemente viene visto come un problema o qualcosa di cui disfarsi, ovvero i rifiuti”. Acea sta infatti sperimentando le possibilità di ottenere detergenti naturali, bioplastiche, fitostimolanti naturali dal compost, sostituendo a tutti gli effetti prodotti di origine fossile e azzerando così l’impatto sull’ambiente. Questa innovazione consentirà di valorizzare sempre più una risorsa, i rifiuti organici da raccolta differenziata delle città, da cui Acea Pinerolese già ricava energia e prodotti da fonti rinnovabili (energia elettrica e termica, biometano per l’immissione i rete e l’autotrazione, compost di qualità che migliora la fertilità dei terreni). In questo contesto, la case history di Acea Pinerolese industriale è stata anche illustrata come esempio replicabile in tutta l’Unione europea e modello da cui partire per valutare futuri indirizzi sulla valorizzazione dei biorifiuti a livello europeo. L’intervento si è inserito nel contesto di un incontro organizzato dall’International Solid Waste Association (ISWA).

ACQUA DI RUBINETTO: DISEGNA LA TUA ETICHETTA. INAUGURATA LA MOSTRA NEL PALAZZO DELL’AQP

Si è svolta presso il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese, a Bari, la cerimonia di premiazione del concorso “Acqua di rubinetto: disegna la tua etichetta”, promosso da AQP, e rivolto agli allievi delle Accademie di Belle Arti di Puglia, con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo dell’acqua di rubinetto: l’acqua salubre che l’azienda idrica regionale distribuisce a oltre quattro milioni di cittadini.
Ad aggiudicarsi il primo premio è stata Anna Maria Di Lecce, allieva del corso di decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Bari. A Carmela Ester Delle Noci, del corso di decorazione, moda e design della stessa Accademia, è stato assegnato il secondo premio; il terzo, infine, è andato ad Andrea Caputo, studente del corso di grafica editoriale all’Accademia di Lecce. Le opere sono state selezionate da un’apposita commissione.
L’idea di un’apposita etichetta per l’acqua pubblica risale al 2008, quando l’Acquedotto Pugliese realizzò la prima etichetta destinata alle bottiglie d’acqua di rubinetto, “La fontanina, acqua di casa tua”, in cui campeggiava l’antica immagine di una bambina, intenta ad attingere l’acqua da una fontanina.
Il concorso, nato dalla volontà di un restyling di quella prima etichetta, ha offerto la possibilità agli allievi delle accademie d’arte pugliesi di sprigionare tutta la propria fantasia e di realizzare due proposte grafiche, una per l’acqua liscia naturale, l’altra per l’acqua effervescente.
Un’iniziativa, dunque, che grazie alla creatività dei nostri giovani talenti, vuole contribuire a confermare il ruolo insostituibile dell’acqua pubblica per i cittadini e il territorio. Un’acqua la cui salubrità è garantita da un’ampia rete di laboratori, dislocati su tutta l’area servita e presso gli impianti di potabilizzazione. Presìdi dotati delle più moderne tecnologie, utilizzate da operatori altamente qualificati, grazie a cui l’acqua viene sottoposta a 390mila controlli l’anno. Oltre 3.500 sensori sulla rete consentono, altresì, il monitoraggio in tempo reale dei principali indicatori di potabilità, con possibilità di interventi immediati in caso di anomalie. La purezza del prezioso liquido è, infine, garantita da ulteriori stazioni si disinfezione supplementari, posizionate nei principali nodi della rete. Sul sito aqp.it e sull’app FontaninApp disponibili i dati relativi all’acqua distribuita, in ogni abitato, oltre a consigli e buone pratiche per preservarne la qualità fino al rubinetto di casa.
All’evento hanno partecipato autorevoli rappresentanti delle Istituzioni politiche e culturali: Mario Loizzo, Presidente del Consiglio Regionale, Antonio Decaro, sindaco di Bari, Nicola Giorgino, presidente dell’Autorità Idrica Pugliese, l’assessore regionale ai Lavori pubblici Giovanni Giannini, Nicola De Sanctis, presidente di Acquedotto Pugliese, il vicepresidente, Lorenzo De Santis, Francesca Pace, Consigliere d’Amministrazione, insieme ai direttori delle Accademie di Bari, di Foggia e di Lecce alla dirigente della Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale del Consiglio Regionale della Puglia.
I tre vincitori del concorso si sono aggiudicati premi in denaro del valore, rispettivamente, di 500, 300 e 200 Euro.
“Un’occasione davvero singolare per promuovere la buona acqua distribuita dall’Acquedotto e le complesse attività industriali legate al servizio, che consentono alla buona acqua pubblica di raggiungere le nostre case”, ha dichiarato il presidente di AQP Nicola De Sanctis. “La collaborazione con gli allievi delle accademie vuole essere, anche, un omaggio alla creatività dei giovani e, insieme, uno stimolo ad affermare, cominciando proprio dai giovani, una rinnovata coscienza del valore dell’acqua, bene primario, e della necessità di una sua tutela”, ha concluso De Sanctis.
Al termine della cerimonia, è stata inaugurata, al piano terra del Palazzo, una mostra sulla storia dell’acqua in Puglia, che fa da cornice all’esposizione di tutti i lavori realizzati dagli studenti. Una sezione a parte, infine, organizzata in collaborazione con Utilitalia e Ape (Acqua Pubblica Europea, l’Associazione che raggruppa i principali gestori pubblici dell’acqua d’Europa), è dedicata alle bottiglie, alle etichette e al materiale di promozione delle più importanti aziende di gestione dell’acqua pubblica italiane ed estere: Acea, Lario Reti Holding, Publiacqua, Brianza Acque, Gori, Acquedotto Lucano, Metropolitane Milanesi, Eaux de Vienne, Eau de Strasbourg, Eau de Geneve, Eau de Paris, Hydrobru di Bruxelles,
La mostra rimarrà aperta sino al 21 dicembre ed è visitabile tutti i giorni.

LEGGE DI BILANCIO SECONDO GLI SDGS

Palazzo Chigi ha pubblicato nei giorni scorsi “La legge di Bilancio 2017 alla luce degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu”. Firmato dal Team economico del governo, il documento espone in forma dettagliata i singoli provvedimenti contenuti nella legge di bilancio corrispondenti a singoli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).
La conferma anche per il 2017 degli incentivi alle ristrutturazioni edilizie (con maggiorazione dell’aliquota della detrazione per interventi di efficienza energetica e antisismica realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali) corrisponde a tre target dell’Obiettivo 11 che vuole rendere le città e le comunità sostenibili e anche al primo target dell’Obiettivo 13: rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali.
L’iniziativa del Governo - benché ancora generica nella correlazione tra le misure previste e il perseguimento degli SDGs - è comunque un’iniziativa significativa sul piano della cultura politica del Paese.
Altri passi sono imminenti alla luce di impegni già assunti, anche legislativi: l’elaborazione della Strategia di sviluppo sostenibile da parte del Governo e la messa a punto del sistema di indicatori che aggiorneranno il “cruscotto” del Bes (il Benessere equo e sostenibile, da porre poi in relazione con gli indicatori proposti dalla Commissione statistica dell’Onu per misurare il progresso verso SDGs).

MM, DA BEI 70 MILIONI DI EURO A SUPPORTO DEGLI INVESTIMENTI PER L’ACQUA DI MILANO

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e MM SpA hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per 70 milioni di euro, con una durata fino a 18 anni, per la realizzazione di investimenti relativi al servizio idrico integrato, inseriti nel piano di investimenti per la città di Milano.
I progetti che saranno finanziati riguardano la riqualificazione degli impianti per l’estrazione e il trattamento delle acque, la tutela delle fonti idriche, l’ampliamento delle reti fognarie e idriche, il processo di depurazione e miglioramento della sicurezza e della qualità dell’acqua, contribuendo anche migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
La BEI sostiene, in questo modo, il piano di sviluppo di MM, che prevede investimenti, nel settore dell’acqua, per oltre 800 milioni di euro fino al 2037.
L’operazione avrà la garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI), il fondo di garanzia costituito secondo le previsioni dell’Investment plan for Europe (IPE), il cosiddetto « Piano Juncker ».
“Il contratto sottoscritto - hanno dichiarato Davide Corritore e Stefano Cetti, Presidente e Direttore Generale di MM SpA - inaugura una fase di relazioni molto importanti visto il ruolo e la mission che BEI ha in Europa. Essere entrati nel Piano Juncker è un risultato per noi molto importante. E’ anche una conferma della bontà del nostro piano di efficientamento e messa in sicurezza del servizio idrico integrato della città di Milano. Il finanziamento BEI consentirà a MM di allungare la durata media del proprio indebitamento a condizioni molto competitive, senza garanzie o vincoli in capo al Comune.

A2A POTRÀ EMETTERE BOND FINO A 1 MLD

Il consiglio di amministrazione di A2A, riunitosi nei giorni scorsi sotto la presidenza di Giovanni Valotti, ha assunto una delibera quadro per l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari non subordinati, non garantiti e non convertibili, da emettersi, a valere sul programma EMTN, in una o più serie o tranche, in una o più soluzioni, sino a un massimo complessivo di 1 miliardo di euro, entro il 31 dicembre 2019. Il Cda ha conferito mandato al presidente Valotti e all’amministratore delegato Luca Valerio Camerano affinché, disgiuntamente tra loro, possano provvedere, tenuto conto delle condizioni di mercato, a dare concreta attuazione alla deliberazione consiliare. I prestiti obbligazionari così emessi o i proventi da essi derivanti potranno, tra l’altro, essere utilizzati ai fini di una o più operazioni di liability management aventi ad oggetto il riacquisto o lo scambio di emissioni obbligazionarie precedentemente effettuate dalla società al fine di allungare la vita media del debito di gruppo. La decisione s’inquadra nel contesto della strategia finanziaria del gruppo A2A di medio termine finalizzata anche a garantire una adeguata flessibilità finanziaria volta alla gestione efficiente dei profili di rimborso del gruppo, a sostenere il rating e a ridurre il costo medio del debito.

MONTAGNA 2000, TRIMESTRALE IN UTILE E RIDUZIONE DEL DEBITO

Non si ferma l’opera di risanamento di Montagna 2000 Spa, la società in house che gestisce il servizio idrico integrato nelle valli del Taro e del Ceno, nella provincia di Parma. Le attività di analisi delle condizioni economiche della società, di razionalizzazione della gestione corrente e di negoziazione del debito passato stanno avendo impatti positivi sul piano economico e finanziario.
Il bilancio del 2016 si deve considerare un bilancio di transizione che ha la finalità di finanziare alcune partite pregresse, in particolare i mutui del servizio idrico integrato riconosciuti ai Comuni soci e di cogliere i risparmi negoziati con i fornitori rispetto al debito precedente. Il bilancio viene redatto ora con cadenza trimestrale per una comunicazione puntuale e regolare verso la comunità finanziaria, gli stakeholder ed i soci della società nonché verso i cittadini.
Al termine delle scritture contabili e al netto delle imposte, la società presenta un utile al 30 settembre 2016 di 117.981,00 euro: da segnalare il trend positivo e di incremento rispetto allo scorso anno.
Le politiche di saving avviate nel corso del primo semestre hanno prodotto benefici interessanti sul conto economico in particolare sulla riduzione dei servizi esterni legati alla clorazione degli acquedotti ed alla raccolta dei rifiuti solidi urbani.
La gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani è stata in parte ottimizzata e vedrà una riduzione dell’affidamento a terzi dei servizi che consentirà di gestire le raccolte con mezzi e personale propri senza investimenti e/o personale aggiuntivo.
Per quanto riguarda la gestione del debito, si segnala una riduzione del debito di oltre 2 milioni di euro rispetto al bilancio chiuso al 31 dicembre 2015 e di aver spostato 1,7 milioni di € a lungo termine. Le trattative con i fornitori sul debito pregresso hanno generato risparmi e permesso l’azione di dilazione del debito.
Inoltre stanno proseguendo le attività di recupero del credito pregresso verso gli utenti morosi del servizio idrico integrato iniziate a luglio di quest’anno con risultati concreti.
Infine la società rileva con soddisfazione una sana collaborazione con i comuni soci per il conseguimento degli obiettivi del piano di risanamento.

ACQUA

BEST PRACTICE NEL SETTORE IDRICO. CONVEGNO A VERONA, 2 DICEMBRE

Dalla collaborazione dell’Università di Verona, del Water Management & Technology Research Center e del Gestore Acque Veronesi, nasce l’appuntamento che si svolgerà a Verona il prossimo 2 dicembre, dal titolo “Best practices nel settore idrico. Finanza, controllo e gestione”.
Saranno analizzati i processi di razionalizzazione e sviluppo delle società partecipate esercenti i servizi idrici (Stefano Pozzoli, Univesità Napoli Partenope); il ruolo degli investitori istituzionali (Cristina Dell’Aquila, Cdp); i riflessi dei modelli di governance sulle performance delle utility (Giulia Romano, Università di Pisa; l’economia circolare nei servizi idrici (Francesco Fatone, Università di Ancona) e le performance dei gestori idrici nazionali tra fattori di successo e criticità (Giordano Colarullo, Direttore generale di Utilitalia).
Per informazioni e iscrizioni: Università di Verona .

BONUS ACQUA, DPCM IN GAZZETTA

Cinquanta litri di acqua al giorno gratis e tariffe differenziate in base alle condizioni economiche e all’uso. Così il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del il 18 novembre 2016, in attuazione della L. 221/2015.
In particolare, il decreto prevede che l’Aeegsi determini, con riferimento al quantitativo minimo vitale d’acqua, una fascia di consumo annuo cui applicare una tariffa agevolata. Inoltre l’Autorità, sempre con riferimento al quantitativo minimo di acqua, dovrà applicare un bonus acqua a tutti gli utenti domestici residenti, ovvero nuclei familiari, che sono in condizioni di disagio economico sociale.
Il bonus è uguale al prezzo che l’utente in condizioni economiche disagiate deve pagare ogni anno per il quantitativo minimo vitale determinato a tariffa agevolata.

BRIANZACQUE, 1,8 MLN EURO PER BONUS IDRICO

Un sostegno ai cittadini in difficoltà che faticano a pagare la bolletta dell’acqua pari a complessivi 1,8 milioni di euro: è quanto mette a disposizione Brianzacque, gestore unico del servizio idrico integrato in Provincia di Monza e Brianza per il bonus idrico 2016.
La somma stanziata dal consiglio di amministrazione della società corrisponde a 2 euro per abitante e sarà ripartita tra i Comuni soci, che potranno assegnare le agevolazioni economiche sull’importo della bolletta per un valore minimo di 50 euro. L’agevolazione è destinata sia a chi è titolare di una fornitura idrica individuale, sia a chi risiede in una struttura condominiale (in questo caso il bonus sarà gestito tramite l’amministratore dello stabile).
Per definire linee guida che consentano ai comuni del territorio di assegnare le agevolazioni sulla base dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), Brianzacque ha in programma una serie di incontri con gli amministratori locali. Il bonus idrico potrà essere utilizzato in forma primaria per il saldo di fatture insolute o come somma sulle bollette di futura emissione. Per richiedere il bonus, gli interessati dovranno presentare domanda agli uffici dei Comuni di residenza che gestiranno direttamente le pratiche.
“Quest’iniziativa è la prova più tangibile dell’impegno di Brianzacque, dell’Autorità d’Ambito e dei sindaci brianzoli - commenta il presidente della monoutility Enrico Boerci - in favore delle persone e delle famiglie che si trovano in difficoltà economiche e a cui vogliamo offrire un aiuto concreto. Il bonus è frutto di un lavoro sinergico e solidale. Per questo, desidero ringraziare tutti per la fattiva collaborazione”.
Brianzacque, nei giorni scorsi, è risultata primo gestore in Lombardia per consumi pro capite giornalieri di acqua potabile per uso domestico, secondo il rapporto sulla Qualità Ambientale stilato da Legambiente in 98 capoluoghi italiani censiti per il 2015.

TARIFFE, TOSCANA: IN CERCA DI SOLUZIONI PER DISEGUAGLIANZE SOCIALI

Soluzioni che vadano incontro alle diseguaglianze sociali nell’ambito del servizio idrico integrato toscano, tra cui l’ipotesi di applicare automaticamente le agevolazioni tariffarie, previste per una platea del 14% ma ad oggi fruite solo dallo 0,85% degli utenti perché molti non ne fanno richiesta ignorandone l'esistenza: temi che sono stati affrontati nel corso dell’incontro “La sostenibilità delle tariffe del servizio idrico integrato: analisi e nuove proposte” tenutosi a Firenze, organizzato nell’ambito dell’Osservatorio regionale servizio idrico integrato e gestione integrata dei rifiuti urbani della Regione Toscana. “Un momento di confronto molto utile - ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni aprendo i lavori - che si impone in maniera urgente di fronte a un problema complesso che mostra più sfaccettature: rispondere ai principi di efficienza e di efficacia rispetto alle esigenze degli utenti e di coerenza con una gestione eco-sostenibile della risorsa idrica. Insomma, abbiamo il dovere di tutelare le fasce più deboli che spesso si trovano in difficoltà con il pagamento della bolletta che fornisce comunque un servizio di prima necessità. Abbiamo il compito altresì di trovare strumenti che contrastino la morosità illegittima e colpevole. D’altra parte dobbiamo coprire investimenti ingenti comunque indispensabili per un servizio di interesse pubblico”. A suggerire alcune prospettive, uno studio realizzato dall’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (Irpet), in collaborazione con il Comune di Empoli e con l’Autorità idrica toscana, presentato da Enrico Conti: incrociando i dati dell’anagrafe con il database utenti forniti dal gestore e i dati sui redditi fiscali forniti dalla Regione per valutare l’impatto delle bollette sulle famiglie, è emerso che l’area di sofferenza - cioè le famiglie sulle quali la tariffa incide più del 3% del reddito - è molto limitata, tra il 5,6% e 7%; un nucleo ridotto ma molto concentrato tra le famiglie a basso reddito. Da qui la proposta di “universalizzare” le agevolazioni tariffarie: “l’automatizzazione di questo strumento in bolletta - spiega la Regione Toscana - allevierebbe, secondo gli esperti, non di poco la sensibilità sociale”. Condivisa dai vari relatori la necessità di non limitare gli interventi a sostegno delle fasce più deboli ai soli correttivi tariffari previsti dalla nuova normativa e già attuati in Toscana. “La risposta - rileva la Regione - va cercata in regole che rendano maggiormente efficace e diffusa l’applicazione dell’Isee, materia già nell’agenda dell’Autorità nazionale”.

GAIA LANCIA LE NOTIFICHE PER IL RINNOVO DELL'AGEVOLAZIONE ISEE

In un solo giorno, con un SMS, un'email o una chiamata vocale il Gestore idrico GAIA dell’alta Toscana ha contattato su tutto il territorio oltre 4.800 utenti che non hanno ancora rinnovato la domanda ISEE, ricordando che la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 31 dicembre prossimo. A ricevere la notifica sono stati tutti coloro che hanno presentato domanda di agevolazione ISEE nel 2015, ma che non hanno rinnovato la documentazione nel 2016.
"Lo strumento di avviso via sms, telefono o e-mail per ricordare il rinnovo dell'agevolazione era uno dei punti da attivare previsti del decalogo approvato dal Consiglio di Amministrazione lo scorso 30 giugno, in risposta alle proposte avanzate dai Comitati. Puntualmente siamo pronti con il nuovo servizio all'approssimarsi delle scadenze sulle agevolazioni: è un altro tangibile segno dell'attenzione con cui questo CdA sta portando avanti il percorso verso l'utenza annunciato a inizio mandato. Già utilizzavamo il servizio di notifica via sms per ricordare le scadenze delle bollette, è giusto impiegarlo anche per rammentare le agevolazioni. Il prossimo passo sarà intercettare tutti coloro che, pur avendo i requisiti di reddito per ottenere l'agevolazione isee, nei fatti non hanno accesso al beneficio perchè non sono stati raggiunti dall'informazione." ha dichiarato il presidente di GAIA Vincenzo Colle.
La nuova misura è utile soprattutto perchè evita agli utenti più "smemorati" di vedersi riaddebitati, in mancanza di idonea certificazione nei tempi previsti, gli sgravi prima ottenuti.
Nel 2015 sono 8.671 le domande per l'agevolazione in base al reddito ISEE pervenute a GAIA, tutte accettate dal Gestore. L'agevolazione ISEE è riservata a tutti gli utenti di GAIA che hanno i requisiti di reddito previsti dal Regolamento e consente di abbattere fino a oltre il 50% il costo della bolletta dell’acqua.

DEPURAZIONE, AMMESSA CLASS ACTION CONTRO ABBANOA

Il Tribunale ordinario di Cagliari (2° Sezione Civile), con ordinanza del 17 ottobre 2016, ha dichiarato ammissibile una class action promossa da 127 cittadini sardi nei confronti di Abbanoa, gestore del servizio idrico integrato nell’intero territorio dell’isola. Motivo dell’azione, come si evince dall’ordinanza, la “mancanza o assoluta inadeguatezza” del servizio di depurazione fornito agli utenti serviti dal depuratore di Buggerru (Carbonia-Iglesias), che ne hanno pagato i corrispettivi tra l’8 aprile 2010 e l’8 aprile 2015 (data della notifica dell’atto di citazione relativo alla class action) e intendono ottenerne il rimborso. Il Tribunale ha ammesso l’azione di classe ritenendo sussistenti i requisiti di cui all’art. 140 bis, comma 2, lett. a), del Codice del consumo. Ammessa anche la domanda di risarcimento dei danni limitatamente al “danno da mancata disponibilità delle somme” pagate dagli utenti per il servizio di depurazione, l’unico ammissibile data la genericità della formulazione della domanda. Abbanoa ha ammesso la mancata o insufficiente erogazione del servizio a partire dal 9 novembre 2011 e si è detta disposta a restituire agli utenti gli importi da essi pagati, mentre per quanto riguarda il periodo precedente ha asserito il buon funzionamento del depuratore. Ha inoltre eccepito la genericità della domanda risarcitoria. Alla class action si potrà aderire entro il 15 marzo 2017.

SASI, SEQUESTRATI DI NUOVO 12 DEPURATORI IN 7 COMUNI

Nuovo sequestro, con effettiva esecuzione, dei 12 depuratori di 7 Comuni della Provincia di Chieti gestiti dalla Sasi di Lanciano, gestore del servizio idrico integrato partecipato da 92 Comuni del territorio chietino: il sequestro riguarda gli stessi impianti già oggetto di indagine siti a Lanciano, Treglio, Santa Maria Imbaro, Atessa, Quadri, Bomba, Rocca San Giovanni, ai quali erano stati apposti i sigilli un anno e mezzo fa. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del pm Rosaria Vecchi. La nuova indagine coinvolge il neo-presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe, nominato a maggio, accusato di presunto reato ambientale. I sindaci dei Comuni interessati hanno avuto, in qualità di autorità sanitarie, l’affidamento giudiziale dei depuratori sigillati. Il nuovo provvedimento di sequestro, eseguito dal comando del Noe di Pescara, è scaturito dal lungo ritardo nel sanare la situazione di inquinamento e le autorizzazioni regionali dopo il primo sequestro avvenuto il 28 aprile 2015. In relazione a quell’indagine sono ora sotto processo l’ex presidente della Sasi, Domenico Scutti, e Alfiero Marcotullio, amministratore della Ecoesse, società titolare di appalti per il controllo degli impianti di Atessa, Bomba e Quadri. Nei loro confronti il ministero dell’Ambiente, parte civile, ha già avanzato richiesta di un risarcimento danni per 25 milioni di euro totali (12,3 milioni ciascuno). La nuova indagine è scattata allo scadere del termine, che la Procura di Lanciano aveva fissato al 30 settembre scorso, per sanare tutte le criticità messe in rilievo in occasione del primo sequestro. Alla scadenza, la Sasi ha presentato un nuovo cronoprogramma di interventi ma diverse autorizzazioni regionali, in particolare, sono giunte in ritardo.

AMBIENTE

ATHESYS, RIFIUTI: STRATEGIE AZIENDALI E POLITICHE DI SISTEMA - ROMA 29 NOVEMBRE

Si svolgerà a Roma il prossimo 29 novembre il convegno organizzato da Althesys dal titolo “Waste management, a che punto siamo l’industria, la finanza, le regole”. I protagonisti dei servizi ambientali e gli stakeholder del waste management si confrontano sulla gestione dei rifiuti urbani, sui nuovi modelli di business e sull’economia circolare.
L’incontro, dopo la presentazione del WAS Report 2016, prevederà tre sessioni: la dimensione industriale del waste management e l’economia circolare; il ruolo della finanza nella trasformazione del settore; il disegno e la governance del mercato, tra regolazione e competizione.
Tra i relatori, Alessandro Bratti (presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti); Guido Bortoni (presidente dell’Aeegsi), Giovanni Pitruzzella (Presidente Agcm) e Filippo Brandoli (Vice presidente Utilitalia).
Per informazioni e iscrizioni: Althesys.

RIFIUTI, REGIONI CHIEDONO TAVOLO CON MINAMBIENTE SU RIVALSA SANZIONI

Le Regioni hanno presentato un documento alla Conferenza Stato-Regioni del 17 novembre chiedendo un tavolo al ministero dell’Ambiente in cui tornare a discutere di tutti i punti riguardanti le procedure di rivalsa a carico delle amministrazioni responsabili delle sanzioni inflitte all’Italia dalla Corte di giustizia europea in materia di rifiuti. “In molti casi i lavori di bonifica sono iniziati, in altri sono terminati, chiediamo che l’Europa ne tenga conto”, ha detto il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria. “Da quando è a partito il contenzioso, molte realtà sono cambiate - ha aggiunto il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso - e nel 90% dei casi i lavori di bonifica sono stati effettuati”. Per questo, ha ribadito Toti, “le rivalse non ci devono essere”.

ATO TOSCANA SUD: DIMISSIONI IN SEI TOSCANA E SIENAMBIENTE. REGIONE: ATO UNICO E COMMISSIONE D’INCHIESTA

Andrea Corti, il direttore generale dell’Ato Toscana Sud agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura fiorentina sull’appalto da 3,5 miliardi di euro per la gestione dei rifiuti nelle Province di Siena, Arezzo e Grosseto, ha rassegnato le proprie dimissioni. Lo ha reso noto il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli che, in qualità di presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Ato e dietro preciso mandato, aveva invitato Corti a fare un passo indietro con una lettera. Nel caso di un rifiuto, la stessa assemblea avrebbe provveduto alla revoca di Corti. Prima ancora l’ex direttore generale dell’Ato si era autosospeso dalla carica, pur respingendo tutte le contestazioni rivoltegli dalla Procura.
L’assemblea dei sindaci ha individuato in Enzo Tacconi, dipendente dell’Ato, il sostituto pro tempore di Corti. L’ex direttore generale è accusato di turbativa d’asta e corruzione. Nell’ambito della stessa inchiesta, il gip aveva deciso anche l’interdizione da professioni e imprese per i manager Eros Organni, ad di Sei Toscana, e Marco Buzzichelli, ad di Sienambiente e consigliere della stessa Sei Toscana, entrambi dimessisi dalle rispettive cariche, nonché l’avvocato fiorentino Valerio Menaldi. Il Cda di Sei Toscana ha conferito le deleghe e le procure di Organni al presidente Roberto Paolini, quello di Sienambiente ha assunto pieni poteri e può deliberare in attesa della nomina di un nuovo ad.
“È bene che chi ha rubato vada in galera”: questo il commento del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in merito all’inchiesta in corso. Dalle indagini della Procura, secondo Rossi, “emerge un quadro grave e uno squarcio molto preoccupante della logica del capitalismo parassitario”.
La Giunta regionale, ha annunciato il governatore, approverà a breve una delibera con la quale istituirà l’Ato unico regionale e costituirà una Commissione d’inchiesta incaricata di accertare anche se c’è congruità tra le tariffe applicate e il servizio reso ai cittadini, che Rossi si augura possa fornire entro un mese le risultanze dell’indagine, da mettere a disposizione dei sindaci.
Il presidente della Regione è intervenuto anche sul tema del termovalorizzatore di Case Passerini: dopo l’annullamento dell’autorizzazione da parte del Tar, ha commentato, occorre capire bene cosa chiede la sentenza e, a partire dalle nuove competenze che la Regione ha acquisito nel gennaio di quest’anno, come fare per raggiungere l’obiettivo della realizzazione dell’impianto, rispettando le indicazioni dei giudici amministrativi. Rossi, infine, ha annunciato che presto la Regione e il governo firmeranno un “Patto per la Toscana”, in cui “troveranno posto tutte le questioni infrastrutturali che riguardano l’area fiorentina” e quella della costa.

VADO LIGURE: 27 RINVIATI A GIUDIZIO. TIRRENO POWER: "SMONTATO TEOREMA"

La Procura di Savona ha disposto il rinvio a giudizio di 27 persone nell’ambito dell’indagine sulla centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure. Per la società, la richiesta presentata “smonta il teorema costruito dell’ex procuratore capo - si legge in un comunicato -, in gran parte fondato sull’indagine epidemiologica imbastita e realizzata, è bene ricordarlo, anche da tecnici che erano nel contempo consulenti della Procura e militanti dei comitati locali che chiedevano la chiusura della centrale”. Tra i rinviati a giudizio, rimarca Tirreno Power, non figurano molti manager di primo piano della società chiamati in causa in un primo momento. Tra i non più indagati ci sono Andrea Mangoni, ex ad di Sorgenia, Francesco Dini, di Cir e al tempo consigliere di Tirreno Power, e Roberta Neri, ad di Enav, all’epoca consigliere di Tirreno Power. La società ricorda inoltre che “nei giorni scorsi si era avuta l’archiviazione per i pubblici ufficiali, tra i quali anche coloro che hanno correttamente rilasciato le autorizzazioni e esercitato il controllo sul funzionamento della centrale di Vado Ligure come peraltro riconosciuto dalla stessa Procura”. La nota di Tirreno Power ricorda inoltre che sono passati 7 anni dall’inizio dell’inchiesta e più di due anni e mezzo dal sequestro della centrale, “che ha provocato il rischio di fallimento per Tirreno Power e un grave danno sociale al territorio. Ora si arriva all’archiviazione della posizione della maggior parte degli indagati - protesta l’azienda - e alla presa d’atto che a tutt’oggi non si hanno elementi certi in merito alle presunte centinaia di vittime richiamate specificatamente anche nell’atto di sequestro di un impianto che funzionava in regola con le norme e le autorizzazioni ambientali, fatto affermato negli atti dalla stessa Procura. Sui presunti danni ambientali - conclude la nota - siamo certi sarà fatta chiarezza visto che a distanza di oltre due anni dal fermo degli impianti tutti i dati ufficiali documentano che la qualità dell’aria era e rimane tra le migliori d’Italia ed è sostanzialmente identica a quando i gruppi lavoravano”.

ROMA, VERSO RIDUZIONE TARI

La Giunta capitolina ha adottato lo schema di bilancio 2017-2019, presentato dall’assessore al Bilancio e al Patrimonio Andrea Mazzillo. Il documento è corredato dalle delibere propedeutiche, dallo Stato di attuazione dei programmi e dal Dup (Documento unico di programmazione), tutti approvati durante la riunione che si è svolta martedì 15 novembre. Si avvia così l’iter che dovrà condurre, entro le scadenze previste dalla normativa, all’approvazione in Assemblea capitolina. Tra le delibere propedeutiche, quella sulla tassa sui rifiuti (Tari), che prevede per il 2017 un risparmio in bolletta dei cittadini compreso tra l’1,5% e il 2%.

RIFIUTI, FIRENZE: ESPOSTO DI AMBIENTALISTI A CORTE DEI CONTI

Esposto alla Procura della Corte dei conti della Toscana contro Quadrifoglio, la società che gestisce i rifiuti nell’area fiorentina, e contro i 12 Comuni che ne sono soci, tra cui Firenze, per presunto danno erariale: il mancato raggiungimento delle soglie di raccolta differenziata imposte dalla Ue avrebbe causato un aggravio di spesa di 43 milioni di euro in 7 anni, dal 2008 al 2014. A promuovere l’azione sono alcune delle realtà che hanno presentato ricorsi al Tar (alcuni dei quali accolti) contro la realizzazione dell’inceneritore a Sesto Fiorentino: Wwf, Forum ambientalista, Italia Nostra, alle quali si aggiunge anche l’associazione Zero Waste e altre sigle, come le “Mamme no inceneritore”. “I 43 milioni di presunto danno erariale - ha spiegato Davide Pagliai, uno dei portavoce di quest’ultimo gruppo - sono stati calcolati in base alle norme e agli obiettivi previsti (e non raggiunti) per la raccolta differenzia. In sette anni, dunque, abbiamo conteggiato le tonnellate di spazzatura conferita in discarica in più rispetto a quelle della soglia massima programmata, alle quali vanno aggiunti i costi di messa in discarica, più l’ecotassa relativa, che, tra l’altro, ha un’addizionale del 20% per chi non rispetta i parametri. Ancora, c’è da sommare l’indennizzo di disagio ambientale: e così si arriva a 43 milioni”. Il fine dell’esposto, spiega ancora Pagliai, è “dimostrare che con una corretta e soprattutto reale pratica di raccolta della differenziata, non c’è alcun bisogno di inceneritore, né a Sesto Fiorentino né altrove”.

ENERGIA

ELETTRICITÀ, SMART METER 2G: AEEGSI VARA DISCIPLINA TARIFFARIA

Trasparenza dei piani di installazione, invarianza delle tariffe di misura per i consumatori a fronte di nuovi benefici legati al forte miglioramento nelle prestazioni dei misuratori, nuovi meccanismi incentivanti la riduzione dei costi: sono questi, riferisce una nota, i principi fondamentali della delibera 646/2016/R/eel con cui l’Autorità per l’energia ha definito la nuova disciplina tariffaria valida per i distributori elettrici per il riconoscimento dei costi di installazione dei contatori intelligenti (smart meter) in bassa tensione di seconda generazione 2G. Il nuovo quadro di regolazione prevede che l’Autorità valuti e approvi, tramite un processo pubblico trasparente, i piani di installazione dei nuovi misuratori di seconda generazione in bassa tensione; piani che dovranno avere uno sviluppo dettagliato su un arco di 15 anni, comprendendo le previsioni di avanzamento e di spesa. È previsto un percorso di approvazione accelerato nel caso in cui i piani di installazione e messa in servizio, in termini di costi, garantiscano la sostanziale invarianza delle tariffe di misura per i clienti (al netto dell’inflazione), cioè consentano di offrire ai consumatori un servizio di misura evoluto, con disponibilità di informazioni aggiornate su base giornaliera (invece che l’odierna bimestrale), procedure di cambio fornitura e di voltura più veloci ed efficienti e nuovi servizi in termini di flessibilità (come ad esempio i contratti prepagati), senza aggravio di costi in termini reali. Le regole definite dall’Autorità, da una parte, lasciano flessibilità di pianificazione ai distributori e, dall’altra, escludono il riconoscimento di costi connessi all’eventuale anticipata dismissione di misuratori di prima generazione se effettuata volontariamente dal distributore. Il nuovo quadro di regolazione, sottolinea l’Autorità, prevede meccanismi che garantiscono trasparenza e neutralità anche in relazione allo svolgimento di altre attività, come ad esempio il piano nazionale di sviluppo della fibra ottica: le nuove regole confermano i già vigenti obblighi di separata rendicontazione di costi e ricavi relativi alle attività diverse dal servizio oggetto di riconoscimento tariffario e prevedono specifiche norme di monitoraggio che consentano di trasferire ai clienti del settore elettrico eventuali benefici derivanti dalle sinergie con queste attività.

STRETTA DELL'AUTORITÀ SUI “CLIENTI NASCOSTI”

L’Autorità per l’energia ha illustrato in un documento di consultazione i suoi orientamenti in merito all’identificazione dei clienti del sistema elettrico cosiddetti “nascosti”, cioè clienti finali a cui è attribuita un’unità di consumo ma che sono privi di un proprio punto di connessione su rete pubblica o su rete privata in quanto condividono un POD con altri clienti finali, e che non rientrano nelle configurazioni per le quali ciò è consentito (cioè SEESEU-A, SEESEU-C, ASE e ASAP). Nei mesi successivi all'entrata in vigore del Testo integrato dei sistemi di distribuzione chiusi (Tiscd), scrive l’Autorità in una nota di sintesi, è stata evidenziata all’authority, anche da parte degli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Dogane nell’ambito delle proprie verifiche ispettive, l’esistenza di soggetti, potenziali clienti finali, non noti al sistema elettrico e non titolari di un propria fornitura di energia elettrica. Con il documento per la consultazione, l’Autorità definisce la data del 30 settembre 2017 entro la quale i clienti finali “nascosti” potranno richiedere la propria regolarizzazione senza incorrere in penali o sanzioni, prevedendo la possibilità di concedere una proroga per l’entrata in vigore delle disposizioni relative al censimento e alla regolazione dei Sistemi di distribuzione chiusi (SDC) diversi dalle RIU (ASDC): il 1° ottobre 2017, anziché il 1° gennaio 2017. Ogni cliente finale “nascosto”, qualora si dichiari entro il 30 settembre 2017, dovrebbe corrispondere alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea) gli importi precedentemente non versati, senza che vengano applicate maggiorazioni limitatamente alle sole componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema. Qualora invece il cliente nascosto sia individuato successivamente al 30 settembre 2017, sarebbe tenuto a corrispondere a Csea tutti gli importi precedentemente non versati in relazione alle tariffe di trasmissione e di distribuzione, nonché a copertura degli oneri di sistema maggiorati del 30%. Gli importi verrebbero riscossi con effetti a decorrere dal 15 agosto 2009. Il termine per le osservazioni è il 12 dicembre 2016.

EUROSTAT: IN ITALIA PIÙ CARA PER INDUSTRIA

L’Italia è al primo posto in Europa per i prezzi dell’energia elettrica per uso industriale: è quanto emerge dalle tabelle pubblicate dall’Eurostat nel suo rapporto statistico su Energia, Trasporti e Ambiente nell’Unione europea. Il dato, riferito alla seconda metà del 2015, è pari a 0,16 euro/kWh (di cui circa 0,07 di imposte) contro una media Ue di 0,119 ed Eurozona appena sopra 0,12. Dopo l’Italia, pagano cara l’elettricità le industrie britanniche (0,152) e tedesche (0,149), mentre i prezzi più bassi si registrano in Svezia (0,059) e Finlandia (0,071). Per quanto riguarda invece le famiglie, i costi italiani (0,243 euro/kWh) sono inferiori a quelli di Danimarca (la più cara, 0,304 euro/kWh), Germania (0,295) e Irlanda (0,245). L’Italia è ai primi posti in Europa anche per il costo del gas naturale per le famiglie (0,09 euro/kWh), dopo Svezia, Portogallo e Spagna; mentre le imprese italiane lo pagano meno della maggior parte degli altri paesi Ue (0,032). Il rapporto evidenzia anche i progressi fatti dai Paesi verso gli obiettivi di un aumento dell’elettricità proveniente da fonti rinnovabili: in questo contesto, si rileva che l’Italia è fra i paesi in cui la quota di energie rinnovabili è sopra il livello richiesto dall’Ue per arrivare all’obiettivo del 30% nel 2030. Nel 2014, tale quota era in media pari al 27,5% e in Italia al 33,4%.

GARE GAS, PROROGHE PER PERUGIA 2 E TRENTO

Slittano i termini per lo svolgimento delle gare per il servizio di distribuzione gas negli ambiti di Perugia 2 e Trento. Nel primo caso è stata disposta la terza proroga, di 6 mesi, per la presentazione delle offerte: il Comune di Foligno, stazione appaltante, aveva disposto una prima proroga di un mese e mezzo a maggio, seguita da una successiva di un ulteriore mese in luglio, che fissava il termine al 31 dicembre prossimo, termine ora spostato al 30 giugno 2017. Con una determina dirigenziale, il Comune ha ulteriormente prorogato la data prevista per l’adeguamento, integrazione e aggiornamento del bando di gara e della documentazione a corredo sulla base delle ulteriori acquisizioni istruttorie e manifestazioni di volontà, nonché in base alle eventuali valutazioni da parte dell’Autorità per l’energia. Quanto a Trento, con l’approvazione della Finanziaria 2017 da parte della Giunta provinciale, si differisce al 31 dicembre 2018 il termine fissato dalla legislazione trentina per la pubblicazione del bando di gara, “a fronte dall’incertezza del quadro normativo vigente in materia di distribuzione del gas - comunica la Provincia in una nota -, dovuta a sua volta a corpose innovazioni legislative susseguitesi negli ultimi anni in sede statale”.

ACQUEDOTTO LUCANO, PIANO DA 50 MLN PER EFFICIENZA ENERGETICA

Abbattere i consumi di energia elettrica è uno degli obiettivi prioritari di Acquedotto Lucano, gestore del servizio idrico integrato in Basilicata: nei circa 10.000 kmq di territorio regionale, gran parte dei quali montani e collinari, il 70% dei consumi di energia del gestore deriva dalla necessità di sollevare l’acqua, il 23% dalla gestione dei depuratori e il 7% dalle altre attività, determinando un costo annuo di 20,5 milioni di euro, più di un quarto dell’intero bilancio della società. Per questo, Acquedotto Lucano ha un piano per ridurre i consumi di energia dagli attuali 133 a 80 GWh l’anno, con un risparmio che in termini economici varrebbe oltre 6 milioni di euro l’anno e una parallela riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera di 16 milioni di kg l’anno. Il programma per l’efficientamento gestionale ed energetico delle reti e degli impianti di Acquedotto Lucano è stato presentato nel corso del convegno “Acqua Corrente”, svoltosi nei giorni scorsi a Potenza. Il piano, ha spiegato l’amministratore unico di Acquedotto Lucano Michele Vita, prevede tre fasi di intervento: la prima è di valutazione delle performance energetiche e di revisione e ammodernamento degli impianti di sollevamento; la seconda interesserà la produzione di energia da fonti rinnovabili per soddisfare parte del proprio fabbisogno; mentre la terza fase riguarderà la strategia di gestione degli adduttori e delle reti, procedendo tra l’altro a ridurre la pressione dell’acqua immessa in rete. Per realizzare il piano proposto dall’azienda saranno necessari circa 20 milioni di euro per le prime due fasi e ulteriori 30 milioni di euro per la terza fase. Pr quanto riguarda i 178 depuratori gestiti dalla società, è pronto un piano di ristrutturazione e adeguamento per risolvere le infrazioni a carico di 40 agglomerati lucani; a breve, il gestore e la Regione sottoscriveranno un accordo di partenariato che consentirà di utilizzare dei finanziamenti a tale scopo. L’efficientamento e l’ammodernamento dei sistemi di trattamento e smaltimento dei reflui, sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista delle nuove tecnologie, dovrebbe comportare una ulteriore riduzione dei consumi del 20%.

AUTO ELETTRICA, BORTONI: AGEVOLAZIONE COME PER I SEU

Sulla mobilità elettrica, dal punto di vista del regolatore, “credo che si debba impostare un discorso di questo tipo: ogni veicolo elettrico deve essere visto nel futuro come un sistema efficiente di utenza (Seu) mobile”. Questa la proposta di Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia, avanzata nei giorni scorsi a Roma durante il workshop “Mobilità elettrica: un piano per l’Italia”. Un’agevolazione pensata dal punto di vista del regolatore, che non può di fatto prevedere un sistema di incentivi, rispetto alla quale occorrerà definire “le proporzioni giuste”. “Benissimo la par condicio dal punto di vista delle infrastrutture di refuelling”, ha sottolineato Bortoni, ma “dobbiamo intersecare questo con le necessarie considerazioni di politica energetica e ambientale del Paese: l’elettrico ha un plus rispetto alle altre soluzioni” in virtù della sostenibilità ambientale legata al vettore elettrico nel contesto italiano, visto che “il kWh acquistato sul mercato all’ingrosso in Italia è per quasi il 50% da fonte rinnovabile”.
Bortoni è intervenuto anche sulla questione degli effetti del fermo delle centrali nucleari francesi sul prezzo dell’elettricità in Italia: “è atteso un effetto” sulle bollette, ha affermato, perché “i mercati sono collegati”. A proposito dell’extracosto che ammonterebbe per i prezzi di borsa a 1,5 miliardi nell’ipotesi di una persistenza per 4 mesi di un delta di 20 €/MWh rispetto alle medie dell’ultimo anno, Bortoni ha precisato in una dichiarazione all’Ansa: “numeri non ne faccio, li fa il mercato”.

A2A, TELERISCALDAMENTO CON IL CALORE DELL’ACCIAIERIA

Dopo la sperimentazione dei mesi scorsi, è ora pienamente operativo il sistema che dall’acciaieria della Ori Martin porta calore in 2.500 case del bresciano. Il principio è semplice: invece di disperdere il calore prodotto dal forno elettrico dell’acciaieria, quei vapori vengono sfruttati per produrre energia termica ed elettrica. Il progetto si chiama i-Recovery, è il primo di questo tipo in Italia ed è il frutto della sinergia tra l'azienda, A2A, Turboden e Tenova.
12 milioni di euro l'investimento, cofinanziato con 2,5 milioni dalla Commissione Europea per l’alto valore tecnologico e ambientale. I fumi del forno elettrico, che raggiungono i 500 gradi e che devono essere raffreddati ed inviati ai filtri per trattenere le polveri dannose per la salute prima di essere liberati nell’aria, con i-Recovery vengono convogliati verso 2.500 abitazioni, inserendosi nella rete di teleriscaldamento di A2A.
Trattandosi di una «fonte» non programmabile, la difficoltà tecnica è stata assegnare all’energia termica della Ori Martin una sorta di via privilegiata, sfruttando la capacità di accumulo della rete. In sostanza si è lavorato sulla rete in modo da poter assorbire quel calore ogni volta che viene generato.
Va detto che il teleriscaldamento oggi copre circa 175mila appartamenti equivalenti (il dato tiene conto anche di negozi e uffici). L’incidenza del progetto i-Recovery sul totale del fabbisogno è quindi limitata. Ma ha comunque un importante valore ambientale. E in estate, quando i caloriferi sono spenti, il calore dei fumi del forno elettrico verrà sfruttato per produrre energia elettrica.

PIANO POTENZIAMENTO RETE PER BISOGNI CITTADINANZA

L’Acea, attraverso Areti (la ex Acea Distribuzione che da luglio ha cambiato nome), sta mettendo a punto un piano per il potenziamento della rete elettrica “andando così incontro ai bisogni della cittadinanza”: lo ha annunciato il presidente di Areti, Sandro Cecili, spiegando che l’obiettivo è anche quello di venire incontro alle future esigenze dell’auto elettrica. “A Roma - ha detto Cecili intervenendo a un convegno sulla mobilità elettrica - finora si è fatto molto poco su questo fronte: in ogni caso fin tanto che realizzeremo punti di ricarica ‘lunga’ non ci saranno problemi. Ma le ricariche veloci necessitano di potenze superiori, quindi è necessario, se non vogliamo farci trovare impreparati, fare dei lavori sulla rete di distribuzione”.

ITALGAS, DA BEI 300 MLN PER SMART METER

La Banca europea degli investimenti (Bei) ha approvato, nell’ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), un progetto di Italgas per promuovere l’efficienza del sistema di distribuzione del gas e l’incremento dell’informazione per il consumatore attraverso il sistema degli smart meter. Il prestito concesso dalla Bei è di circa 300 milioni di euro e sarà capace di generare un investimento atteso di 620 milioni complessivi, attraverso il meccanismo moltiplicativo tipico del Piano Juncker. Grazie a questo progetto sarà possibile monitorare i consumi di gas da remoto, con un impatto positivo potenziale anche sulle operazioni di rete. Come condizione richiesta dalla Bei per questo tipo di progetti, Italgas dovrà indire una procedura di aggiudicazione conforme alla normativa italiana ed europea sugli appalti per la realizzazione del progetto.

BIOMETANO DA RIFIUTI E DEPURAZIONE, POTENZIALE DA 400 MLN MC/A

Secondo uno studio di Althesys sulle potenzialità del biometano da fonti diverse da quella agricola il potenziale italiano da depuratori e rifiuti è di 370 milioni di metri cubi all'anno. Nello specifico, rileva la ricerca presentata oggi, il biometano da frazione organica è stimato in 205 mln mc e quello da depurazione potrebbe essere pari a 170 mln mc - un potenziale tale da far viaggiare 170mila auto. Lo studio di Althesys “Lo sviluppo del biometano, potenzialità e ricadute”, è stato presentato nell'ambito del convegno "Da depuratore a bioraffineria, l'esperienza del Gruppo Cap" che si è svolto durante Ecomondo, alla Fiera di Rimini.
L'utilizzo di sottoprodotti di provenienza diversa, come ad esempio la FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) e i fanghi di depurazione, può integrare - dice l'analisi - quella agricola e permette significativi benefici ambientali, consentendo da un lato di ridurre il ricorso alla discarica e dall'altro di riutilizzare la risorsa in chiave di valorizzazione energetica.
Per la cosiddetta frazione “umida” da raccolta differenziata - che in Italia nel 2014 è stata intercettata per circa 5,7 mln t - il compostaggio rimane la destinazione prevalente (oltre 3 mln t), mentre il resto è destinato a biogas (450.000 t). Per la raccolta dell'organico si prevede un progressivo aumento, in grado di sviluppare una produzione di biometano stimata come detto in 205 mln mc. Qualora venisse utilizzata per fare il “pieno” ai veicoli, si potrebbero percorrere circa 2,4 miliardi di km annui, cioè l'equivalente di circa 95.000 auto (percorrenza media annua 25.000 km). Ipotizzando che il prezzo alla pompa del biometano sia uguale a quello attuale del metano, il risparmio per un automobilista medio rispetto ad un'auto a benzina sarebbe di circa il 60%, cioè 2.200 euro all'anno. Interessanti anche le ricadute economiche e industriali: secondo lo studio 1,3 miliardi con possibili investimenti in nuovi impianti per circa 400 milioni di euro. Nonostante le grandi potenzialità tecnologiche del settore, secondo lo studio lo sviluppo dei mercati collegati si è però da tempo interrotto, in particolare per il biometano, il cui lungo iter ne ha di fatto bloccato la crescita. Per Alessandro Marangoni, ceo di Althesys, “è necessario rimuovere vincoli burocratici e normativi per un pieno sviluppo del potenziale di alcuni feedstock, come i fanghi di depurazione. L'attuale normativa non favorisce lo sviluppo del biometano, soprattutto la trasformazione degli impianti biogas esistenti”. Il potenziale stimato di produzione di biometano da fanghi di depurazione è invece di circa 170 mln mc, ovvero un quantitativo che consentirebbe di percorrere circa 1,9 miliardi di chilometri l'anno, cioè l'equivalente della strada percorsa da circa 75.000 auto.

TERNA E RFI INSIEME PER L’ENERGIA SOSTENIBILE

L’Ad di TERNA Matteo Del Fante e l’Ad di RFI Maurizio Gentile hanno firmato nei giorni scorsi una Lettera di Intenti con l’obiettivo di collaborare per la individuazione e la realizzazione di iniziative di interesse comune in materia di energie rinnovabili in Italia. In particolare, l’accordo prevede lo sviluppo da parte delle due società di un progetto volto alla realizzazione di impianti fotovoltaici che alimenteranno con energia pulita i consumi elettrici di RFI.
In base all’accordo, si prevede di identificare aree su cui costruire impianti fotovoltaici per una potenza fino a un massimo di 200 MW, che garantiranno a Rete Ferroviaria Italiana una produzione di energia pulita fino a circa 300 GWh l’anno. Tra i siti potenzialmente idonei per la localizzazione degli impianti sono stati individuati anche alcuni in Sardegna nell’area di Cagliari (Villasor, Selargius) e in quella di Nuoro (Bolotana).
Il progetto allo studio di Terna e RFI potrebbe costituire la prima grande operazione nel settore dell’energia fotovoltaica in Italia ad essere realizzata in un contesto di “grid parity”, in assenza cioè di incentivi statali e, quindi, contrariamente al passato, senza oneri aggiuntivi per famiglie e imprese.
L’iniziativa si inquadra nel più ampio contesto della collaborazione tra le due aziende avviata nel 2015 con l’acquisizione da parte di Terna della rete in Alta Tensione del Gruppo di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., che prevede lo sviluppo di numerose attività finalizzate a cogliere le sinergie esistenti, in particolare per quanto attiene le aree e le infrastrutture di confine e di interfaccia.
“Questo accordo - ha dichiarato Matteo Del Fante - è di grande valore per lo sviluppo sostenibile. Il fatto che un’iniziativa così importante venga realizzata in un regime di grid parity, cioè senza incentivi, significa offrire un beneficio alla collettività in termini di sfruttamento di energie pulite senza alcun costo per il sistema elettrico nazionale. Un’importante iniziativa industriale tra due grandi operatori di rete che lavorano insieme per contribuire a costruire il futuro dell’energia. Una sinergia nata meno di un anno fa con l’acquisto da parte di Terna della rete di FS e che oggi sta continuando a dare i suoi frutti”.
“L’accordo firmato - ha sottolineato Maurizio Gentile - conferma la nostra forte attenzione verso l’ambiente con l’obiettivo di consolidare il treno come mezzo di trasporto condiviso più sostenibile ecologicamente. La Lettera di Intenti sottoscritta con Terna rientra fra le attività previste dalle politiche ambientali di RFI, che si pone l’obiettivo di ridurre i consumi energetici della trazione elettrica dei treni, nelle stazioni, nella segnaletica ferroviaria e negli ambienti di lavoro sostituendo l’illuminazione tradizionale con quella a led. Nei cantieri ferroviari, poi, è sempre più frequente l’utilizzo di materiali riciclabili”.

VIAREGGIO, NUOVO CODIGESTORE PER SEA RISORSE CON ENERGIA DAI FANGHI

Via libera all’ampliamento del depuratore comunale gestito da Sea Risorse a Viareggio (LU), dopo l’ottenimento della valutazione d’impatto ambientale per la trasformazione dell’impianto in codigestore per la produzione di metano e energia elettrica oltre che compost per l’agricoltura (il primo a livello regionale).
Si tratta del progetto Bio2Energy che dovrebbe portare il depuratore a livelli di avanguardia europei, visto che la Regione lo presenterà a Bruxelles. Ideatrice e capofila del progetto è Sea Risorse, che ha a disposizione un cofinanziamento regionale di 1,5 milioni di euro, cioè la metà del costo. Alla realizzazione partecipano partner pubblici e privati come Publiambiente, Cavalzani Inox, Iccom-Cnr, Dipartimento di energia industriale dell’Università di Firenze, Pin.
Si tratta della cosiddetta circular economy, visto che si parte da rifiuti che vengono smaltiti trasformandoli in energia pulita e concime. Per Sea di tratta di “un processo a filiera chilometri zero che recupera l’organico della raccolta differenziata e dei fanghi del depuratore, annulla i consumi energetici necessari per la stabilizzazione dei fanghi, produce energia elettrica da mettere in rete e un fertilizzante organico che sostituisce quelli chimici”.
Le fasi del progetto dureranno due anni: avvio della gestione del progetto sperimentale; allestimento dei laboratori al Cnr di Pisa e all’Università di Firenze; primi lavori in scala pilota; successivi lavori in scala industriale dentro il sito del depuratore Sea. Nelle due fasi operative sarà monitorata e ottimizzata la produzione di bioidrogeno e biometano. I risultati saranno diffusi attraverso linee guida utilizzabili per rendere replicabile il progetto in altri siti di depurazione.
La valutazione di impatto ambientale ha esaminato la compatibilità del progetto con l’ambiente e il patrimonio culturale della zona ed è stata concessa dopo l’esame di tutti i pareri degli enti pubblici territoriali. La linea acque del depuratore non sarà modificata: servirà per generare, con l’aggiunta della frazione organica dei rifiuti all’interno del digestore già esistente, idrogeno dai batteri delle sostanze organiche: l’idrogeno sarà utilizzato per produrre energia elettrica e il compost generato servirà come ammendante in agricoltura.

GAS, IN ARRIVO LA NUOVA POLIZZA ASSICURATIVA RAFFORZATA

E’ previsto dal prossimo 1° gennaio 2017 il rafforzamento della polizza assicurativa a favore dei clienti finali in caso di incidenti provocati dall'uso del gas (Aeegsi del. 223/2016/R/gas) . La nuova polizza avrà costi più facilmente individuabili nella bolletta, una durata quadriennale e l’incremento dei massimali in caso di risarcimento per le sezioni incendio e infortuni.
La ratio sottesa è che chiunque usi, anche occasionalmente, gas metano o altro tipo di gas fornito tramite reti di distribuzione urbana o reti di trasporto, beneficia in via automatica di una copertura assicurativa contro gli incidenti da gas. La copertura assicurativa è valida su tutto il territorio nazionale; da essa sono esclusi i clienti finali di gas metano diversi dai clienti domestici o condominiali domestici dotati di un misuratore di classe superiore a G25 (la classe del misuratore è indicata in bolletta) e i consumatori di gas metano per autotrazione.
Le garanzie prestate riguardano la responsabilità civile nei confronti di terzi, gli incendi e gli infortuni, che abbiano origine negli impianti e negli apparecchi a valle del punto di consegna del gas (a valle del contatore). L'assicurazione è stipulata dal Cig (comitato Italiano gas) per conto dei clienti finali.